L’Unione Montana Alta Valle Susa si dà appuntamento a Meana di Susa sabato 25 aprile 2026 per celebrare l’81° Anniversario della Liberazione, una ricorrenza che trasforma la memoria storica in un impegno civile condiviso e attuale.
La cerimonia prende avvio alle ore 10:30 in Piazza Europa, con la partecipazione del sindaco Federico Ragalzi e del presidente dell’Unione Montana, Mauro Carena. Il programma assume quest’anno una dimensione transfrontaliera di particolare significato grazie alla presenza dei Maquis de l’Oisans di Pont de Claix, testimonianza concreta del legame tra la Resistenza italiana e quella francese che caratterizza la lotta partigiana sulle Alpi.
Tra le note della Società Filarmonica Meanese e le letture curate da Artemuda, il territorio valsusino riafferma il proprio ruolo di custode dei valori di libertà, giustizia e partecipazione democratica.
La giornata prosegue in serata con un appuntamento culturale dedicato alla figura di Ada Gobetti, protagonista dell’antifascismo e della lotta di Liberazione. Alle ore 20:30, presso il salone polivalente, l’incontro propone una riflessione sul valore della cittadinanza attiva e sul sacrificio di quanti combattono contro il nazifascismo per consegnare alle generazioni future i diritti e le libertà di oggi.
Il 25 aprile non rappresenta soltanto una ricorrenza istituzionale. È una delle date fondative della storia contemporanea italiana: il giorno in cui si celebra la fine dell’occupazione nazista, il crollo definitivo del fascismo e l’avvio del percorso che conduce alla nascita della Repubblica democratica.
In territori come la Val di Susa e l’Alta Valle, questa ricorrenza assume un significato ancora più profondo, perché qui la guerra, la Resistenza e la Liberazione non restano concetti astratti, ma esperienze vissute tra montagne, paesi e comunità locali, segnate da sacrifici, solidarietà e coraggio.
Ogni anno la valle rinnova quella memoria attraverso cerimonie pubbliche, cortei, incontri culturali, passeggiate storiche e iniziative civili che mantengono vivo il legame tra passato e presente. Ricordare il 25 aprile in modo autentico significa però affrontare la storia nella sua complessità, senza slogan né semplificazioni.
L'importanza delle forze alleate
L’8 settembre 1943 segna una svolta drammatica per l’Italia, divisa in due e travolta dall’occupazione tedesca. Da quel momento prende forza la lotta di Liberazione, combattuta non solo dai patrioti italiani, ma anche grazie al contributo fondamentale delle forze alleate.
Il contributo dei partigiani italiani risulta importante sul piano morale, civile e politico. Tuttavia la liberazione militare del Paese diventa possibile soprattutto grazie alla lunga campagna d’Italia condotta dagli Alleati, con un ruolo decisivo delle forze americane, britanniche, del Commonwealth, dei reparti polacchi, canadesi, francesi, brasiliani e di molte altre nazioni. Senza questo intervento, i soli partigiani non avrebbero la capacità militare necessaria per liberare l’Italia da soli.
Le truppe anglo-americane avanzano lungo la penisola, affrontano durissime battaglie e contribuiscono in modo decisivo alla sconfitta del nazifascismo, aprendo la strada alla riconquista della libertà e al ritorno delle istituzioni democratiche.
Accanto ai soldati alleati e ai partigiani italiani agiscono migliaia di donne, protagoniste spesso silenziose ma indispensabili della Resistenza. Sono oltre 70 mila coloro che offrono sostegno logistico, assistenza, collegamenti tra le brigate, trasporto di viveri, documenti e armi, oltre a nascondere perseguitati e oppositori del regime.
A questo proposito, il presidente Mauro Carena sottolinea l’impegno dell’ente nella diffusione della cultura storica, ricordando il sostegno alla pubblicazione del volume “La scelta. Alle radici della nostra democrazia”, un’opera che ricostruisce con linguaggio chiaro il percorso dall’avvento del fascismo alla nascita della Repubblica.
Il libro, firmato da studiosi come Gianni Oliva, Piero Del Vecchio e Marco Sguayzer, si rivolge in particolare agli studenti e punta a formare coscienze critiche capaci di riconoscere i rischi dei totalitarismi e il valore delle libertà democratiche.
La celebrazione unitaria dell’Alta Valle Susa si conferma così come un momento centrale della coscienza collettiva del territorio: un’occasione in cui memoria storica, ricerca culturale e partecipazione popolare si uniscono per onorare una storia che continua ancora oggi a parlare di futuro.
