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lunedì 13 aprile 2026

Il futuro non ha tempo da perdere

Il Bicerin di Claudio Pasqua 

Il buongiorno del mattino in chiave sabauda

Se non avete ancora visto il video di Runway che da qualche giorno imperversa sui social come una febbre da fieno marzolina, permettetemi di dirvi, con tutto l'affetto del caso: avete sprecato giorni preziosi della vostra esistenza mortale.

Ma non disperate. Siete ancora in tempo. Appena in tempo.


Runway  - piattaforma di intelligenza artificiale - ha pubblicato la dimostrazione di come un singolo creativo (l'imprenditore ungherese Dániel Vincz)  abbia potuto realizzare uno video pubblicitario completo in un solo pomeriggio utilizzando gli strumenti di video generativo dell'azienda. 


Il risultato è stato uno spot pubblicitario raffinato e narrativo di 30 secondi che generalmente necessita di un team creativo, un regista, operatori di ripresa, tecnici delle luci, montatori, coloristi e sound designer: un flusso di lavoro che, come riconosciuto dagli esperti del settore, si estende per settimane e può costare da decine di migliaia a milioni di dollari, a seconda della complessità.  Il video ha partecipato alla competizione e vinto parte dei 100.000 dollari in premi in denaro complessivi


Ora, care lettrici e lettori, mi trovo costretto ad affrontare un argomento che nei salotti viene dibattuto con la stessa solennità con cui si discute del senso della vita. Si (s)parla di intelligenza artificiale. Si borbottano frasi del tipo "dove andremo a finire di questo passo!". Si ordinano tramezzini.


E nel frattempo si continua a guardare dalla parte sbagliata.


Permettetemi di illuminarvi, con la delicatezza di un elefante sui pattini che si accomoda in una cristalleria. 


La cosa più preziosa che possedete non è il denaro. Non è il prestigio. Non è nemmeno il talento — che, sia detto tra noi, è distribuito in modo notoriamente iniquo e capriccioso dall'universo.


È il tempo.


(Chi ha risposto "la salute" ci è andato vicino: perché quando manca, vi porta via esattamente quello) 


Ora, la grande rivelazione — che suonerà scandalosa, come sorseggiare il proprio bicerin con la beata incoscienza di chi non sa che la casa sta bruciando.


Non è stata l'intelligenza artificiale a sostituire il creativo.


È stato il creativo, armato di intelligenza artificiale come un gentiluomo vittoriano con un ombrello in una rissa, a sostituire un intero staff di professionisti, tre cicli di revisioni, sei riunioni di allineamento e nove settimane di produzione che nessuno ricorderà con affetto.


Il creativo ungherese Daniel Vincz, con un background nell'innovazione e nell'imprenditoria digitale, lo ha dimostrato con la chiarezza brutale di un conto al ristorante: ciò che un tempo richiedeva decine — talvolta centinaia — di persone, oggi può essere compresso nella mente di un solo individuo ben attrezzato e sufficientemente rifornito di Caffé rigorosamente prodotto dai Vergnano di Chieri. 


E cosa ha guadagnato, in definitiva, questo individuo? Non solo efficienza. Non solo produttività. Non solo l'ammirazione vagamente invidiosa dei colleghi.


Ha guadagnato tempo.


Tempo per creare di più. Tempo per vivere meglio. Tempo per stare con chi conta davvero — e non con chi ha convocato la riunione delle 17:30 di venerdì. Tempo per se stessi, mentre gli altri stanno ancora cercando dove hanno salvato il file.


Il vantaggio vero, care anime, non è fare bene le cose.


È farle bene ma prima.


Prima che qualcun altro le faccia al posto vostro. Prima che il mercato si accorga che il vostro processo produttivo è, con tutto il rispetto, un dipinto del Settecento in un'era di fotografia istantanea.


Morale:  Non sarà l'intelligenza artificiale a portarvi via il lavoro.


Saranno quelli che la sanno usare [1] .


Mentre voi, nel frattempo, state ancora aspettando che la riunione finisca.


E la riunione, lo sappiamo tutti, non finisce mai.




Il bicerin: tre strati, come vuole la ricetta: uno sguardo lucido sull'attualità, una nota amara di realtà, un fondo caldo di umanità. Da leggere piano.



NOTA 

[1] "AI won't take your job. It's somebody using AI that will take your job" — ha più padri rivendicati, come spesso accade alle citazioni virali di successo.

Il primo a dirla in modo documentato e pubblico fu Richard Baldwin, economista, che pronunciò la frase al World Economic Forum Growth Summit del 2023. Baldwin stesso, però, ammise di non essere sicuro di averla coniata lui per primo.

Poi è arrivato Jensen Huang, CEO di NVIDIA, che l'ha resa famosa in tutto il mondo: al Milken Institute Global Conference 2025, disse esplicitamente: "You're not going to lose your job to an AI, but you're going to lose your job to someone who uses AI. La sua versione è quella più citata oggi, probabilmente perché arriva dal CEO dell'azienda che costruisce i chip su cui gira tutta questa storia.



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