Il tramezzino è un panino italiano morbido, senza crosta e tagliato a triangolo, diventato un classico della gastronomia italiana, soprattutto come spuntino e protagonista dell’aperitivo.
Le sue origini risalgono al Caffè Mulassano di Torino, un locale storico in piazza Castello dove, nel 1925‑1926, la torinese Angela Demichelis Nebiolo, di ritorno dagli Stati Uniti con il marito Onorino Nebiolo, iniziò a proporre versioni italiane del sandwich americano. Avevano portato con sé dagli Usa una macchina per tostare il pane, ma, per superare i problemi di tostatura, decisero di servire il pane morbido, senza crosta, farcito con ingredienti gustosi come burro e acciughe, per accompagnare l’aperitivo.
Il nome “tramezzino” deriva dall’italiano tramezzo (cioè “in mezzo”) con il diminutivo ‑ino, e fu coniato da Gabriele D’Annunzio per sostituire l’inglese sandwich con un termine più italiano. Questo nome divenne presto quello ufficiale per indicare il nuovo panino.
Inizialmente proposto come stuzzichino da merenda o aperitivo in Piemonte, il tramezzino si diffuse rapidamente in tutta Italia grazie alla sua praticità , versatilità e alle infinite varianti di farcitura: prosciutto, tonno, olive, uova e molti altri ingredienti, spesso con maionese come base.
Pur essendo nato a Torino, il tramezzino è spesso associato anche a Venezia, dove ha trovato enorme popolarità , grazie al clima umido che mantiene il pane particolarmente soffice e alla tradizione locale del “bacaro” e dell’aperitivo con ombra.
Un documento gastronomico importante fu la pubblicazione della prima ricetta sul mensile La Cucina Italiana negli anni ’30, che contribuì alla diffusione nazionale del tramezzino.
Oggi il tramezzino è un simbolo della cultura gastronomica italiana. Si trova in bar, cafè e locali in tutto il paese, con decine di varianti creative e farciture che vanno da classiche a gourmet, confermandosi come uno degli spuntini più amati e versatili.


