di Claudio Pasqua

Negli ultimi anni il dibattito demografico in Piemonte, e in particolare nell’area di Torino e della sua provincia, si è concentrato sempre più su un dato evidente: la popolazione sta invecchiando. In questo scenario assumono un ruolo centrale le generazioni più giovani, in particolare la Generazione Alfa e la nascente Generazione Beta, che rappresentano il futuro demografico, sociale ed economico del territorio.
Capire chi sono queste generazioni e quale peso hanno (o avranno) in Piemonte è fondamentale per comprendere le trasformazioni in corso e le sfide che attendono la regione nei prossimi decenni.
Chi sono la Generazione Alfa e la Generazione Beta
La Generazione Alfa comprende i bambini nati indicativamente tra il 2010 e il 2024. Sono i figli dei Millennials e dei primi membri della Generazione Z, e rappresentano la prima generazione cresciuta interamente in un mondo digitale. Tablet, smartphone, piattaforme online e didattica digitale fanno parte della loro quotidianità fin dalla prima infanzia.
La Generazione Beta, invece, è la generazione successiva. Secondo le definizioni più diffuse, inizierà con i nati dal 2025e si estenderà fino alla fine degli anni Trenta o ai primi anni Quaranta. Il termine “Beta” è stato proposto dal demografo Mark McCrindle come prosecuzione della nomenclatura in alfabeto greco inaugurata con la Generazione Alfa.
I membri della Generazione Beta saranno in gran parte figli della Generazione Z e degli ultimi Millennials. Cresceranno in un contesto ancora più avanzato dal punto di vista tecnologico, caratterizzato da intelligenza artificiale, realtà virtuale, automazione e sistemi educativi sempre più personalizzati.
Il contesto piemontese: pochi giovani, molti anziani
Se guardiamo al Piemonte, il quadro demografico è chiaro: si tratta di una delle regioni italiane con l’età media più elevata. La popolazione complessiva supera di poco i 4,2 milioni di abitanti, ma la quota di bambini e adolescenti è in costante diminuzione.
I minori di 15 anni rappresentano poco più dell’11% della popolazione regionale, mentre la fascia degli over 65 è in continua crescita. Torino e la sua provincia, che concentrano oltre la metà degli abitanti piemontesi, riflettono questa stessa tendenza: meno nascite, famiglie più piccole e un progressivo squilibrio tra generazioni.
In questo contesto, la Generazione Alfa costituisce oggi la parte principale della popolazione infantile e scolastica, mentre la Generazione Beta è appena all’inizio del suo percorso demografico.
Perché il Piemonte invecchia
L’invecchiamento della popolazione piemontese è il risultato di diversi fattori che si intrecciano tra loro.
Il primo è il calo della natalità. Negli ultimi anni il numero di nati in Piemonte ha toccato minimi storici. Le coppie fanno meno figli e li fanno più tardi, spesso a causa di precarietà lavorativa, difficoltà abitative e costi elevati legati alla crescita e all’istruzione dei bambini.
Il secondo fattore è l’aumento della speranza di vita. Si vive più a lungo rispetto al passato, e questo, pur essendo un dato positivo, contribuisce ad aumentare il peso delle fasce anziane sulla popolazione complessiva.
Infine, incide anche la mobilità giovanile. Molti giovani adulti, soprattutto laureati, lasciano il Piemonte per opportunità lavorative in altre regioni o all’estero. Questo riduce ulteriormente la base potenziale di futuri genitori.
Il ruolo delle nuove generazioni nel riequilibrio demografico
In uno scenario di forte invecchiamento, la Generazione Alfa e la Generazione Beta assumono un’importanza strategica. Anche se numericamente più ridotte rispetto alle generazioni precedenti, rappresentano l’unica possibilità di riequilibrio nel medio-lungo periodo.
Entro il 2035, la Generazione Beta potrebbe costituire una parte significativa della popolazione in età prescolare e scolare, andando gradualmente a sostituire la Generazione Alfa nelle scuole dell’infanzia e primarie. Tuttavia, il loro peso demografico resterà limitato se non cambieranno le condizioni strutturali che oggi scoraggiano le nascite.
Scuola, servizi e futuro del territorio
La riduzione del numero di bambini ha già effetti concreti in Piemonte: accorpamenti di scuole, classi meno numerose e ripensamento dei servizi educativi. Allo stesso tempo, cresce la domanda di servizi per la popolazione anziana, con un forte impatto sulla sanità e sul welfare locale.
Le generazioni Alfa e Beta cresceranno quindi in un territorio che dovrà trovare un nuovo equilibrio tra bisogni diversi: investire sui giovani senza trascurare una popolazione sempre più anziana.ù
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