Chiusa di San Michele celebra i 65 anni del primo uomo nello spazio: evento speciale al Planetario - Torino Plus – News, eventi e approfondimenti su Torino

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giovedì 9 aprile 2026

Chiusa di San Michele celebra i 65 anni del primo uomo nello spazio: evento speciale al Planetario

 


Il 12 aprile 1961 è una data che ha cambiato per sempre la storia dell’umanità. Quel giorno, il cosmonauta Jurij Gagarin compiva il primo volo umano nello spazio a bordo della navicella Vostok 1, inaugurando ufficialmente l’era dell’esplorazione spaziale. A distanza di 65 anni da quella straordinaria impresa, il Planetario di Chiusa di San Michele celebra l’anniversario con un evento speciale dedicato al primo uomo nello spazio, in programma domenica 12 aprile alle ore 16.00.


L’iniziativa, a ingresso libero e gratuito, rappresenta un’occasione importante per appassionati di astronomia, studenti, famiglie e curiosi, che potranno ripercorrere una delle pagine più affascinanti della storia contemporanea. L’incontro si propone infatti come un viaggio narrativo e scientifico che partirà dalle prime suggestioni della fantascienza, attraverserà la corsa allo spazio e culminerà nella storica missione della Vostok 1, quando l’umanità osservò per la prima volta la Terra dallo spazio.


L’evento si inserisce all’interno della programmazione culturale del Planetario di Chiusa di San Michele, una realtà ormai consolidata nel panorama divulgativo della Valle di Susa. La struttura, ospitata all’interno dell’ex Cappella di San Giuseppe, è stata recuperata e trasformata in planetario grazie a un progetto del Comune, con inaugurazione ufficiale nel 2006. Negli anni successivi, il Planetario è diventato un punto di riferimento per la divulgazione scientifica nel territorio, proponendo conferenze, osservazioni guidate, incontri tematici e attività per scuole e famiglie.


Il 12 aprile, dunque, il Planetario proporrà un approfondimento dedicato alla figura di Jurij Gagarin, simbolo non solo di progresso tecnologico ma anche di coraggio umano. Nato nel 1934 in un piccolo villaggio, Gagarin divenne il primo uomo a compiere un’orbita completa attorno alla Terra. Il volo durò 108 minuti e segnò un punto di svolta nella corsa allo spazio, una competizione tecnologica che coinvolse le principali potenze mondiali e accelerò lo sviluppo delle tecnologie aerospaziali.


Alle 9:07 del mattino, la Vostok 1 decollò dal cosmodromo di Baikonur. Durante il volo, Gagarin pronunciò una frase diventata simbolo dell’inizio dell’esplorazione umana dello spazio. Dopo aver completato l’orbita, il cosmonauta rientrò nell’atmosfera terrestre e atterrò con il paracadute, concludendo con successo una missione che avrebbe cambiato per sempre la percezione del pianeta e del ruolo dell’umanità nel cosmo. L’impresa ebbe un’enorme risonanza mondiale e rese Gagarin una figura simbolo del progresso scientifico e tecnologico.


L’incontro organizzato a Chiusa di San Michele intende ripercorrere proprio questo momento storico, ma anche raccontare il contesto culturale e tecnologico che lo rese possibile. Dalla fantascienza di inizio Novecento ai primi razzi sperimentali, fino alle grandi sfide tecnologiche della metà del XX secolo, il pubblico sarà accompagnato in un percorso che unisce storia, scienza e immaginazione.


Il Planetario punta così a trasformare la celebrazione in un’esperienza immersiva e coinvolgente, capace di suscitare meraviglia e curiosità. Non si tratterà soltanto di una conferenza, ma di un vero e proprio viaggio narrativo che permetterà ai partecipanti di comprendere quanto l’impresa di Gagarin abbia cambiato il modo in cui l’umanità guarda al proprio pianeta.

La scelta di dedicare un evento a questa ricorrenza si inserisce nella missione culturale del Planetario, che da anni promuove la diffusione della cultura scientifica in Valle di Susa. In un’epoca in cui l’esplorazione spaziale è tornata protagonista grazie ai nuovi programmi lunari e alle missioni dirette verso Marte, ricordare il primo volo umano nello spazio assume un significato ancora più attuale.

L’appuntamento, inoltre, è pensato per essere accessibile a un pubblico ampio. L’ingresso è gratuito, ma la capienza limitata della struttura rende necessaria la prenotazione obbligatoria.  

A 65 anni dal volo di Jurij Gagarin, l’umanità continua a guardare verso lo spazio con lo stesso spirito di esplorazione e meraviglia. L’evento del 12 aprile rappresenta quindi non solo una celebrazione del passato, ma anche uno sguardo verso il futuro, per ricordare che il cielo non è un limite, ma l’inizio di nuove possibilità.


E dopo Gagarin? 


1. Gli Stati Uniti arrivano per primi sulla Luna (1969)

Il Apollo 11 con Neil Armstrong e Buzz Aldrin fu una vittoria enorme per gli USA.
L’URSS non riuscì nemmeno a inviare astronauti in orbita lunare.

Questo cambiò completamente la percezione della corsa allo spazio.


2. Il fallimento del razzo sovietico N1

Il N1 esplose 4 volte consecutive tra il 1969 e il 1972.
Una delle esplosioni (1969) fu tra le più potenti della storia dei lanci spaziali.

Il progetto lunare sovietico fu praticamente cancellato.


3. Il programma lunare sovietico fu tenuto segreto

A differenza della NASA, l’URSS:

  • Nascondeva i fallimenti
  • Negava l'esistenza della corsa alla Luna
  • Disse dopo che "non era mai stata una priorità"

Questo danneggiò la credibilità sovietica.


4. Gli USA fanno 6 sbarchi lunari

Dopo Apollo 11, seguirono:

  • Apollo 12
  • Apollo 14
  • Apollo 15
  • Apollo 16
  • Apollo 17

5. La morte di Gagarin (1968)

La morte improvvisa di Yuri Gagarin indebolì anche simbolicamente l'URSS.
Gagarin era il volto mondiale del successo sovietico.

Dopo di lui, l'impatto mediatico diminuì.


6. Il disastro di Soyuz 1 (1967) 

Soyuz 1:

  • Il cosmonauta Vladimir Komarov morì
  • Problemi tecnici noti ma ignorati
  • Pressione politica per "battere" gli USA

Questo mostrò la fretta e la cattiva gestione sovietica.


7. Il disastro di Soyuz 11 (1971)

Soyuz 11
Tre cosmonauti morirono durante il rientro.
Fu l’unica missione nella storia in cui tutto l’equipaggio morì nello spazio.


8. Gli USA sviluppano lo Space Shuttle

Nel 1981, Space Shuttle Columbia vola per primo.
Gli USA mostrano tecnologia riutilizzabile avanzata.

L’URSS rispose tardi con il Buran.


9. Il Buran vola solo una volta

Il Buran fece un solo volo automatico nel 1988.
Poi il programma fu cancellato per mancanza di fondi.

Sembrò un progetto tecnologicamente valido ma economicamente fallito.


10. Dopo la Luna, l'URSS perde la leadership tecnologica

Negli anni 60 l’URSS aveva:

  • Primo satellite (Sputnik 1)
  • Primo uomo nello spazio (Gagarin)
  • Prima donna nello spazio (Valentina Tereshkova)

Ma dopo Apollo:

  • Gli USA dominarono l’immagine pubblica
  • La corsa allo spazio cambiò vincitore 




Fonti

– Planetario di Chiusa di San Michele – sito ufficiale e materiali informativi
– Planetary Society – Yuri Gagarin e missione Vostok 1
– ESA (European Space Agency) – Storia dell’esplorazione spaziale
– NASA History Division – First Human Spaceflight, 1961

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