Dal 15 aprile 2026 è disponibile su Netflix la terza e ultima stagione de La legge di Lidia Poët, e con essa arriva una bella notizia per il Piemonte più autentico: Avigliana, borgo medievale incastonato tra le colline morenichealla porta della Val di Susa, ha conquistato il grande schermo internazionale, diventando una delle location d'eccellenza di uno degli show italiani di maggior successo degli ultimi anni.
La produzione, firmata da Groenlandia con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte, vede il ritorno di Matilda De Angelis nei panni di Lidia Poët, la prima avvocata d'Italia. Un personaggio diventato un'icona, capace di fare breccia in oltre cinquanta Paesi e di totalizzare, già dalla prima stagione del 2023, ottantacinque milioni di ore di visione nei primi sei mesi dall'uscita — un risultato che pochi show italiani possono vantare.
Il set a cielo aperto nel cuore del borgo
Le riprese, coordinate grazie al supporto della Film Commission Torino Piemonte, hanno visto il borgo medievale protagonista già durante l'estate 2025. La troupe ha occupato luoghi simbolo come piazza Conte Rosso, trasformando il tratto tra via Montenero e via Umberto I in un perfetto scorcio della Torino di fine Ottocento. A completare il quadro, gli splendidi interni di Casa Cantamerlo e del Palazzo Comunale hanno offerto ambienti d'epoca difficilmente replicabili in studio, con quella patina autentica che nessuna scenografia costruita a tavolino riesce a restituire.
La scelta di Avigliana non è casuale né improvvisata. Il Comune ha intessuto un rapporto di collaborazione con il mondo del cinema e dell'audiovisivo fin dal 2021, costruendo un protocollo d'intesa che ha reso il borgo una meta privilegiata per le grandi produzioni. Prima de La legge di Lidia Poët, il territorio aveva già accolto set come La bella estate e la co-produzione internazionale Piemonte, consolidando una vocazione cinematografica sempre più riconosciuta.
Una stagione finale ambiziosa, tra aule di tribunale e tensioni politiche
La terza stagione, composta da sei episodi che chiudono definitivamente il percorso della protagonista, è ambientata nel 1887, in una Torino sempre più centrale nella costruzione dell'Italia moderna. Lidia si trova coinvolta in un caso esplosivo: una donna accusata di aver ucciso il marito sostiene di aver agito per legittima difesa. Il processo diventa immediatamente un caso mediatico e politico, perché mette in discussione la percezione della violenza domestica e del ruolo della donna nella società ottocentesca — una questione che risuona, non senza ragione, anche nel dibattito contemporaneo.
La stagione conclusiva è stata scritta da Guido Iuculano e Davide Orsini, mentre la regia è stata affidata a Letizia Lamartire, Pippo Mezzapesa e, per la prima volta, a Jacopo Bonvicini. Nel cast, accanto a Matilda De Angelis, ritroviamo Pier Luigi Pasino nel ruolo di Enrico Poët, Sara Lazzaro in quello di Teresa Barberis, Eduardo Scarpetta nei panni di Jacopo Barberis e Gianmarco Saurino in quelli di Pierluigi Fourneau. Al cast si aggiungono Liliana Bottone, che interpreta Grazia Fontana, e Ninni Bruschetta nei panni di Cantamessa, Procuratore del Re.
Un Piemonte autentico come quinto personaggio
Avigliana è il cuore pulsante della scelta territoriale, ma non è l'unica location piemontese a fare da sfondo alla stagione finale. Nel tessuto urbano di Torino compaiono luoghi simbolici come Palazzo Carignano, la Corte d'Appello e piazze storiche come San Carlo e Cavour, che contribuiscono a dare autenticità alla narrazione. Per le scene processuali, la produzione ha scelto di utilizzare la vera Corte d'Appello di Torino, aggiungendo un livello di autenticità che nessun set ricostruito potrebbe replicare. Per alcune aule del tribunale la produzione si è spostata nel Palazzo Falletti di Barolo, uno dei palazzi nobiliari più belli del centro storico torinese, mentre gli interni di Villa Poët sono stati ricostruiti all'interno di Villa San Lorenzo, a poca distanza da Piazza Castello.Fuori dalla città, spicca il borgo di Carignano, scelto per la sua atmosfera sospesa nel tempo: qui Villa Barberis — che nella serie diventa l'abitazione di Jacopo — restituisce un quadro fedele della nobiltà piemontese dell'epoca. Per ragioni narrative, alcune scene della serie sono state girate anche a Roma, in location non ancora svelate dalla produzione.
Cineturismo: quando la fiction diventa opportunità
L'inserimento di Avigliana in una produzione di questa portata non è soltanto una questione di orgoglio locale. È una strategia concreta di promozione territoriale, quella che gli esperti chiamano cineturismo: la tendenza sempre più diffusa dei fan di una serie a voler visitare fisicamente i luoghi dove le storie che amano prendono vita. Con La legge di Lidia Poët che scala le classifiche in tutto il mondo e raccoglie un'approvazione critica pressoché unanime — la serie ha ottenuto su Rotten Tomatoes il 100% di approvazione da parte dei critici — l'effetto attrattivo sui visitatori stranieri potrebbe essere tutt'altro che trascurabile.
Il borgo medievale, con le sue torri, i laghi, i vicoli acciottolati e quell'aria di tempo sospeso che lo contraddistingue, si presta naturalmente a fare da quinta scenografica per storie ambientate nell'Ottocento. E ora che il mondo intero potrà vederlo sullo schermo, Avigliana ha tutto il potenziale per diventare una delle mete del turismo cinematografico in Piemonte — un riconoscimento che il suo patrimonio storico e paesaggistico si merita da tempo.
