Il Gianduiotto di Torino è sempre più vicino a conquistare il marchio di tutela europeo. Dopo anni di lavoro, confronti e passaggi istituzionali, il celebre cioccolatino piemontese compie un nuovo passo decisivo verso il riconoscimento come Indicazione Geografica Protetta (IGP). Il dossier è ora pronto per Bruxelles, dove la Commissione europea avvierà la fase istruttoria finale che potrebbe concludersi nel corso del 2026.
Si tratta di un momento storico per uno dei simboli più rappresentativi della tradizione dolciaria torinese e piemontese. Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), esaminata la documentazione e le controdeduzioni presentate dal Comitato Giandujotto di Torino, ha infatti ritenuto superate le opposizioni emerse nei mesi scorsi, autorizzando così l’invio del fascicolo alla Commissione europea.
A guidare questo lungo percorso è stato il Maestro APEI Guido Castagna, presidente del Comitato promotore del Giandujotto di Torino IGP, formato da circa quaranta tra aziende e artigiani del settore. Il suo impegno è stato determinante nella definizione del disciplinare e nella tutela dell’identità autentica del prodotto.
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| Il gianduiotto è stato inventato a Torino nel 1865 dalla casa produttrice Caffarel, grazie alla perfezione della ricetta da parte del cioccolataio Michele Prochet |
L’iter per il riconoscimento era iniziato nel 2017, ma ha vissuto una lunga fase di rallentamento a causa di alcune riserve avanzate dal gruppo Lindt & Sprüngli, proprietario dello storico marchio Caffarel. Le criticità sono state superate nel febbraio 2024 grazie a un intenso lavoro di mediazione e al supporto tecnico delle istituzioni locali, tra cui la Camera di Commercio di Torino e il Laboratorio Chimico camerale.
Successivamente, l’11 marzo 2025 si è svolta la riunione di pubblico accertamento, durante la quale i funzionari del MASAF hanno verificato la conformità del disciplinare alle tecniche tradizionali di produzione. Il 29 maggio 2025 la domanda di registrazione è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale e il 23 marzo 2026 il Ministero ha formalizzato il trasferimento del dossier a Bruxelles.
Il disciplinare del Gianduiotto di Torino IGP stabilisce regole molto precise. Il prodotto dovrà avere la tradizionale forma a prisma triangolare con spigoli arrotondati, ispirata al cappello della maschera Gianduja. Il peso varierà da 4 a 12 grammi per i prodotti stampati o estrusi e da 8 a 16 grammi per quelli modellati a mano.
Anche la ricetta è rigidamente regolamentata. Tra gli ingredienti obbligatori figurano dal 30% al 45% di Nocciola Piemonte IGP tostata, dal 20% al 45% di zucchero semolato e almeno il 25% di cacao in varie forme. È prevista inoltre l’esclusione del latte in polvere, per rispettare la ricetta originaria ottocentesca e preservarne il gusto autentico. La zona di produzione sarà l’intero territorio della Regione Piemonte.
Il profilo aromatico dovrà distinguersi per l’intenso sentore di nocciola tostata, cacao e vaniglia, con un gusto dolce, persistente e un leggero finale amaro.
Tra le opposizioni esaminate vi erano anche richieste legate a denominazioni già in uso sul mercato. Alcune sono state accolte prevedendo deroghe transitorie fino a 15 anni. Tra queste, Lindt & Sprüngli Spa potrà continuare temporaneamente a utilizzare specifiche denominazioni storiche per i prodotti già commercializzati.
Il riconoscimento rappresenterebbe un traguardo di grande valore economico e simbolico. Il Gianduiotto di Torino diventerebbe infatti la decima IGP del Piemonte, la seconda nel settore del cioccolato a livello nazionale e andrebbe ad arricchire il patrimonio delle eccellenze agroalimentari regionali già tutelate.
Non solo: sarebbe la prima IGP europea ad avere come ingrediente principale un’altra IGP, la Nocciola Piemonte IGP. Un risultato definito da molti come una vera “IGP al quadrato”.
Il Ministro Francesco Lollobrigida ha sottolineato come il Gianduiotto rappresenti un’eccellenza della tradizione italiana, capace di rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali grazie al marchio europeo. Sulla stessa linea anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che ha evidenziato l’importanza di valorizzare i prodotti identitari del territorio.
Grande soddisfazione anche da parte di Guido Castagna, che da tempo indicava il 2026 come l’anno decisivo. Oggi quella previsione appare più concreta che mai.
Se i tempi saranno rispettati, il responso europeo potrebbe arrivare entro sei-dodici mesi. Il 2026 potrebbe così segnare definitivamente l’ingresso del Gianduiotto di Torino tra le grandi eccellenze certificate d’Europa.
