Il risparmio delle famiglie italiane è diminuito, ma non tanto come pensavamo - Torino Plus – News, eventi e approfondimenti su Torino

Post Top Ad

 


Post Top Ad

martedì 31 marzo 2026

Il risparmio delle famiglie italiane è diminuito, ma non tanto come pensavamo


Il risparmio delle famiglie italiane si è ridotto in modo evidente rispetto al passato, ma i numeri richiedono precisione. 



PER CHI HA POCO TEMPO 

📉 Cosa sta succedendo al risparmio delle famiglie

  • Negli anni ’80-’90 le famiglie italiane risparmiavano circa il 20-25% del reddito
  • Oggi si risparmia circa il 9-11%, quindi molto meno ma non cinque volte meno
  • Il calo è reale, ma non è crollato al 5% come spesso si legge

💰 Le famiglie sono diventate più povere?

  • Non proprio
  • La ricchezza totale delle famiglie è ancora molto alta
  • Però:
    • Si risparmia meno ogni mese
    • L’inflazione mangia il potere d’acquisto
    • Quindi le famiglie sono più fragili economicamente


PER CHI VUOLE CAPIRE DI PIÙ


Il risparmio delle famiglie italiane si riduce: meno margine, più fragilità

Per decenni l’Italia è stata uno dei Paesi europei con la più alta capacità di risparmio. Tra il secondo dopoguerra e l’inizio degli anni Novanta, le famiglie italiane arrivavano ad accantonare in media circa un quarto del reddito disponibile.

Oggi quel margine si è ridotto sensibilmente. Tuttavia, i dati ufficiali più recenti non confermano un crollo al 5%. Secondo l’Istat, nel 2024 la propensione al risparmio delle famiglie è stata del 9,0%, mentre nel terzo trimestre del 2025 si attestava all’11,4%.

Il cambiamento, dunque, è reale ma meno estremo di quanto suggeriscano alcune ricostruzioni.


Perché si risparmia meno

Diversi fattori hanno contribuito alla riduzione della capacità di accantonamento:

  • Crescita economica debole
  • Salari stagnanti
  • Invecchiamento della popolazione
  • Minori rendimenti del risparmio tradizionale dopo l’ingresso nell’euro
  • Successione di crisi economiche e inflazione

Secondo la Banca d’Italia, il calo della propensione al risparmio è iniziato già negli anni Ottanta, si è accentuato dopo il 1992 e si è successivamente stabilizzato attorno al 10% in questo secolo, con l’eccezione del periodo pandemico.


Famiglie meno ricche? Non esattamente

La riduzione del risparmio non significa che le famiglie italiane siano diventate povere.

Secondo Banca d’Italia e Istat, la ricchezza netta delle famiglie ha raggiunto nel 2024 quota 11.732 miliardi di euro, in aumento del 2,8% rispetto all’anno precedente.

Il problema riguarda però il potere d’acquisto:

  • L’inflazione ha eroso parte della ricchezza
  • A prezzi reali, il patrimonio resta oltre il 5% sotto il livello del 2021

In sintesi, le famiglie italiane hanno ancora un patrimonio significativo, ma dispongono di meno risorse da accantonare e sono più esposte agli imprevisti.


Il caso Piemonte: meno risparmio ma più prudenza

Nel Piemonte, la tendenza nazionale si intreccia con una forte tradizione di prudenza finanziaria.

Secondo i dati diffusi da Cassa Depositi e Prestiti in occasione della presentazione del volume Famiglie e risparmio al Collegio Carlo Alberto:

  • Il Piemonte rappresenta il 6,6% dei depositi bancari nazionali
  • Nel 2024 sono stati collocati oltre 3 miliardi di euro in buoni fruttiferi postali
  • Il dato corrisponde all’8% del totale nazionale

Questi numeri descrivono una regione ancora fortemente orientata verso strumenti considerati più sicuri.

La popolazione piemontese rappresenta invece circa il 7,2%-7,3% del totale nazionale, leggermente superiore alla quota dei depositi, segnale di una capacità di risparmio inferiore alla media.


Prudenza ancora centrale nelle scelte delle famiglie

Nonostante il calo della capacità di accantonamento, le famiglie italiane continuano a privilegiare:

  • Liquidità
  • Titoli semplici
  • Strumenti considerati più sicuri

Una strategia difensiva che diventa particolarmente importante in una fase di forte incertezza economica e geopolitica, segnata anche dal ritorno del petrolio Brent oltre i 100 dollari al barile a marzo 2026.


Il vero cambiamento

Il punto centrale non è un crollo della ricchezza, ma l’assottigliamento del margine di sicurezza.

Oggi le famiglie italiane:

  • Risparmiano meno rispetto al passato
  • Accumulano più lentamente
  • Sono più esposte agli shock economici

In altre parole, non sono necessariamente più povere, ma sono più vulnerabili.


Fonti

  • Istat — Conti nazionali per settore istituzionale 1995-2024
  • Istat — Conto trimestrale reddito famiglie III trimestre 2025
  • Banca d’Italia — Intervento Fabio Panetta, Giornata mondiale del risparmio 2024
  • Banca d’Italia e Istat — La ricchezza dei settori istituzionali in Italia 2005-2024
  • Fondazione Collegio Carlo Alberto — Presentazione volume “Famiglie e risparmio”
  • ANSA Piemonte — Dati CDP su risparmio e depositi regionali
  • Adnkronos — Dati CDP su buoni postali in Piemonte
  • Istat — Censimento popolazione 2023-2024
  • ANSA e Reuters — Andamento petrolio Brent marzo 2026

Post Top Ad