Torino non è soltanto la città della Mole Antonelliana e del cioccolato. È, da secoli, uno dei centri più vivaci d'Europa per la cultura scientifica: capitale di uno Stato che finanziava spedizioni geografiche, osservatori astronomici e gabinetti di fisica; sede di un'università tra le più antiche d'Italia; culla di fisici, chimici, matematici e naturalisti che hanno lasciato tracce profonde nella storia della scienza mondiale. Questa guida accompagna il lettore attraverso i luoghi dove quella tradizione è ancora viva e visitabile.
1. Il Museo Regionale di Scienze Naturali
Via Giolitti 36 – nel cuore della città
Ospitato nell'antico Ospedale di San Giovanni Battista, il Museo Regionale di Scienze Naturali è uno dei più importanti istituti naturalistici d'Italia. Le sue collezioni abbracciano geologia, mineralogia, zoologia, botanica e paleontologia, con oltre tre milioni di reperti catalogati, molti dei quali risalenti all'epoca sabauda.
Il nucleo storico delle raccolte proviene in gran parte dal Regio Museo di Zoologia e di Anatomia Comparata dell'Università di Torino, fondato nel Settecento su impulso della Casa Savoia. Tra i pezzi più spettacolari spiccano gli scheletri di grandi cetacei, le collezioni entomologiche di straordinaria completezza e le campionature mineralogiche delle Alpi occidentali. La sezione di paleontologia custodisce fossili di vertebrati e invertebrati raccolti in Piemonte e in tutto il mondo, con esemplari di rettili marini mesozoici provenienti dalle cave di Besano e dalla Val Malenco.
Particolarmente significativa è la collezione di minerali e gemme, che comprende esemplari di eccezionale qualità estetica e scientifica: quarzi, feldspati, tormaline e pietre preziose provenienti dall'arco alpino, dall'Africa e dall'America Latina. Il museo ospita anche una biblioteca scientifica specializzata, con volumi rari di storia naturale, atlanti di botanica del XVIII e XIX secolo e una ricca dotazione di riviste scientifiche storiche.
Il palazzo che lo contiene, con i suoi cortili porticati e gli ambienti sette-ottocenteschi parzialmente conservati, è esso stesso un documento di storia della medicina e dell'architettura torinese.
2. Il Museo Nazionale del Cinema e la Scienza della Visione
Mole Antonelliana, Via Montebello 20
Sebbene sia anzitutto un museo dell'arte cinematografica, il Museo Nazionale del Cinema custodisce una delle sezioni più affascinanti dedicate alla preistoria dell'immagine in movimento: un vero e proprio capitolo della storia della fisica ottica e della percezione visiva.
Nella sezione "Archeologia del Cinema" sono esposti lanterne magiche, taumatroscopi, zootropi, fenachistoscopi e prassinoscopi: strumenti ottici del XIX secolo che sfruttano la persistenza retinica per illudere l'occhio umano. Molti di questi oggetti appartennero a collezioni private torinesi o furono acquistati in aste internazionali; la loro raccolta costituisce un unicum nel panorama museale europeo.
Il percorso espositivo si snoda all'interno della Mole come un viaggio verticale, con la gigantesca sala centrale che evoca la struttura di un telescopio rivolto verso il cielo. L'ascensore panoramico che porta alla cupola è già di per sé un'esperienza sensoriale scientifica: un esempio di architettura che dialoga con i principi dell'ottica e della prospettiva. La cupola, a 85 metri d'altezza, offre una prospettiva sulla città che ricorda quella degli antichi osservatori astronomici.
3. Il Politecnico di Torino e il Suo Patrimonio
Corso Duca degli Abruzzi 24
Fondato nel 1859 come Scuola di Applicazione per gli Ingegneri, il Politecnico di Torino è uno degli istituti tecnici più antichi e prestigiosi d'Italia. Il suo campus conserva un patrimonio di strumenti scientifici, modelli e collezioni didattiche di notevole valore storico.
Nei laboratori storici, oggi in parte accessibili durante le giornate del patrimonio o su appuntamento, si trovano macchine idrauliche ottocentesche, modelli in legno e gesso di ponti, archi e volte, strumenti di geodesia e topografia, e campioni di materiali da costruzione che documentano l'evoluzione dell'ingegneria civile italiana. La biblioteca centrale del Politecnico – una delle più fornite d'Italia in campo tecnico-scientifico – conserva manoscritti, disegni originali e prime edizioni di trattati di ingegneria, architettura e meccanica applicata.
Il Politecnico è anche il luogo dove si formarono generazioni di ingegneri e fisici che contribuirono allo sviluppo industriale di Torino: dagli artefici del sistema idroelettrico piemontese agli ingegneri della FIAT e della Olivetti. Una visita al campus – di per sé un esempio di architettura razionalista novecentesca – permette di cogliere il legame profondo tra sapere scientifico e trasformazione industriale della città.
4. L'Osservatorio Astronomico di Pino Torinese
Strada Osservatorio 30, Pino Torinese
A pochi chilometri dal centro, sulle colline che dominano Torino da est, sorge l'Osservatorio Astronomico, dipendente dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). La sua storia risale al 1759, quando il re Carlo Emanuele III di Savoia fondò il primo osservatorio astronomico della città nella torre dell'università. La sede collinare attuale fu costruita tra il 1822 e il 1912, quando la crescita dell'illuminazione urbana rese necessario allontanare gli strumenti dalla città.
Il patrimonio dell'Osservatorio è straordinario: si conservano telescopi rifrattori e riflettori del XIX e XX secolo, meridiani, transit circles, cronografi e apparati per la misura del tempo siderale. Tra i pezzi più preziosi spicca il rifrattore Merz da 43 centimetri di apertura, acquistato nel 1886: uno dei telescopi storici più grandi d'Italia, ancora oggi in ottime condizioni. La biblioteca astronomica contiene manoscritti di Giovanni Battista Beccaria – il fisico che nel Settecento misurò il meridiano piemontese – e corrispondenze scientifiche di valore inestimabile.
L'Osservatorio organizza regolarmente serate pubbliche di osservazione, visite guidate alla strumentazione storica e conferenze di divulgazione scientifica. È uno dei pochi luoghi dove è possibile osservare direttamente strumenti astronomici funzionanti del XIX secolo nel loro contesto architettonico originale.
5. Il Museo dell'Automobile e la Meccanica come Scienza
Corso Unità d'Italia 40
Il MAUTO – Museo Nazionale dell'Automobile – non è solo un tempio della storia industriale italiana: è anche un museo della meccanica applicata, della termodinamica, dell'aerodinamica e dei materiali. La sua collezione di oltre 200 vetture storiche documenta quasi un secolo e mezzo di innovazione tecnologica, dall'età del vapore all'era elettrica.
I pannelli didattici e le installazioni interattive illustrano i principi del motore a combustione interna, la fisica del freno, il funzionamento del cambio automatico e le leggi dell'aerodinamica applicate al design carrozzieristico. Particolarmente interessante è la sezione dedicata all'ingegneria della sicurezza: dai freni a tamburo agli ABS moderni, dalla carrozzeria rigida alle scocche a deformazione programmata. Il museo ospita anche una biblioteca specializzata nella storia dell'automobile e dei trasporti, con riviste tecniche, cataloghi, disegni di progetto e documentazione fotografica degli stabilimenti FIAT e Lancia.
Torino fu il cuore pulsante dell'industria automobilistica italiana per quasi un secolo, e il MAUTO è il luogo dove questa storia si racconta con rigore scientifico e attenzione alla narrazione visiva.
6. La Biblioteca Nazionale Universitaria
Piazza Carlo Alberto 3
Fondata nel 1720 da Vittorio Amedeo II di Savoia, la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino è uno degli archivi del sapere più ricchi d'Italia. Per la storia della scienza, il suo patrimonio è di interesse eccezionale: conserva manoscritti medievali di matematica e astronomia, prime edizioni di opere fondamentali della rivoluzione scientifica, corrispondenze di scienziati piemontesi e strumenti di misura antichi associati alle collezioni librarie.
Tra i fondi di interesse scientifico si segnalano: la collezione di testi alchemici e astrologici medievali, i manoscritti di Guarino Guarini (architetto e matematico secentesco attivo a Torino), le prime edizioni di Galileo, Newton e Leibniz, e il corpus di lettere e appunti del fisico e chimico Amedeo Avogadro, il cui nome è immortalato nella costante che porta il suo nome. La biblioteca conserva inoltre carte geografiche storiche del Piemonte e delle Alpi prodotte dai cartografi militari sabaudi, che combinano rilevamento topografico e scienza geografica.
L'accesso ai fondi storici richiede accreditamento, ma la biblioteca organizza periodicamente mostre tematiche che rendono accessibili al grande pubblico i suoi tesori scientifici.
7. Il Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università di Torino
Via Accademia Albertina 17
Fondato nel 1926, il Museo di Antropologia ed Etnografia conserva una collezione che all'epoca della sua fondazione era al crocevia tra scienze naturali, medicina e antropologia fisica. Oggi, riallestito con una sensibilità critica contemporanea, il museo offre uno sguardo affascinante sulle categorie scientifiche con cui l'Ottocento e il primo Novecento classificarono e interpretarono la diversità umana.
Le collezioni comprendono calchi cranici, preparati anatomici, fotografie etnografiche e oggetti materiali provenienti da ogni continente, raccolti da esploratori, missionari e scienziati legati all'ambiente universitario torinese. Di particolare rilievo sono i materiali dell'Istituto di Antropologia fondato da Cesare Lombroso, il criminologo che sviluppò le sue controverse teorie proprio a Torino. Il museo permette di riflettere criticamente sul rapporto tra scienza, potere e costruzione delle categorie sociali: un invito a pensare la storia della scienza non come progressione lineare verso la verità, ma come pratica umana situata nel tempo e nello spazio.
8. Il Museo di Antropologia criminale Cesare Lombroso
Via Pietro Giuria 15
Separato ma tematicamente contiguo al Museo di Antropologia, il Museo Cesare Lombroso occupa una parte dell'antico manicomio giudiziario di Torino e ospita la collezione che lo stesso criminologo raccolse nel corso di una vita di ricerca. Il museo è a tutti gli effetti un documento storico della pseudoscienza: crani, campioni di tessuto, calchi di volti, disegni e manufatti realizzati da detenuti e internati psichiatrici.
La visita è un'esperienza intellettualmente densa: si è di fronte a una scienza che si credeva oggettiva e che produceva invece categorizzazioni discriminatorie. Il museo ha scelto di non nascondere questa tensione ma di farne il cuore dell'esposizione, affiancando ai reperti lombrosiani pannelli critici che contestualizzano le teorie nel loro tempo e ne analizzano le conseguenze sociali e politiche. Per chiunque si interessi di storia della scienza, di epistemologia o di biopolitica, è una tappa imprescindibile.
9. Il Museo Diffuso della Resistenza e il Laboratorio della Fisica Nucleare
Corso Valdocco 4a
A pochi passi dal centro, il Museo Diffuso della Resistenza ospita una sezione permanente dedicata al contributo degli scienziati torinesi alla storia italiana del Novecento. In questo contesto si inserisce la memoria di Enrico Persico, di Bruno Ferretti e di altri fisici che lavorarono tra Torino e Roma negli anni della nascita della fisica nucleare italiana, all'ombra del Fascismo e poi della guerra.
Torino fu sede di importanti laboratori di fisica sperimentale fin dagli anni Trenta: l'Istituto di Fisica dell'Università, nell'attuale edificio di Via Pietro Giuria, ospitò ricerche sulle particelle subatomiche, sulle radiazioni cosmiche e sulla struttura dell'atomo. Alcuni degli strumenti originali – elettrometri, contatori Geiger-Müller, camere a nebbia – sono conservati nei depositi dell'università e vengono occasionalmente esposti in mostre temporanee.
10. Il Castello del Valentino e la Scienza dell'Architettura
Viale Mattioli 39
Il Castello del Valentino, sede della Facoltà di Architettura del Politecnico, contiene nei suoi archivi e nelle sue aule uno straordinario patrimonio legato alla storia dell'architettura scientifica. I disegni originali di Guarino Guarini, ingegnere e matematico secentesco autore della Cappella della Sindone e di San Lorenzo, testimoniano l'intreccio tra geometria, fisica delle strutture e arte che caratterizzò l'età barocca.
L'archivio storico della facoltà conserva modelli in legno, gesso e cartone di edifici storici e sperimentali, strumenti di disegno e misura, e una biblioteca specializzata in storia dell'architettura e dell'ingegneria strutturale. Le sale del castello stesso, con le loro volte, i soffitti dipinti e i pavimenti in cotto, sono un testo scientifico aperto: ogni elemento costruttivo racconta soluzioni tecniche elaborate nel XVII secolo e ancora valide come principi generali di meccanica delle strutture.
11. La Collezione di Strumenti Scientifici dell'Università di Torino
Museo di Storia Naturale dell'Università – Via Accademia Albertina
L'Università di Torino, fondata nel 1404, custodisce nei propri musei e laboratori una collezione di strumenti scientifici storici che costituisce uno degli archivi più completi dell'Italia settentrionale per l'età moderna e contemporanea. Tra i pezzi di maggiore interesse si trovano microscopi ottici del XVIII e XIX secolo (tra cui alcuni prodotti dalla ditta torinese Koristka), bilance di precisione per misure chimiche e fisiche, strumenti meteorologici storici, galvanometri, elettrometri e apparati per la dimostrazione delle leggi dell'elettromagnetismo.
Di particolare rilevanza è la collezione legata ad Amedeo Avogadro (1776–1856), il chimico e fisico torinese che formulò la legge sui gas che porta il suo nome. Alla sua memoria è dedicata anche una statua nel cortile dell'università e una cattedra di fisica che fu occupata da lui per decenni. Gli strumenti che usò per le sue misurazioni sono in parte conservati nell'archivio universitario e rappresentano una testimonianza diretta del metodo sperimentale che portò a una delle costanti fondamentali della chimica moderna.
12. Il Giardino Botanico "Pietro Corte" e l'Orto Botanico
Lungo il Po e nel Parco della Mandria
L'Orto Botanico dell'Università di Torino, attivo dal 1729, è uno dei laboratori viventi più antichi della città. Concepito originariamente per la coltivazione di piante medicinali e per la didattica delle scienze naturali, ha ospitato nel corso dei secoli alcune delle prime coltivazioni in Italia di piante esotiche importate dalle Americhe, dall'Asia e dall'Africa grazie ai contatti commerciali e diplomatici della corte sabauda.
L'orto conserva una collezione di alberi e arbusti storici, alcune delle quali hanno più di duecento anni. Le serre storiche, in parte restaurate, ospitano piante tropicali e subtropicali che documentano la storia dei commerci botanici. La biblioteca annessa, con erbari del XVIII e XIX secolo, è accessibile agli studiosi e costituisce un archivio fondamentale per la storia della botanica italiana.
12. Il Calendario Perpetuo di Giovanni Plana
Cappella dei Banchieri, Mercanti e Negozianti - via Garibaldi 25
Il calendario perpetuo di Giovanni Plana è un sorprendente strumento scientifico conservato nella sagrestia della Cappella dei Mercanti di Torino. Realizzato tra il 1831 e il 1835 dal matematico e astronomo torinese, è una complessa macchina meccanica composta da tamburi rotanti, ingranaggi e sistemi di trasmissione. Grazie a questo meccanismo è possibile determinare il giorno della settimana, le lunazioni e alcune festività per qualsiasi data compresa tra l’anno 1 e il 4000. Considerato un vero “antenato del computer”, il dispositivo rappresenta un notevole esempio di ingegno scientifico ottocentesco e testimonia il legame tra matematica, astronomia e tecnologia.
LA COPERTINA DI MARZO di TORINO+
Abbiamo intervistato il Prefetto della Pia Congregazione dei Banchieri, Negozianti e Mercanti di Torino
Itinerari Tematici Consigliati
Per chi dispone di più giorni, Torino si presta a percorsi tematici che attraversano trasversalmente i luoghi descritti:
Itinerario 1 – La scienza sabauda (secoli XVII–XIX): Biblioteca Nazionale Universitaria → Osservatorio Astronomico di Pino Torinese → Castello del Valentino → Orto Botanico. Un percorso nel mecenatismo scientifico della Casa Savoia.
Itinerario 2 – La natura classifcata: Museo Regionale di Scienze Naturali → Museo di Antropologia ed Etnografia → Museo Cesare Lombroso. Un viaggio nella storia delle scienze naturali e umane, tra trionfi e ombre.
Itinerario 3 – Fisica, chimica e industria: Politecnico di Torino → Museo dell'Automobile → Museo Diffuso della Resistenza (sezione scienza). Dalla teoria alla pratica industriale: come Torino ha trasformato la scienza in produzione.
Itinerario 4 – La scienza della visione: Museo Nazionale del Cinema → Osservatorio Astronomico → Museo degli strumenti universitari. Dallo zootropo al telescopio: i mille modi in cui l'occhio umano ha imparato a guardare l'universo.
Informazioni Pratiche
La maggior parte dei musei citati è raggiungibile con i mezzi pubblici urbani (GTT). Il Museo Regionale di Scienze Naturali, il Museo del Cinema e il MAUTO offrono biglietti ridotti con la Torino+Piemonte Card, che permette l'accesso illimitato a decine di musei cittadini per 2, 3 o 5 giorni. L'Osservatorio Astronomico organizza serate di osservazione nei mesi estivi: è consigliabile prenotare in anticipo sul sito INAF. Molte collezioni universitarie (Politecnico, Università degli Studi) sono accessibili su prenotazione durante le giornate del patrimonio europeo (settembre) o attraverso i Musei Reali di Torino, che coordinano parte delle aperture straordinarie.
Torino Città della Scienza
Torino è una città che raramente si racconta come centro scientifico. Eppure, passeggiando per i suoi viali porticati, è possibile incontrare ad ogni passo le tracce di una tradizione intellettuale che affonda le radici nel Settecento illuminista e si estende fino alla fisica nucleare novecentesca. I luoghi descritti in questa guida non sono semplici contenitori di oggetti antichi: sono ambienti dove la curiosità incontra la storia, dove lo strumento scientifico racconta non solo la natura ma anche la mente di chi lo costruì e di chi lo usò.
Visitarli significa capire meglio non solo Torino, ma il modo in cui la scienza – intesa come pratica umana, culturale, politica – ha plasmato il mondo in cui viviamo.
Guida aggiornata a marzo 2026. Orari e accessibilità delle strutture sono soggetti a variazioni: si consiglia di verificare i siti ufficiali prima della visita.




