Wine Night a Eataly Lingotto: la grande festa del vino italiano torna a Torino l'11 aprile 2026 - TORINO +

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mercoledì 4 marzo 2026

Wine Night a Eataly Lingotto: la grande festa del vino italiano torna a Torino l'11 aprile 2026

Venerdì 11 aprile 2026, dalle 18 alle 23, il Lingotto si trasforma nel cuore pulsante dell'enologia italiana. Eataly Torino Lingotto — in via Ermanno Fenoglietti 14 — apre le porte alla Wine Night, una delle serate dedicate al vino più attese del calendario primaverile torinese. Produttori da ogni angolo della Penisola, etichette selezionate, abbinamenti gastronomici curati e un'atmosfera che mescola convivialità e cultura del bere bene: cinque ore in cui il vino diventa racconto, territorio, emozione.


Se sei un appassionato che vuole esplorare nuove denominazioni, un curioso alle prime armi o semplicemente qualcuno che cerca una serata diversa dal solito, questa guida completa ti accompagna in tutto quello che c'è da sapere prima di arrivare.


Cos'è la Wine Night di Eataly: un format che funziona

La Wine Night non è una fiera del vino nel senso tradizionale del termine, né una semplice degustazione a buffet. È qualcosa di più vicino a un percorso sensoriale guidato: un itinerario tra stand di cantine italiane, ciascuno presidiato direttamente dai produttori o dai loro rappresentanti, capaci di spiegare vitigni, annate, terroir e filosofie produttive con la stessa passione che ci mettono in vigna.

Il format ha una logica precisa: mettere il pubblico in contatto diretto con chi il vino lo fa davvero. Non etichette anonime su un tavolo, ma volti, storie, scelte agronomiche. Ogni calice diventa il punto di partenza di una conversazione, e ogni conversazione aggiunge un layer di comprensione che poi rimane, anche quando si torna a casa con una bottiglia sotto il braccio.

L'evento si svolge in un unico spazio — la grande enoteca e gli spazi espositivi di Eataly Lingotto — senza bisogno di spostarsi. Questo permette di navigare tra regioni e denominazioni in modo fluido, fermandosi dove si vuole, tornando sulle proprie tracce, prendendo appunti, comprando. Una serata autogestita, ma con una struttura pensata per valorizzare ogni momento.





Date, orari e come partecipare: tutto quello che devi sapere

Quando: venerdì 11 aprile 2026 Orario: dalle 18:00 alle 23:00 Dove: Eataly Torino Lingotto, via Ermanno Fenoglietti 14, Torino

L'ingresso alla serata è gratuito, ma è necessaria la prenotazione attraverso i canali ufficiali di Eataly Torino Lingotto. Arrivare senza prenotazione rischia di significare non poter accedere, quindi conviene muoversi per tempo.

Per partecipare alle degustazioni è necessario acquistare un carnet al costo di 25 euro. Il pass include l'assaggio di tutti i vini presenti agli stand delle cantine e una scheda personalizzata per annotare impressioni, preferenze e nomi delle etichette che si vogliono eventualmente acquistare. La degustazione è pensata per una persona; le proposte gastronomiche di accompagnamento sono a parte.

Al termine del percorso, chi lo desidera può acquistare le bottiglie preferite direttamente alla Grande Enoteca di Eataly, a condizioni dedicate riservate ai partecipanti della serata. Questo trasforma la Wine Night in qualcosa che continua anche dopo: un assaggio diventa una scelta consapevole, e una scelta consapevole diventa una bottiglia da stappare a casa o da regalare.

Importante: non sono previsti posti a sedere, ma solo punti d'appoggio distribuiti nello spazio. Tieni presente questa informazione per organizzarti di conseguenza — scarpe comode e spirito da esploratore sono i veri requisiti d'ingresso.

Per informazioni aggiuntive puoi scrivere a: corsitorino@eataly.it


Le cantine protagoniste: un viaggio dall'isola alle Alpi

La selezione di cantine presenti alla Wine Night dell'11 aprile è costruita per rappresentare la straordinaria diversità dell'enologia italiana. Non solo grandi nomi — che pure ci sono — ma anche realtà più piccole e territoriali, capaci di raccontare angoli d'Italia che spesso rimangono fuori dai radar della grande distribuzione.

Piemonte: il cuore della serata

Non poteva essere altrimenti, in una città come Torino. Il Piemonte è rappresentato da alcune delle sue cantine più radicate nel territorio: Cascina Gilli, Dogliotti, Ressia, Ada Nada e Marenco. Nomi che coprono uno spettro ampio delle denominazioni piemontesi, dalle bollicine Metodo Classico ai grandi rossi delle Langhe, passando per i vini del Monferrato. Un'occasione per approfondire — o riscoprire — una regione vinicola che spesso si dà per scontata proprio perché è sotto casa.

Sardegna: Argiolas e i vitigni autoctoni

Argiolas è una delle cantine più rappresentative dell'isola. Fondata nel 1938 da Antonio Argiolas a Serdiana, a una ventina di chilometri da Cagliari, ha costruito la propria identità sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni sardi — Cannonau, Vermentino, Nuragus, Nasco, Bovale — investendo in sostenibilità e innovazione agronomica senza mai perdere il legame con la terra. Le etichette come il Turriga e il Costamolino sono diventate riferimenti non solo per la Sardegna, ma per l'enologia italiana in senso più ampio. Incontrare i rappresentanti di Argiolas a Torino è una di quelle occasioni da non sprecare.

Franciacorta: Camossi

Per chi ama le bollicine italiane di qualità, la presenza di Camossi porta sul tavolo il meglio della Franciacorta. Una denominazione sempre più riconosciuta a livello internazionale, con un metodo di produzione — la rifermentazione in bottiglia — che richiede cura, pazienza e materia prima di eccellenza. I vini di Camossi si distinguono per eleganza e struttura, ideali per aprire la serata o per accompagnare i piatti più delicati.

Liguria: Laura Aschero

Dal Ponente Ligure arriva Laura Aschero, cantina che lavora principalmente con il Pigato e il Vermentino in versione ligure — vitigni che esprimono salinità, fragranza erbacea e una beva immediata perfetta per la stagione primaverile. Una presenza preziosa, perché la Liguria vinicola rimane spesso in ombra rispetto alle regioni limitrofe.

Toscana: Petra e Frescobaldi

Due nomi che raccontano due anime diverse della Toscana vinicola. Frescobaldi è una delle dinastie storiche del vino toscano, con una storia secolare e una presenza che abbraccia denominazioni come il Chianti Rufina e la Maremma. Petra, invece, è una realtà più recente ma già solidissima, con sede a Suvereto in Val di Cornia, che ha saputo costruire una propria identità stilistica forte, lavorando principalmente con uvaggi bordolesi in un territorio ancora in evoluzione.

Emilia-Romagna: Tre Monti

Tre Monti porta a Torino l'Emilia-Romagna meno conosciuta — quella dei colli imolesi, dove Sangiovese, Trebbiano e Albana crescono su terreni argillosi ricchi di minerali. Una cantina che lavora con rispetto per la tradizione, ma senza rinunciare a una ricerca costante sulla qualità.

Lazio: Casale del Giglio

Dalle Paludi Pontine in provincia di Latina, Casale del Giglio è diventata nel tempo un laboratorio enologico tra i più interessanti del Centro Italia. Partendo da una convinzione precisa — che territori storicamente poco valorizzati possano esprimere vini di alto livello con le giuste scelte agronomiche — la cantina ha sperimentato decine di vitigni, sia italiani che internazionali, ottenendo riconoscimenti importanti e una reputazione solida tra i wine lover italiani e non.





Il cibo: piccoli assaggi pensati per il vino

Una serata dedicata al vino non si vive solo nel calice. Eataly ha costruito attorno alla degustazione una proposta gastronomica pensata per accompagnare — non sopraffare — i vini in degustazione. Bocconi equilibrati, ricercati nel contrasto e nella complementarità con le diverse tipologie di vino che si incontrano lungo il percorso.

Le proposte food includono creazioni originali come la versione ai cereali con crema di borlotti e barbabietola, ideale con un bianco strutturato o una bollicina. C'è poi la pala in versione farcita e il panino con cruda di Fassona Piemontese Presidio Slow Food con stracciatella e note mediterranee — un incontro tra radici piemontesi e profumi del Sud, perfetto con un rosso di medio corpo.

Non mancano proposte più classiche come il tramezzino ispirato al vitello tonnato, né alternative più contemporanee: la polpetta plant-based con salsa di soia porta un'eco asiatica che si abbina sorprendentemente bene a certi vini bianchi aromatici o rosé strutturati. Chiude la rassegna il pane tostato con burro affumicato, alici e scorza di limone, un piccolo capolavoro di contrasti — sapidità, grassezza, acidità — che valorizza tanto le bollicine quanto i bianchi più minerali.

Le proposte gastronomiche si acquistano tramite gettoni presso le casse dedicate, per semplificare la gestione durante la serata. Un sistema collaudato che permette di muoversi liberamente senza fare code alla cassa per ogni assaggio.


Eataly Lingotto: uno spazio che vale la visita

Per chi non frequenta abitualmente il Lingotto, vale la pena spendere qualche parola sulla location. Il complesso del Lingotto — ex stabilimento Fiat riconvertito in spazio multifunzionale — è uno dei simboli dell'identità torinese contemporanea. Eataly vi ha trovato casa in uno spazio articolato che ospita ristoranti, un mercato di prodotti selezionati, la Scuola di Eataly con corsi di cucina e degustazione, e appunto la Grande Enoteca.

Quest'ultima è uno dei punti di forza del punto vendita: migliaia di etichette italiane e internazionali organizzate per regione, con personale preparato e un'offerta che copre tutti i livelli di prezzo e tutte le occasioni. Avere accesso a questo spazio subito dopo una serata di degustazione — con sconti dedicati e scheda con i vini assaggiati in mano — è un vantaggio concreto che amplifica il valore del carnet.


Perché andare: cinque buone ragioni

1. Il prezzo è giusto. 25 euro per una serata con degustazione libera di etichette selezionate, in dialogo con i produttori, è un investimento che difficilmente si trova altrove con la stessa qualità e varietà.

2. Si impara davvero. Non c'è modo migliore di capire un vino che parlare con chi lo ha fatto. Le schede tecniche dicono molto, ma un produttore che ti racconta perché ha scelto quella vigna, quell'annata, quella scelta in cantina dice molto di più.

3. È accessibile a tutti i livelli. Non serve essere sommelier o avere anni di esperienza. La serata è strutturata per essere fruibile da chiunque, dal neofita all'esperto, senza che nessuno si senta fuori posto.

4. Il contesto è piacevole. Un venerdì sera, musica di sottofondo, buon cibo, persone che condividono la stessa curiosità: è una serata che funziona anche solo come momento conviviale, indipendentemente da quanto si voglia approfondire il tema vino.

5. Si torna a casa con qualcosa in più. Che sia una bottiglia comprata in enoteca, un nome da ricordare, un territorio da esplorare nella prossima vacanza o semplicemente un'idea più chiara su cosa si ama nel vino, la Wine Night lascia sempre qualcosa.


Come prepararsi: qualche consiglio pratico

  • Prenota per tempo. I posti sono limitati e la serata è molto seguita. Non aspettare l'ultimo momento.
  • Arrivo strategico. Le prime ore di solito sono più tranquille agli stand. Arrivare tra le 18 e le 19 permette di parlare con i produttori con più calma.
  • Porta la scheda. Il carnet include una scheda per annotare i vini assaggiati. Usala davvero: ritrovare i nomi la mattina dopo è la parte più piacevole dell'esperienza.
  • Non aver fretta. Cinque ore sono tante: non serve bruciare tutti gli stand nei primi novanta minuti. Prenditi il tempo per tornare su quelli che ti hanno colpito.
  • Idratati. Tra un assaggio e l'altro, un bicchiere d'acqua fa sempre bene. La serata è lunga e il palato ringrazia.

In sintesi: i dettagli essenziali

DataVenerdì 11 aprile 2026
Orario18:00 – 23:00
LuogoEataly Torino Lingotto, via Ermanno Fenoglietti 14
IngressoGratuito su prenotazione
Carnet degustazione25 euro (include assaggi + scheda)
FoodA pagamento tramite gettoni
PrenotazioniTramite canali ufficiali Eataly Torino Lingotto
Infocorsitorino@eataly.it

Sito web: https://www.eataly.net/it_it/corsi/torino-lingotto/eventi-a-torino/festival-e-grandi-eventi

L'11 aprile il vino italiano parla torinese.  




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