di Claudio Pasqua
Fino ad oggi Torino non aveva alcuna statua o monumento dedicato a una donna, almeno tra quelli pubblici e permanenti. Tutte le sculture storiche della città celebrano uomini: personaggi politici, militari, scienziati o artisti maschi.
Torino si prepara dunque a scrivere una nuova pagina della sua storia artistica e civile: sabato 17 gennaio 2026 sarà inaugurata la prima statua cittadina dedicata a una donna. La protagonista è la marchesa Giulia Colbert Falletti di Barolo, figura di spicco dell’Ottocento torinese, nota per il suo impegno sociale e per la difesa dei diritti delle donne detenute.
La statua, alta quattro metri e realizzata in bronzo dallo scultore Gabriele Garbolino Rù, sarà collocata nel cortile di Palazzo Barolo, sede del MUSLI, il Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia. La scultura ritrae la marchesa mentre offre sostegno a una carcerata, simbolo del suo lavoro concreto a favore delle donne relegate ai margini della società e delle carceri femminili della città . Un gesto che riflette la visione umanitaria e lungimirante della nobildonna, dedita alla dignità della persona anche nei contesti più difficili.
Sposata con il marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo, Giulia condivise con il marito l’idea che l’aristocrazia potesse svolgere un ruolo attivo nella società . Dalla loro residenza torinese nacquero numerose iniziative di grande impatto: educazione delle giovani più vulnerabili, assistenza alle donne in difficoltà , riforma delle carceri femminili e attenzione alle condizioni di vita dei più bisognosi. La marchesa trasformò così il prestigio nobiliare in impegno civile, lasciando un’eredità ancora viva nel tessuto sociale della città .
La realizzazione del monumento è frutto della collaborazione tra Opera Barolo, istituzioni culturali locali e il sostegno della famiglia Abbona di Barolo, storicamente legata alla residenza e alla tradizione del territorio. L’inaugurazione segna l’inizio di un weekend di eventi culturali e visite guidate, che culminerà il 19 gennaio con la celebrazione di una messa in onore della marchesa nel quartiere di Borgo Vanchiglia, consolidando il legame tra eredità spirituale e impegno sociale.
Con questa statua, Torino restituisce finalmente visibilità a una donna straordinaria, il cui impegno per i diritti, l’educazione e la dignità dei più fragili rimane un esempio vivente di responsabilità e umanità . Un gesto simbolico e concreto che arricchisce la memoria della città e celebra il valore della solidarietà come parte integrante della sua identità .
