È stata inaugurata l’11 dicembre 2025, negli spazi della Fondazione Giorgio Amendola di via Tollegno a Torino, la mostra Speranze e fermenti. Arte a Torino dopo il 1945, un progetto espositivo che ripercorre la stagione fondamentale della ricostruzione culturale e artistica cittadina dopo la Seconda Guerra Mondiale.
L’iniziativa, curata da Luca Motto in collaborazione con il Comune di Torre Pellice, si inserisce nel più ampio impegno della Fondazione di valorizzare la produzione artistica piemontese del Novecento. L’esposizione è visitabile gratuitamente fino al 14 febbraio 2026 nella sede torinese e sarà successivamente ospitata alla Civica Galleria d’Arte Contemporanea Filippo Scroppo dal 28 febbraio al 18 aprile 2026.
Il percorso espositivo racconta un decennio — quello tra il 1945 e il 1955 — in cui Torino, grazie a maestri già affermati e a giovani talenti, diventa fulcro di fermenti creativi e di sperimentazioni che preparano il terreno alle avanguardie future. Tra le sale dedicate alla figurazione emergono figure come Felice Casorati e il suo gruppo di allievi, oltre ai pittori definiti dei “Sei di Torino” (tra cui Carlo Levi, Nicola Galante, Enrico Paulucci e Francesco Menzio).
Una significativa sezione della mostra è riservata all’astrattismo torinese, con opere di artisti come Filippo Scroppo, Carol Rama, Paola Levi Montalcini, Albino Galvano e altri. Il percorso comprende inoltre sculture di Umberto Mastroianni, Sandro Cherchi e Giuseppe Tarantino, testimonianze della vitalità plastica di quegli anni.
La conclusione del percorso guarda alle prime avanguardie degli anni Cinquanta, con opere di artisti come Mario Merz e Nino Aimone, segnando la transizione verso una stagione di sperimentazione destinata a influenzare l’arte italiana nel secondo dopoguerra.
Alla mostra è associato anche un volume antologico, curato sempre da Luca Motto e pubblicato da Il Rinnovamento, che raccoglie testi critici apparsi su quotidiani e riviste torinesi dell’epoca, offrendo così uno sguardo storico e documentario sulla vivace scena culturale del periodo.
Nel recente incontro con i cittadini del quartiere Barriera di Milano, alla presenza di istituzioni locali e associative, la rettrice dell’Università di Torino, Prof.ssa Cristina Prandi, ha sottolineato l’importanza di questi progetti come luogo di dialogo e riflessione sul valore dell’arte e della cultura per la comunità, evidenziando l’impegno condiviso nella riqualificazione e nella vivacità del territorio. (Testo adattato da comunicazioni locali)
