Asti-Cuneo, dopo 34 anni l’autostrada è realtà: un’infrastruttura che cambia il Nord Ovest - TORINO+

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domenica 11 gennaio 2026

Asti-Cuneo, dopo 34 anni l’autostrada è realtà: un’infrastruttura che cambia il Nord Ovest

 a cura di Giovanni Firera, direttore editoriale 




Dopo trentiquattro anni di attese, stop and go, contenziosi e polemiche, l’autostrada Asti-Cuneo è finalmente completata e interamente percorribile. Un’opera a lungo simbolo delle difficoltà infrastrutturali italiane diventa oggi una leva strategica per la logistica, la competitività industriale e la coesione territoriale del Nord Ovest.



L’A33 collega in modo diretto Asti e Cuneo lungo circa 90 chilometri, innestandosi sull’autostrada A6 Torino-Savona e connettendo l’area piemontese ai principali assi nazionali ed europei. Un’infrastruttura fondamentale per i flussi verso i porti liguri, per confermare il ruolo del Piemonte nei corridoi logistici continentali e per ridurre un gap storico che penalizzava imprese, trasporti e turismo.



I numeri raccontano una storia complessa: un costo finale di circa 1,45 miliardi di euro, a fronte dei 340 milioni stimati nel 1991, anno della prima concessione. Una crescita dovuta a scelte progettuali iniziali, contenziosi giudiziari, assenza di coperture finanziarie e lunghi rallentamenti burocratici che hanno trasformato il cantiere in una delle vicende infrastrutturali più lunghe del Paese.


Emblematica l’immagine del viadotto incompiuto nei pressi di Cherasco, per anni sospeso su un’area agricola, diventato il simbolo di una paralisi che sembrava senza fine. La svolta è arrivata con l’approvazione del meccanismo di cross-financing da parte dell’Unione europea, che ha consentito l’ingresso di soggetti concessionari economicamente solidi e il reinvestimento di risorse derivanti da altre tratte autostradali.


Dal punto di vista operativo, l’autostrada è già percorribile sull’intero tracciato, pur con alcune limitazioni temporanee: in alcuni tratti si viaggia su una sola carreggiata a doppio senso di marcia, mentre la piena operatività a quattro corsie è prevista entro la primavera del 2026. I lavori finali interessano soprattutto il tratto Alba-Cherasco, ultimo nodo di un’opera che ha impegnato negli anni centinaia di lavoratori e decine di imprese specializzate.


L’impatto economico è rilevante. Il completamento dell’A33 migliora l’accessibilità di un’area a forte vocazione agricola e manifatturiera, rafforza la competitività delle filiere industriali – a partire da quelle legate all’agroalimentare, alla meccanica e alla logistica – e riduce tempi e costi di trasporto per le imprese. Un beneficio che si estende anche al turismo, favorendo i collegamenti con Langhe, Roero e Monferrato, territori di eccellenza riconosciuti a livello internazionale.


Non meno significativo è il valore simbolico e politico dell’opera. La conclusione dell’Asti-Cuneo rappresenta una discontinuità rispetto a una lunga stagione di incompiute e restituisce credibilità alla capacità del sistema pubblico-privato di portare a termine grandi infrastrutture strategiche. Un segnale importante per un Paese che, per sostenere crescita e competitività, ha bisogno di reti moderne, efficienti e integrate.


L’autostrada Asti-Cuneo non è soltanto una strada: è una cerniera territoriale, un’infrastruttura di sistema e una risposta concreta a un ritardo storico. Dopo oltre tre decenni, il Piemonte e il Nord Ovest voltano finalmente pagina. Un grande successo per la Giunta Regionale guidata da Alberto Cirio.


Sito web: www.asticuneo.it












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