Chi è Mario Burlò, l’imprenditore torinese liberato in Venezuela - TORINO+

Post Top Ad

 


Post Top Ad

lunedì 12 gennaio 2026

Chi è Mario Burlò, l’imprenditore torinese liberato in Venezuela

Il 52 enne imprenditore torinese Mario Burlò si era recato in Venezuela nel 2024 per esplorare - spiega l'Ansa - nuove opportunità di business. L'ultima volta che ha telefonato a casa era stato il 9 novembre 2024, poi la sua famiglia ha perso ogni contatto con lui, fino a scoprire che era detenuto in una prigione di Caracas.




Burlò era finito al centro dell’attenzione pubblica quando si era scoperto che si trovava in stato di detenzione in Venezuela mentre in Italia era coinvolto in alcuni procedimenti giudiziari per reati di natura fiscale e finanziaria. Proprio durante uno di questi processi era emerso che non era più reperibile, facendo nascere i primi sospetti sulla sua sorte.


Le modalità del suo arrivo in Venezuela e le ragioni dell’arresto sono rimaste a lungo poco chiare. Per mesi, infatti, anche le autorità italiane hanno avuto difficoltà a confermare ufficialmente la sua detenzione, mentre la famiglia non era riuscita a mettersi in contatto con lui. Per gran parte del periodo trascorso in carcere Burlò non risultava formalmente accusato di alcun reato; solo nel novembre 2025, durante una visita consolare, aveva riferito di essere stato rinviato a giudizio con accuse generiche legate al terrorismo.


Secondo diverse ricostruzioni, l’arresto di Burlò e Trentini sarebbe stato utilizzato dal governo venezuelano come strumento di pressione diplomatica nei confronti dell’Italia, nel tentativo di ottenere un riconoscimento ufficiale dopo le elezioni legislative di quell’anno, giudicate irregolari dalla maggioranza della comunità internazionale. Entrambi erano detenuti nel carcere di El Rodeo I, a Caracas, una struttura nota per il sovraffollamento, la violenza e per ospitare numerosi prigionieri politici del regime.


Nel mese di settembre i due avevano ricevuto la visita dell’ambasciatore italiano in Venezuela, Giovanni Umberto De Vito, che aveva riferito condizioni di salute complessivamente buone, pur sottolineando un evidente dimagrimento: Burlò avrebbe perso circa 20 chili. In quell’occasione gli era stata consegnata una lettera della famiglia, ma non era stato possibile fornirgli beni di prima necessità.


In Italia, nel frattempo, Burlò è stato assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, mentre resta imputato a Torino in un procedimento per presunte irregolarità fiscali legate alla gestione della squadra di basket Auxilium. I suoi legali, Maurizio Basile e Benedetto Marzocchi Buratti, hanno più volte sollecitato un intervento più incisivo delle istituzioni italiane per ottenere la sua liberazione.







Post Top Ad