Risò 2026: Vercelli diventa per tre giorni la capitale mondiale del riso - Torino Plus – News, eventi e approfondimenti su Torino

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martedì 18 agosto 2026

Risò 2026: Vercelli diventa per tre giorni la capitale mondiale del riso

Dall’11 al 13 settembre Vercelli ospita Risò 2026, il festival dedicato al riso, alla sua cultura e alle prospettive future della filiera risicola. Tre giornate di incontri, talk ed eventi nel cuore di uno dei territori simbolo della risicoltura italiana. Le registrazioni sono già aperte.



Vercelli si prepara a tornare protagonista con Risò 2026, in programma dall’11 al 13 settembre 2026. Il festival punta a raccontare il riso non soltanto come prodotto agricolo, ma come elemento che unisce economia, territorio, ambiente, ricerca, gastronomia e cultura.

Il claim scelto per l’edizione 2026, “Coltiviamo l’emozione”, sintetizza proprio questa volontà: partire dalle risaie e dal lavoro di chi le coltiva per allargare lo sguardo alle trasformazioni che stanno interessando l’intera filiera.


Vercelli e il riso, un legame che attraversa i secoli

La scelta di Vercelli non è naturalmente casuale. Il territorio vercellese rappresenta uno dei cuori storici della risicoltura italiana ed europea e il paesaggio delle risaie costituisce da secoli uno degli elementi più caratteristici di questa parte del Piemonte.

Qui il riso non è semplicemente una coltura agricola. Ha contribuito a modellare il paesaggio, l'economia, l'organizzazione del territorio e perfino la cultura sociale delle campagne.

Risò nasce quindi nel luogo ideale per discutere del futuro di un settore che oggi deve confrontarsi con sfide sempre più complesse: cambiamenti climatici, disponibilità di acqua, innovazione tecnologica, sostenibilità, competitività internazionale e tutela delle produzioni italiane.


Tre giorni di talk, eventi e nuove prospettive

Il programma di Risò 2026 prevede un vero e proprio percorso alla scoperta del mondo risicolo. Durante le tre giornate sono annunciati talk, incontri ed eventi, con l'obiettivo di mettere in relazione il grande pubblico con produttori, istituzioni e protagonisti della filiera.

L'idea è superare la tradizionale manifestazione esclusivamente gastronomica. Certamente il riso sarà anche qualcosa da assaggiare e conoscere attraverso la cucina, ma il festival vuole soprattutto diventare un'occasione per comprendere che cosa accade prima che un chicco arrivi sulle nostre tavole.

Dietro un risotto esistono infatti agricoltura, ricerca scientifica, gestione dell'acqua, selezione varietale, meccanizzazione, imprese, trasformazione industriale, logistica ed esportazione.

Ed esiste un patrimonio di competenze che l'Italia continua a rappresentare a livello internazionale.


Il futuro della risicoltura passa dall'innovazione

Uno dei temi inevitabili sarà proprio il futuro. L'agricoltura contemporanea sta vivendo una trasformazione profonda e la risicoltura non fa eccezione.

Tecnologie digitali, agricoltura di precisione, monitoraggio delle colture, nuovi sistemi di irrigazione e ricerca di varietà maggiormente adattabili alle condizioni climatiche stanno modificando progressivamente il lavoro nelle risaie.

A questo si aggiunge la necessità di trovare un equilibrio sempre più avanzato tra produttività, sostenibilità ambientale e redditività delle aziende agricole.

Risò può quindi diventare anche una grande vetrina per raccontare quanto sia cambiata l'immagine dell'agricoltura: non più soltanto tradizione, ma un settore nel quale ricerca, tecnologia e conoscenza stanno assumendo un ruolo decisivo.


Un festival che racconta anche il Piemonte

L'evento rappresenta inoltre un'importante occasione di promozione territoriale. Portare migliaia di visitatori a Vercelli significa far conoscere non soltanto il prodotto, ma anche il paesaggio che lo genera.

Le distese delle risaie, i canali irrigui, le cascine e i piccoli centri della pianura costituiscono un patrimonio che può diventare sempre più interessante anche dal punto di vista turistico.

Il riso diventa così il filo conduttore attraverso il quale raccontare un'intera area del Piemonte e la sua capacità di coniugare storia e innovazione.

Tra i soggetti indicati nella comunicazione dell'iniziativa figurano Provincia di Vercelli, Città di Vercelli, Ente Nazionale Risi, Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e Regione Piemonte.


Registrazioni già aperte per Risò 2026

Chi intende partecipare può registrarsi anticipatamente, evitando così la coda all'ingresso e accedendo più rapidamente alle attività del festival.

Le iscrizioni sono disponibili sulla piattaforma ufficiale dell'evento:

Registrazione a Risò 2026

L'appuntamento è dunque fissato: Vercelli, dall'11 al 13 settembre 2026.

Per tre giorni il chicco che da secoli disegna il paesaggio della pianura piemontese diventerà protagonista di un racconto molto più ampio. Perché parlare di riso oggi significa parlare contemporaneamente di agricoltura, acqua, ambiente, tecnologia, alimentazione, economia e futuro.

E difficilmente si potrebbe scegliere un luogo migliore di Vercelli per farlo.

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