Teatro Stabile di Torino 2026/2027: “Elisir” porta in scena 94 spettacoli tra classici, innovazione e grandi protagonisti - Torino Plus – News, eventi e approfondimenti su Torino

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martedì 2 giugno 2026

Teatro Stabile di Torino 2026/2027: “Elisir” porta in scena 94 spettacoli tra classici, innovazione e grandi protagonisti

 


Il Teatro Stabile di Torino alza il sipario sulla nuova stagione 2026/2027, intitolata “Elisir”, un cartellone ambizioso che accompagnerà il pubblico da settembre 2026 a luglio 2027 con ben 94 spettacoli tra produzioni, coproduzioni, ospitalità e appuntamenti di Torinodanza Festival. Una proposta culturale ampia e articolata che conferma il ruolo del teatro torinese come uno dei principali punti di riferimento della scena nazionale e internazionale.

La nuova stagione rappresenta anche un momento di rinnovamento organizzativo e artistico. Alla guida resta il direttore artistico Valerio Binasco, affiancato dal nuovo direttore artistico junior Diego Pleuteri e dal vicedirettore artistico Leonardo Lidi. Completano il nucleo creativo Anna Cremonini per Torinodanza e le artiste associate Kriszta Székely e Silvia Gribaudi.


“Elisir”, un titolo che racconta il potere del teatro

La scelta del nome “Elisir” non è casuale. Il Teatro Stabile ha spiegato che il concetto richiama la capacità del teatro di rigenerare, trasformare e offrire uno sguardo diverso sulla realtà. Non un elisir di immortalità, ma una metafora della vitalità di un’arte che, nonostante le continue profezie sulla sua fine, continua a reinventarsi e a coinvolgere generazioni di spettatori. Il tema della stagione nasce proprio dalla riflessione sul teatro come luogo di incontro, stupore e condivisione, capace di resistere al tempo e alle trasformazioni della società contemporanea.


La filosofia che attraversa l’intero cartellone è quella di mantenere vivo il dialogo tra passato e presente. Da un lato trovano spazio i grandi classici della tradizione teatrale europea, dall’altro le nuove drammaturgie e i linguaggi contemporanei. Un equilibrio che rappresenta da anni uno dei tratti distintivi del Teatro Stabile di Torino, capace di coniugare qualità artistica e attenzione verso le nuove generazioni di autori, registi e interpreti.


Novantaquattro spettacoli tra produzioni e ospitalità

I numeri della stagione sono particolarmente significativi. Il cartellone comprende 21 produzioni e coproduzioni, 57 ospitalità e 16 spettacoli di Torinodanza Festival, per un totale di 94 titoli distribuiti tra le sedi del Teatro Carignano, del Teatro Gobetti e delle Fonderie Limone di Moncalieri, oltre alle tournée.


Un dato particolarmente interessante riguarda la presenza degli autori contemporanei. Circa due terzi dei titoli programmati sono infatti firmati da autori e autrici viventi, una scelta che testimonia la volontà di investire nella creatività contemporanea senza rinunciare al patrimonio della tradizione teatrale. Questa impostazione rende la stagione 2026/2027 una delle più moderne e internazionali degli ultimi anni.


Accanto ai grandi nomi consolidati, torna anche Energie Nove, la rassegna dedicata agli artisti emergenti, mentre Torinodanza EXTRA continuerà a esplorare nuovi linguaggi coreografici e sperimentazioni internazionali. L'obiettivo è ampliare il pubblico e offrire occasioni di confronto tra generazioni e sensibilità artistiche differenti.


Goldoni inaugura la stagione al Teatro Carignano

Ad aprire ufficialmente la stagione sarà “Una delle ultime sere di Carnovale” di Carlo Goldoni, affidato alla regia di Valerio Binasco. Lo spettacolo debutterà il 5 ottobre 2026 al Teatro Carignano e rappresenta il ritorno del regista piemontese all'opera del grande autore veneziano dopo le fortunate esperienze degli anni passati.


La commedia è considerata uno dei lavori più maturi di Goldoni e racconta con malinconia e ironia un mondo in trasformazione. Attraverso una galleria di personaggi e relazioni umane, l'opera affronta temi che restano attuali anche oggi: il cambiamento, la nostalgia, l'incertezza del futuro e la necessità di trovare un nuovo equilibrio. Proprio questi aspetti hanno spinto Binasco a scegliere il testo come apertura della nuova stagione.


Leonardo Lidi protagonista della nuova stagione

Uno dei protagonisti assoluti del cartellone sarà Leonardo Lidi, sempre più centrale nel progetto artistico dello Stabile. Il regista firmerà infatti due produzioni molto attese.


La prima è “L'inserzione” di Natalia Ginzburg, che debutterà in prima nazionale nel febbraio 2027. L'opera affronta il confronto tra universo maschile e femminile attraverso il consueto sguardo lucido e ironico della grande autrice italiana.


La seconda è “Il taccuino di Trigorin”, adattamento realizzato da Tennessee Williams a partire dal celebre testo di Čechov. Lo spettacolo rappresenta una delle operazioni artistiche più interessanti della stagione, mettendo in dialogo due giganti della drammaturgia mondiale.


Tornerà inoltre in cartellone “Amleto”, una delle produzioni più apprezzate di Leonardo Lidi degli ultimi anni, confermando il forte legame tra il regista e il pubblico torinese.


Kriszta Székely porta in scena Annie Ernaux

Tra i progetti più originali della stagione figura “L'evento”, tratto dall'opera della scrittrice premio Nobel Annie Ernaux. Lo spettacolo sarà diretto da Kriszta Székely e verrà realizzato in forma site-specific all'interno di uno storico appartamento di piazza Carignano.


La scelta di uno spazio non convenzionale rappresenta una delle novità più interessanti del cartellone e conferma la volontà dello Stabile di sperimentare nuove modalità di fruizione teatrale. Il coinvolgimento diretto degli spettatori e la particolare ambientazione promettono un'esperienza immersiva e intensa.


Spiritualità, memoria e impegno civile

La stagione 2026/2027 dedica ampio spazio anche ai temi spirituali e civili. Tra gli appuntamenti più attesi spicca “Lu Santo Jullàre Françesco”, interpretato da Matthias Martelli, che riporta in scena il capolavoro di Dario Fo nell'anno del centenario della nascita dell'autore e degli ottocento anni dalla morte di San Francesco.


Grande interesse anche per “Corano”, nuovo capitolo della Trilogia dei Libri diretta da Gabriele Vacis insieme al collettivo PoEM. Lo spettacolo prosegue un percorso dedicato ai grandi testi religiosi e alla loro interpretazione contemporanea.


Non mancherà poi il ritorno di “Se questo è un uomo”, tratto dall'opera di Primo Levi e diretto da Valter Malosti. Lo spettacolo continua a rappresentare uno dei momenti più significativi del teatro civile italiano e mantiene intatta la propria forza nel raccontare la memoria della Shoah alle nuove generazioni.


Danza internazionale e nuove prospettive

Un ruolo importante sarà svolto anche da Torinodanza Festival, che proporrà sedici appuntamenti dedicati alle più interessanti esperienze della danza contemporanea internazionale. La direzione di Anna Cremonini punta a consolidare il prestigio internazionale della manifestazione, favorendo l'incontro tra artisti provenienti da diversi Paesi e pubblici sempre più eterogenei.


La presenza di Silvia Gribaudi tra le artiste associate conferma inoltre l'attenzione verso una danza capace di affrontare temi sociali e culturali attraverso linguaggi innovativi, spesso caratterizzati da ironia e coinvolgimento diretto degli spettatori.


Spazio ai giovani con Pippi Calzelunghe

Il cartellone non dimentica il pubblico delle famiglie e dei più giovani. Tra le nuove produzioni figura infatti una versione di “Pippi Calzelunghe”, realizzata per celebrare i 120 anni dalla nascita di Astrid Lindgren. Lo spettacolo punta a trasmettere ai bambini e ai ragazzi i valori di libertà, autonomia e fantasia che hanno reso immortale il personaggio creato dall'autrice svedese.


L'attenzione verso il teatro per l'infanzia e l'adolescenza rientra in una strategia più ampia che mira a formare il pubblico del futuro e a rendere il teatro un luogo accessibile a tutte le generazioni.


Una stagione che guarda al futuro

La stagione “Elisir” si presenta come una delle più ricche e articolate mai realizzate dal Teatro Stabile di Torino. Con 94 spettacoli, un forte investimento nelle produzioni originali, la valorizzazione dei giovani artisti e una crescente apertura internazionale, il teatro torinese conferma la propria centralità nel panorama culturale italiano.


Classici come Goldoni convivono con le opere di Annie Ernaux, Natalia Ginzburg e Tennessee Williams; il teatro civile dialoga con la spiritualità; la danza internazionale si affianca alla valorizzazione delle nuove generazioni. Tutto questo rende “Elisir” molto più di una semplice stagione teatrale: un percorso culturale pensato per interrogare il presente, custodire la memoria e immaginare il futuro. In una società sempre più veloce e frammentata, il Teatro Stabile propone ancora una volta il teatro come luogo privilegiato di incontro, riflessione e condivisione, dimostrando che il suo vero elisir è la capacità di rinnovarsi senza perdere la propria identità.


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