- Il buongiorno del mattino in chiave sabauda
Oggi, 6 giugno, bisognerebbe avere l'onestà di ricordare una verità storica importante: la liberazione dell’Europa dal nazismo non l’hanno fatta i post su Facebook, le celebrazioni di partito o le ricostruzioni ideologiche di comodo.
Sulle spiagge di Omaha, Utah, Gold, Juno e Sword sbarcarono americani, britannici, canadesi, francesi e polacchi. Migliaia di giovani che si fecero massacrare sotto il fuoco delle mitragliatrici tedesche per aprire il fronte decisivo contro Hitler.
E francamente manderei molti di quelli che oggi pontificano sulla Liberazione a farsi un giro in Normandia. Lì non hanno dimenticato nulla. In ogni paese trovi fotografie dei soldati, cimeli, monumenti, lapidi e cimiteri militari. Perché quelle comunità hanno visto con i propri occhi migliaia di morti e sanno bene chi pagò il prezzo della libertà.
Da noi, invece, soprattutto in certi ambienti, si continua a raccontare una storia monca: come se la Liberazione fosse stata un’impresa esclusivamente partigiana, una sorta di epopea autogestita senza Alleati, senza eserciti, senza sbarchi, senza bombardamenti, senza rifornimenti e senza avanzate militari.
C'è chi continua a raccontare la Liberazione come se fosse stata un'impresa tutta italiana. Peccato che senza gli americani, i britannici, i canadesi, i francesi e i polacchi sbarcati in Europa, Hitler non sarebbe certo caduto davanti a qualche manifesto clandestino e a qualche azione di sabotaggio. I partigiani contribuirono, gli Alleati vinsero la guerra. Confondere le due cose non è memoria storica: è propaganda.
Il problema è che il 25 aprile in Italia è stato trasformato da festa della Liberazione in festa di una tifoseria politica. E guai a ricordare che la storia è più complessa: subito qualcuno si infastidisce.
La storia non è plastilina da modellare secondo le convenienze del momento. Se qualcuno vuole riscriverla, lo faccia pure. Qui preferiamo continuare a raccontarla per quella che è stata.
Se gli Alleati non fossero sbarcati in Normandia e non avessero travolto militarmente il Terzo Reich, i partigiani avrebbero continuato a combattere con coraggio, ma non avrebbero liberato l'Europa. La libertà arrivò anche grazie a migliaia di croci bianche americane, britanniche e canadesi che oggi qualcuno preferisce ricordare troppo poco.