Oggi, 6 giugno, non potevo esimermi dal ricordare una data che a Torino dovrebbe stare segnata sul calendario almeno quanto il cambio gomme, il Salone del Libro e l’apertura dei dehors: il 6 giugno 1861 moriva improvvisamente Camillo Benso conte di Cavour, torinese nato il 10 agosto 1810, statista, tessitore, stratega, gran consumatore di politica e, diciamolo, uno di quelli che prima di rispondere a un commento su Facebook avrebbe probabilmente fondato un giornale.
Morì a soli 51 anni non ancora compiuti, pare per le conseguenze di una malaria curata con gli strumenti medici dell’epoca. Che, tradotto in piemontese moderno, significa: “facevano quel che potevano, ma non era esattamente il pronto soccorso delle Molinette con la risonanza già prenotata”.
L’eco della sua morte fu enorme: a Torino, in Italia, all’estero. Del resto, non se ne andava un funzionario qualsiasi, ma l’uomo che aveva messo insieme diplomazia, guerre, alleanze, trattative e una quantità industriale di pazienza per accompagnare la nascita del Regno d’Italia. Uno che, per ottenere un risultato, non si limitava a scrivere “vergogna” sotto i post degli altri: studiava, manovrava, negoziava. Praticamente fantascienza, per certi dibattiti contemporanei.
Nell’immagine dei suoi funerali, la litografia di G. Durand, conservata dal Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, c’è tutta la solennità di una città che capisce di aver perso molto più di un politico. Torino perdeva uno dei suoi cervelli più lucidi, uno di quei personaggi capaci di essere insieme sabaudi e moderni, eleganti e spietati, prudenti e rivoluzionari.
Insomma, oggi un Bicerin a Cavour era doveroso. Anche perché, se non lo ricordiamo noi torinesi, poi va a finire che lo ricordano meglio all’estero. E sarebbe una cosa molto poco sabauda, ma purtroppo molto italiana.
Il bicerin: tre strati, come vuole la ricetta: uno sguardo lucido sull'attualità, una nota amara di realtà, un fondo caldo di umanità. Da leggere piano. Lo trovi ogni mattina prima delle 7:00 e si può seguire anche su: Instagram e Facebook