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martedì 5 maggio 2026

Il Vangelo secondo M60

Il Bicerin di Claudio Pasqua
Il buongiorno del mattino in chiave sabauda 





Pare che Donald Trump — uomo che da tempo non teme né lo specchio né il buon senso — abbia deciso di tornare all'assalto di Papa Leone XIV con la delicatezza di una ruspa entrata per sbaglio in un giardino zen durante la cerimonia del tè.


Sì: proprio quel signore vestito di bianco che, dall'amena postazione di Castel Gandolfo, coltiva la stravagante consuetudine di leggere il Vangelo e predicare la pace. Una specializzazione di nicchia, riconosciamolo, ma il mestiere è quello.


Il Tycoon, con l'aplomb di chi scambia il Sermone della Montagna per una diretta social ha sostenuto che il Pontefice «mette in pericolo molti cattolici» e — con quella libertà narrativa che farebbe arrossire un agiografo medievale — che sarebbe persino indulgente verso l'atomica iraniana. Affermazione che, in un mondo decorosamente arredato, verrebbe riposta nel cassetto accanto ai cucchiaini spaiati. 


Il Pontefice, da parte sua—e qui bisogna riconoscere una certa eleganza sabauda, benché non di scuola subalpina — ha replicato con una frase che suona come una carezza data con il dorso della mano: la missione della Chiesa è “predicare il Vangelo e la pace”, e chi vuole criticare, lo faccia pure, ma con la verità.


Tradotto in lingua corrente: se proprio si deve dire una sciocchezza, almeno che sia una sciocchezza ben documentata.


C’è poi il dettaglio, non irrilevante, che la Chiesa—con una coerenza che raramente fa audience—condanna le armi nucleari da anni, senza bisogno di suggerimenti da Mar-a-Lago. Ma questo, si capisce, è un fatto. E i fatti, come i parenti imbarazzanti, tendono a essere ignorati nelle migliori occasioni.


Nel frattempo, il povero Marco Rubio — sì, proprio quello che pretendeva di dare lezioni di teologia al Papa — si trova a Roma come un maggiordomo inviato a spegnere un incendio con un cucchiaino da tè, assicurando che “ci sono molte cose da discutere”—il che è vero ma di una rassicurazione prossima allo zero termodinamico.


Donald Trump, presidente di una superpotenza nucleare reduce da un’operazione battezzata “Epic Fury”— e che in certi ambulatori verrebbe preso in carico senza appuntamento—ha trovato il tempo di vegliare sulla sicurezza dei cattolici nel mondo. La buona notizia è che se ne occupa. La cattiva è che se ne occupa con troppo entusiasmo.


Del resto il contrasto, a ben vedere, è di quelli che fanno la gioia dei moralisti: due connazionali, due passaporti americani, due idee leggermente divergenti sull'America e sul mondo. Da un lato chi legge il Vangelo secondo Matteo, dall’altro il manuale istruzioni della M60 con un dito appoggiato sul tasto rosso. 


P.S.

L'immagine di Trump Papa non l’ho inventata io: è materiale d’archivio della Casa Bianca, dove fantasia e cattivo gusto godono di ottima salute.







Il bicerin: tre strati, come vuole la ricetta: uno sguardo lucido sull'attualità, una nota amara di realtà, un fondo caldo di umanità. Da leggere piano. Lo trovi ogni mattina prima delle 7:00 e si può seguire anche su: Instagram e Facebook







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