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domenica 10 maggio 2026

Fenomenologia dello sciopero aereo


Il Bicerin di Claudio Pasqua


 - Il buongiorno del mattino in chiave sabauda 






Oggi  sciopero nazionale del trasporto aereo: una cosa che ha sempre qualcosa di profondamente filosofico. È il momento in cui milioni di persone scoprono che il concetto di “partenza prevista” appartiene più alla letteratura fantastica che all’ingegneria. Gli antichi greci avevano il Fato; noi abbiamo il tabellone delle partenze da Caselle, che in fondo è la stessa cosa, ma con più suspence. 

Tra l'altro - apro un inciso - l'aeroporto di Torino sarebbe intitolato a "Sandro Pertini”, ma noi torinesi continuiamo imperterriti a chiamarlo Aeroporto di Caselle.  Un po’ come se la Mole Antonelliana venisse chiamata semplicemente "il palazzone di via Montebello". Da noi, certi modi di dire non vanno mai in pensione.

Ma torniamo al punto. ITA Airways oggi ha cancellato circa il 38% dei voli. Una percentuale curiosa: non abbastanza alta da permetterti di rinunciare con serenità, ma sufficientemente consistente da indurti a fissare il gate con lo stesso sguardo con cui si attende l'esito di un test di paternità.


EasyJet ha aderito, ENAV pure, e perfino il personale di handling si è unito alla protesta. Quando sciopera anche chi sposta le valigie, il bagaglio entra in una dimensione metafisica. Non è perduto; semplicemente non sente più il bisogno di appartenerti.


Negli aeroporti si aggirano passeggeri con l’espressione di chi ha appena letto le oltre 1700 pagine di Guerra e Pace in piedi. Alcuni tentano di mantenere la calma ripetendo “ho dei diritti”, frase che nel trasporto aereo ha lo stesso effetto di leggere la Costituzione a un temporale.

Io comunque non amo gli aeroporti. Sono gli unici luoghi al mondo in cui ti chiedono di presentarti con due ore di anticipo per dimostrare che, forse, partirai quasi in orario. Arrivi all’alba, ti metti diligentemente in fila, ti togli cintura, scarpe e dignità, e alla fine scopri che l’unica cosa davvero puntuale è il tramezzino che troverai al duty free a dodici euro.




Il bicerin: tre strati, come vuole la ricetta: uno sguardo lucido sull'attualità, una nota amara di realtà, un fondo caldo di umanità. Da leggere piano. Lo trovi ogni mattina prima delle 7:00 e si può seguire anche su: Instagram e Facebook









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