Valsusa Film Festival: trent’anni di cinema, memoria e territorio - Torino Plus – News, eventi e approfondimenti su Torino

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venerdì 10 aprile 2026

Valsusa Film Festival: trent’anni di cinema, memoria e territorio

 



VALLE DI SUSA – Il Valsusa Film Festival celebra la sua trentesima edizione confermandosi come uno degli appuntamenti culturali più longevi e significativi del Piemonte. Nato negli anni Novanta con l’obiettivo di promuovere il cinema indipendente e valorizzare il territorio della Valle di Susa, il festival è cresciuto nel tempo trasformandosi in una rassegna diffusa, capace di coinvolgere numerosi comuni, associazioni culturali, scuole e cittadini. Oggi, a trent’anni dalla prima edizione, il Valsusa Film Festival continua a rappresentare uno spazio di confronto culturale, memoria collettiva e partecipazione sociale.


La 30ª edizione si è aperta con una serata inaugurale particolarmente intensa, accolta da una sala gremita e da un pubblico attento e coinvolto. A dare il via al festival è stata la proiezione del film La luna sott’acqua del regista Alessandro Negrini, opera che ripercorre la tragedia del Vajont attraverso uno sguardo delicato e profondamente umano. Non si è trattato soltanto di una proiezione cinematografica, ma di un momento di riflessione collettiva, in cui il cinema si è trasformato in uno strumento di memoria e consapevolezza.


Il film di Negrini affronta una delle pagine più dolorose della storia italiana, raccontando la tragedia del Vajont senza indulgere nella retorica, ma scegliendo una narrazione essenziale e sensibile. La storia si sviluppa intrecciando paesaggio, memoria e testimonianze, mettendo al centro il rapporto fragile tra uomo e natura. La forza del racconto risiede proprio nella capacità di evocare emozioni profonde e di porre interrogativi attuali, legati alla gestione del territorio e alla responsabilità collettiva.


Al termine della proiezione, il pubblico ha accolto il regista con un lungo applauso, segno di una partecipazione emotiva intensa. La serata è poi proseguita con un incontro-dibattito che ha visto la presenza di Alessandro Negrini, Maurizio Piccione e del presidente del festival Andrea Galli. Il confronto con il pubblico si è trasformato in un dialogo aperto sul ruolo del cinema nella società contemporanea, sul valore della memoria storica e sulla funzione culturale delle rassegne indipendenti.


Durante l’incontro, è emersa con forza la vocazione del Valsusa Film Festival: da trent’anni, infatti, la manifestazione dà spazio a produzioni indipendenti, documentari e opere che affrontano tematiche sociali, ambientali e culturali. Il festival ha sempre privilegiato storie capaci di raccontare il territorio e le comunità, offrendo una vetrina a registi emergenti e a produzioni fuori dai circuiti commerciali

 tradizionali.

Uno degli elementi distintivi del Valsusa Film Festival è proprio la sua struttura diffusa. La rassegna non si svolge in un’unica sede, ma coinvolge diversi comuni della Valle di Susa, creando un percorso culturale che attraversa il territorio. Le proiezioni e gli incontri si tengono tradizionalmente in luoghi simbolici come teatri comunali, centri culturali, biblioteche e sale polivalenti. Questa formula consente di avvicinare il cinema alle comunità locali e di rendere la cultura accessibile a un pubblico ampio e variegato.


L’edizione 2025 prevede appuntamenti distribuiti tra diversi comuni della valle, tra cui Condove, Bussoleno, Avigliana, Susa, Villar Dora e Almese. Ogni tappa del festival propone proiezioni, incontri con registi, dibattiti e momenti di approfondimento, creando un calendario ricco e articolato. Accanto ai film in concorso, sono previsti anche eventi speciali, retrospettive e iniziative dedicate alle scuole, con l’obiettivo di coinvolgere anche le nuove generazioni.


Il Valsusa Film Festival, nel corso degli anni, ha ospitato numerosi registi, attori e protagonisti del panorama culturale italiano. Tuttavia, il cuore della rassegna resta il rapporto con il territorio e la volontà di dare voce a storie spesso poco raccontate. La scelta di inaugurare il trentennale con un film dedicato alla memoria del Vajont sottolinea proprio questa identità, fatta di attenzione sociale, riflessione e impegno civile.


La partecipazione massiccia alla serata inaugurale dimostra quanto il festival sia ancora oggi un appuntamento atteso e sentito. Il pubblico della Valle di Susa ha sempre sostenuto la rassegna, riconoscendone il valore culturale e sociale. Il cinema diventa così un luogo d’incontro, uno spazio in cui confrontarsi e condividere esperienze.


Per chi desidera assistere agli eventi, il Valsusa Film Festival è aperto al pubblico con ingresso generalmente gratuito o a contributo libero, a seconda delle sedi. Il programma completo, con date e orari delle proiezioni, è consultabile sul sito ufficiale del Valsusa Film Festival e sui canali social della manifestazione. Le proiezioni si svolgono principalmente nei fine settimana e in alcune serate infrasettimanali, permettendo a un pubblico ampio di partecipare.


Il film La luna sott’acqua sarà inoltre riproposto in alcune delle tappe successive del festival, offrendo a chi non ha potuto partecipare alla serata inaugurale l’opportunità di assistere alla proiezione e all’incontro con il regista. Le sedi e le date precise sono indicate nel calendario ufficiale della rassegna, aggiornato periodicamente.


A trent’anni dalla sua nascita, il Valsusa Film Festival continua dunque a crescere, mantenendo intatta la propria missione culturale. La rassegna rappresenta un esempio di come il cinema possa diventare uno strumento di partecipazione, memoria e dialogo. In un’epoca in cui la cultura spesso fatica a trovare spazi di confronto, il festival della Valle di Susa si conferma come un appuntamento capace di unire comunità, territorio e cinema.


Il trentennale non rappresenta solo un traguardo, ma anche un nuovo punto di partenza. Il Valsusa Film Festival continua a guardare al futuro, senza dimenticare le proprie radici. E la grande partecipazione alla serata inaugurale dimostra che, dopo trent’anni, la voglia di cinema, cultura e condivisione è ancora più viva.




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