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domenica 19 aprile 2026

Nutella bagigia è realtà

Il Bicerin di Claudio Pasqua 

Il buongiorno del mattino in chiave sabauda




Sessant'anni. Sessant'anni di immarcescibile fedeltà alla ricetta originale. Sessant'anni durante i quali casa  Ferrero ha resistito alle mode, alle rivoluzioni, alle guerre fredde, ai social network e persino all'avvento di certi influencer che spalmavano il prodotto su cose che questo cronista preferisce non nominare in buona compagnia.

È arrivata la notizia che nessuno si attendeva: Nutella Peanuts (bagigia in piemontese) è realtà. Un nuovo gusto. Il primo, il solo, l'unico dopo oltre sei decenni di gloriosa monotonia.
 
In quel di Alba sono stati informati da fonti attendibilissime che il prodotto non sostituisce affatto la nobile nocciola — As sa mai!— ma vi sovrappone il carattere delle arachidi tostate, creando una stratificazione di personalità che, si dice, ricorda certi matrimoni di successo: due nature distinte che convivono in cremosa armonia.

V'è di più: la Nutella Peanut è completamente vegetale. Niente latte. Una concessione ai tempi moderni che questo cronista accetta con dignitosa sorpresa, come si accetta una figlia che si presenta a cena con un fidanzato inaspettato — e risulta, tutto sommato, deliziosa compagnia.

Quanto all'origine dell'ispirazione — e qui la penna vacilla tra l'ammirazione e il sopracciglio alzato — si narra che tutto sia partito da un barattolo di Nutella avvistato a fluttuare nello spazio, a bordo della navicella Artemis II della NASA




Il vicepresidente della divisione nordamericana, tale Szporn, ha dichiarato con solenne entusiasmo che la visione cosmica lo avrebbe convinto che tutto è possibile. 
Il vostro cronista, che di romanticismi ne ha visti molti, si permette di osservare che l'annuncio era già stato fatto mesi prima, e che lo spazio c'entrava assai poco. Ma gli uomini di potere hanno sempre avuto bisogno di una buona storia. Gliene concediamo una.
 
Il lancio è per ora riservato agli Stati Uniti e al Canada — colpo al cuore europeo — ma, in un sussurro che corre da Milano al Piemonte, alcuni vasetti sarebbero già stati avvistati sul suolo italiano. 

Pare che un esemplare sarebbe comparso a Torino — precisamente in quel genere di negozietto di corso Racconigi dove il proprietario non sa spiegarsi come sia arrivato, ma lo espone comunque in vetrina accanto ai rubatà e a una bottiglia di Barbera. Torino ha sempre saputo procurarsi le cose importanti prima degli altri — e poi finge di non sapere come.




Il bicerin: tre strati, come vuole la ricetta: uno sguardo lucido sull'attualità, una nota amara di realtà, un fondo caldo di umanità. Da leggere piano.


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