Intervista di Giovanni Firera a Luciano Moggi
Siamo alla Trattoria Toscana, nel centro di Torino, a pochi passi da Piazza Vittorio. Dopo l’ennesima prestazione deludente dell’Italia, Luciano Moggi analizza con lucidità lo stato del calcio italiano, senza risparmiare critiche alla dirigenza federale e al sistema nel suo complesso."Ora è l’Italia che fa paura a se stessa"
Luciano, cosa ne pensi della partita di ieri?
Penso che il calcio italiano sia diventato fragile. Le squadre che una volta tremavano davanti all’Italia oggi giocano con coraggio, mentre è l’Italia a tremare. Questo è il segnale evidente che il nostro calcio sta vivendo un momento di grande difficoltà.
Serve ripartire da zero
Quindi l’Italia è tutta da rifondare?
Sì, il calcio italiano è completamente da rifondare. C’è bisogno di ripartire praticamente da zero. Oggi il calcio è gestito in modo confuso e, soprattutto, da persone che non hanno la capacità di governarlo nel modo corretto.
Il problema nasce dalla testa
Quando si dice che il pesce puzza dalla testa, quindi, è una lettura corretta?
Assolutamente sì. Il problema parte dalla testa del sistema calcistico. Oggi si parla molto di Gravina, e le responsabilità principali sono proprio lì, ai vertici.
Servirebbero dimissioni, ma il coraggio manca
Bisognerebbe quindi avere il coraggio delle dimissioni per permettere un rinnovamento?
Il coraggio difficilmente ci sarà. Va detto che Gravina è stato eletto quando era l’unico candidato, quindi ha ottenuto una larga maggioranza. Tuttavia, la situazione attuale imporrebbe un cambiamento deciso. Il calcio italiano ha bisogno di una svolta vera.
Il ministro dovrebbe intervenire
Se Gravina non si dimette, chi dovrebbe intervenire?
Dovrebbe farlo il ministro dello Sport. Spesso sentiamo dichiarazioni di circostanza, ma servirebbe un intervento deciso. Il ministro dovrebbe assumersi la responsabilità di guidare il cambiamento.
Il parere su Gattuso
Ci puoi dare un tuo parere su Gattuso?
Gattuso si è trovato in quella posizione per necessità, perché non c’erano molte alternative. Tuttavia, ho sempre avuto grande stima di lui.
Hai sempre parlato bene di Gattuso.
Sì, ho molta stima di lui. Le sue lacrime erano sincere, vere. A differenza di altre situazioni in cui le emozioni sembrano più costruite, nel suo caso erano autentiche.
Un’analisi dura, quella di Luciano Moggi, che fotografa un calcio italiano in crisi e, secondo l’ex dirigente bianconero, bisognoso di una rifondazione totale. Un messaggio chiaro: senza cambiamenti ai vertici, la Nazionale rischia di continuare a perdere terreno nel panorama internazionale.