Orson Welles protagonista a Torino: inaugurata la mostra al Museo Nazionale del Cinema - Torino Plus – News, eventi e approfondimenti su Torino

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martedì 31 marzo 2026

Orson Welles protagonista a Torino: inaugurata la mostra al Museo Nazionale del Cinema

 di Giovanni Firera


Ieri pomeriggio, martedì 31 marzo, il Museo Nazionale del Cinema di Torino ha inaugurato con grande partecipazione la mostra “My Name is Orson Welles”, un evento di respiro internazionale che celebra uno dei più grandi protagonisti del panorama artistico e culturale del XX secolo. La rassegna, ospitata nella suggestiva Mole Antonelliana fino al 5 ottobre 2026, è stata concepita dalla Cinémathèque Française e realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, confermando il carattere globale di un progetto che racconta un artista capace di attraversare – e rivoluzionare – il mondo del cinema, del teatro, della radio e della letteratura.

Da sin: Enzo Ghigo, Lorella Pallavicino, Giovanni Firera, Osvaldo Napoli 


Alla cerimonia di apertura erano presenti il Presidente del Museo Nazionale del Cinema Enzo Ghigo, l’On. Osvaldo Napoli, gli assessori Federico Riboldi e Rosanna Purchia, insieme a numerose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. Sul palco, davanti allo scenografico backdrop con la scritta luminosa “My Name is Orson Welles”, gli interventi hanno sottolineato il valore universale di Welles: attore, regista, produttore, sceneggiatore e mago della narrazione, capace di sfidare le regole di Hollywood fin dal suo esordio, a soli 24 anni, con Quarto potere (Citizen Kane), considerato per cinquant’anni il miglior film di tutti i tempi secondo i sondaggi di Sight & Sound.




La mostra, ricca di materiali originali, fotografie autografate, manifesti storici e documenti d’archivio, ripercorre l’intera parabola creativa di Welles: dai capolavori shakespeariani (Otello, Macbeth, Falstaff/Chimes at Midnight) alle sue interpretazioni leggendarie, fino alle sperimentazioni radiofoniche e teatrali che lo resero un “uomo di spettacolo” capace di sovvertire le convenzioni narrative e tecniche del cinema hollywoodiano. Particolarmente emozionanti le sezioni dedicate a Quarto potere (con il racconto del budget record di 800.000 dollari e del boicottaggio di Hearst) e al suo amore viscerale per Shakespeare, definito “il più grande attore shakespeariano della storia”.


Un momento di grande intensità emotiva è stato riservato alla celebre fotografia scattata al Caffè Greco di Roma, esposta in grande formato nella mostra. In quell’immagine storica, Orson Welles appare circondato da alcuni dei più importanti intellettuali italiani dell’epoca: tra loro spicca lo scrittore Vitaliano Brancati, insieme ad altri protagonisti della cultura del dopoguerra. La foto, simbolo di quel momento irripetibile in cui il genio americano si immerse nella vivacissima scena romana degli anni Cinquanta, testimonia il ponte ideale tra Hollywood e l’Italia, tra il cinema d’autore e la grande letteratura. Il visitatore, osservandola, percepisce immediatamente il fascino di Welles come figura cosmopolita, capace di dialogare con le migliori intelligenze del pianeta.




«Sono lieto di invitarvi a questa mostra che celebra un artista immenso», ha dichiarato il Presidente Enzo Ghigo, sottolineando come Welles rappresenti ancora oggi un modello di libertà creativa e di coraggio intellettuale. La rassegna non è solo un omaggio, ma un invito a riscoprire un uomo che ha vissuto “mille vite” – come recita uno dei pannelli – e che continua a ispirare registi, attori e spettatori di tutto il mondo.

La mostra “My Name is Orson Welles” è aperta al pubblico da oggi, 1° aprile 2026, e rappresenta un appuntamento imperdibile per chi ama il cinema come arte totale. Un’occasione unica per immergersi nell’universo di un genio che, come lui stesso amava dire, ha sempre saputo apparire “on stage and on the radio… I am a magician”.




Dal Caffè Greco di Roma al Caffè Fiorio di Torino: la storia continua

Nel cuore pulsante di Torino, al Caffé Letterario Fiorio, l'8 luglio 2024 ha avuto luogo un evento di grande significato culturale: la celebrazione del XX anniversario della fondazione dell’Associazione Culturale Culturale Vitaliano Brancati e del 70° anniversario della morte dello scrittore.

L'associazione fondata dall'ispiratore dell'iniziativa, Giovanni Firera, celebra quest'anno il ventesimo anniversario della sua attività e il settantesimo anniversario della morte di Vitaliano Brancati e il punto focale dell'evento è stato un progetto culturale innovativo, ispirato dall'iconica immagine di Irving Penn del 1948 al Caffè Greco di Roma. Questa iniziativa ha offerto un'occasione unica per riunire diverse generazioni di esponenti culturali, creando un ponte tra passato e presente, celebrando l'eredità di Vitaliano Brancati e il contributo dell'Associazione Culturale alla vita intellettuale della città.

Che cos'è e a cosa è ispirato RITRATTO COLLETTIVO 

L'evento, organizzato dal presidente dell’Associazione Culturale Vitaliano Brancati, Giovanni Firera, ha visto la partecipazione di alcune delle personalità più influenti della cultura torinese.





E nell’attuale Sala Cavour del Caffè Fiorio si sono riuniti in un simbolico Ritratto Culturale: Gianni Oliva, Giorgio Benvenuto, Sergio Conti, Nino Boeti, Laura Cassio, Giuseppe Mastruzzo, Maria Grazia Cavallo, Salvatore Vullo, Valter Comello, Bruna Bertolo, Michele Sabatino, Lorella Pallavicino, Cristina Chiantia, Franco Defendini, Franco Cudia, Alessandro Sena e l’organizzatore dell’evento Gianni Firera, Presidente dell’Associazione Vitaliano Brancati. 

Hanno aderito all’iniziativa (solo assenti in foto per improvvisi impegni sopraggiunti) Don Alberto Zanini e Mel Mezio. 

Un ringraziamento particolare a Vito Strazzeri titolare del Caffè Fiorio, Mario Sofia fotografo e l’ideatore grafico Claudio Pasqua.


Per approfondire: RITRATTO COLLETTIVO 

 

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