Il Bicerin di Claudio Pasqua
Il quindici aprile si celebra la Giornata Nazionale del Made in Italy. La data non è casuale: coincide con la nascita di Leonardo da Vinci. Da piemontese mi aspetto che per la giornata della diplomazia il Ministero la prossima volta scelga Cavour per ricordarne l'importanza nelle scuole. O Rita Levi-Montalcini per celebrare la ricerca scientifica italiana dal momento che a Torino le hanno dedicato appena un giardinetto nel quartiere di Santa Rita, mentre la prima e unica statua dedicata a una figura femminile, Giulia di Barolo, è stata inaugurata in città appena tre mesi fa.
L'anacronismo risiede nel fatto che Leonardo nacque nel 1452 ad Anchiano, una piccola località vicino a Vinci, in Toscana. E l'Italia, come la intendiamo oggi, come Stato unico, non esisteva ancora.
Dunque semmai oggi con Leonardo dovremmo celebrare l’ingegnosità toscana: una terra che ha saputo unire arte, scienza e visione, dando al mondo menti capaci di immaginare ciò che ancora non esisteva. Dalle colline di Vinci fino alle corti europee, lo spirito creativo toscano continua a ispirarci ancora oggi.
A Torino la Camera di commercio ha organizzato un incontro per gli studenti del Beccari, dedicato a brevetti, marchi e proprietà industriale. Ragazzi di istituto tecnico che imparano a proteggere l'ingegno italiano. Una notizia bella, quasi commovente, in un Paese che spesso tutela le nostalgie più delle opportunità.
Il Made in Italy, a Torino, non è mai stato solo un'etichetta. È stato acciaio, carrozzerie, vermouth, cioccolato, gianduiotti fatti a mano da persone che consideravano la qualità una questione d'onore personale prima ancora che di mercato. La città sa cosa significa costruire bene qualcosa. Lo sa nelle ossa.
Il problema semmai è che costruire bene non basta più, se poi qualcuno a diecimila chilometri riproduce tutto in quarantotto ore senza che nessuno dica niente. Ecco perché spiegarlo ai ragazzi del Beccari non è burocrazia: è autodifesa.
Leonardo, del resto, i suoi schizzi li teneva per sé. Scriveva anche al contrario, per non farsi copiare.
Cinquecento anni dopo, abbiamo inventato il brevetto. Speriamo basti.
Da italiani godiamoci comunque questo video: un tributo a tutti quegli artigiani, quegli inventori, quei designer, quelle imprese, quelle eccellenze che spesso all'ombra dei riflettori contribuiscono a consolidare il nostro orgoglio nel Made in Italy nel mondo. Ce lo meritiamo davvero.
Il bicerin: tre strati, come vuole la ricetta: uno sguardo lucido sull'attualità, una nota amara di realtà, un fondo caldo di umanità. Da leggere piano.
