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sabato 25 aprile 2026

Giovani agricoltori, al via il bando per acquistare terreni: fino a 1,5 milioni per costruire il futuro delle campagne italiane


 


Accedere alla terra è da sempre uno degli ostacoli più difficili per chi sogna di lavorare in agricoltura. Il costo elevato dei terreni, la difficoltà di ottenere credito e la necessità di investimenti iniziali importanti frenano spesso l’ingresso di nuove energie nel settore primario. Per questo motivo la riapertura di “Generazione Terra”, la misura promossa da Ismea, rappresenta una notizia di grande rilievo per migliaia di giovani italiani interessati a entrare nel mondo agricolo o a rafforzare un’attività già esistente.


Per il 2026 il programma mette a disposizione 120 milioni di euro destinati all’acquisto di terreni agricoli, con una quota pari al 10% riservata a progetti localizzati nelle aree interne e montane. Le domande possono essere presentate online fino alle ore 12 del 19 giugno 2026 attraverso il portale dedicato. Si tratta di uno dei principali strumenti nazionali pensati per favorire il ricambio generazionale in agricoltura e contrastare l’abbandono delle campagne. 


Il tema è strategico. In Italia l’età media degli imprenditori agricoli resta elevata e molte aziende faticano a trovare continuità. Allo stesso tempo cresce l’interesse di giovani diplomati, laureati e professionisti che vedono nell’agricoltura un settore moderno, legato all’innovazione, alla sostenibilità ambientale, alle filiere corte e alla valorizzazione del territorio. Tuttavia, senza accesso alla terra, anche i progetti migliori rischiano di restare solo idee.


È proprio su questo nodo che interviene Generazione Terra. La misura non concede semplicemente un contributo economico, ma crea un percorso concreto per permettere ai giovani di acquisire superfici agricole. Il meccanismo prevede infatti che sia Ismea ad acquistare direttamente il terreno individuato dal richiedente e successivamente ad assegnarlo al beneficiario, che lo ripagherà nel tempo secondo le condizioni previste dal bando. 


I destinatari sono suddivisi in tre categorie principali. La prima comprende i giovani imprenditori agricoli under 41 già attivi, interessati ad ampliare la superficie aziendale o a consolidare terreni che già conducono in affitto o comodato da almeno due anni. Questa possibilità è particolarmente importante per le imprese che vogliono crescere dimensionalmente, aumentare la redditività e pianificare investimenti a lungo termine.


La seconda categoria riguarda i giovani startupper con esperienza, sempre sotto i 41 anni, che intendono avviare una nuova impresa agricola. Possono essere persone che hanno già lavorato nel settore, magari come collaboratori familiari, dipendenti agricoli o tecnici, e che ora desiderano mettersi in proprio.


Infine, il bando apre anche a una terza platea: giovani under 35 senza esperienza diretta, ma in possesso di titolo di studio o formazione specifica in ambito agrario. È un segnale importante perché riconosce il valore delle competenze tecniche e universitarie, premiando chi ha investito nella propria preparazione e vuole tradurla in impresa. 


Dal punto di vista economico, gli importi sono rilevanti. Per imprenditori agricoli già operativi e startupper con esperienza, il finanziamento può arrivare fino a 1,5 milioni di euro. Per gli startupper con titolo formativo il tetto massimo è fissato a 500 mila euro. In entrambi i casi il sostegno può coprire fino al 100% del valore del terreno, mentre restano escluse spese accessorie come imposte, oneri notarili e costi amministrativi. 


Si tratta di cifre significative, soprattutto in un mercato fondiario dove il prezzo dei terreni varia molto tra Nord, Centro e Sud Italia e dove, nelle aree a maggiore vocazione agricola, l’acquisto diretto può risultare proibitivo per chi inizia da zero.


Il piano finanziario prevede una durata massima complessiva di 30 anni, con possibilità di preammortamento fino a due anni. In pratica, il beneficiario dispone di una fase iniziale utile per avviare l’attività, organizzare la produzione e iniziare a generare reddito prima dell’ammortamento pieno del debito. È una struttura particolarmente adatta all’agricoltura, dove spesso i ritorni economici non sono immediati.


Per le operazioni inferiori a 300 mila euro si applica un mutuo ipotecario ordinario garantito dal terreno. Per importi superiori entra invece in gioco il cosiddetto patto di riservato dominio: la proprietà definitiva passa al beneficiario solo al pagamento dell’ultima rata. È uno strumento poco diffuso in altri settori, ma particolarmente utile per facilitare operazioni di valore elevato. 


Un altro elemento interessante riguarda gli startupper. Per chi avvia una nuova iniziativa imprenditoriale è previsto un premio di primo insediamento fino a 100 mila euro, utilizzabile per alleggerire le prime rate e sostenere la realizzazione del piano aziendale. Nelle aree interne e montane l’intensità del supporto risulta ancora più favorevole, a conferma dell’obiettivo di contrastare lo spopolamento rurale e rilanciare territori fragili. 


La procedura di accesso è interamente digitale. Le domande devono essere compilate e convalidate online, con firma elettronica in formato PAdES. L’ordine cronologico di convalida rappresenta criterio di priorità nell’istruttoria, elemento che rende fondamentale arrivare preparati con documentazione completa e progetto già definito. 


Per chi intende partecipare, il consiglio è di non limitarsi all’idea del terreno da acquistare. Occorre costruire un piano aziendale credibile: quali colture sviluppare, quale mercato servire, quali investimenti saranno necessari, come valorizzare il prodotto e quali competenze possiede il richiedente. Oggi l’agricoltura non è più solo produzione primaria, ma gestione d’impresa, innovazione tecnologica, marketing e sostenibilità.


Generazione Terra si collega inoltre alla Banca delle Terre Agricole, altro strumento gestito da Ismea per rimettere sul mercato fondi inutilizzati o abbandonati. Insieme, queste misure possono favorire una nuova stagione di imprenditoria rurale, più giovane e dinamica.


Il messaggio che arriva da questo bando è chiaro: l’agricoltura italiana ha bisogno di nuove generazioni. Servono competenze digitali, capacità imprenditoriali, attenzione all’ambiente e visione internazionale. Ma serve anche rendere possibile il primo passo: acquistare la terra su cui costruire il proprio progetto.


Per molti ragazzi e ragazze che guardano ai campi non come passato, ma come futuro, questa potrebbe essere l’occasione giusta.




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