Fondazione CRT rilancia il welfare per l’infanzia: un milione di euro per il Programma ULAOP - Torino Plus – News, eventi e approfondimenti su Torino

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mercoledì 22 aprile 2026

Fondazione CRT rilancia il welfare per l’infanzia: un milione di euro per il Programma ULAOP

di Claudio Pasqua


I sostegno alle famiglie e alla natalità viene spesso evocato come priorità strategica, ma non sempre alle dichiarazioni seguono investimenti strutturati e iniziative territoriali concrete. In questo contesto si inserisce la decisione della Fondazione CRT di destinare 1 milione di euro al nuovo Programma ULAOP, un piano dedicato a bambini, genitorialità e nuclei familiari fragili, con l’obiettivo di rafforzare servizi esistenti e ampliare la rete di supporto in Piemonte.


L’annuncio rappresenta molto più di un semplice stanziamento economico. È il segnale di una trasformazione del welfare filantropico locale: non più interventi frammentati, ma un contenitore unitario capace di coordinare progetti educativi, aiuti materiali e accompagnamento sociale. Il Programma ULAOP nasce infatti come evoluzione dell’esperienza maturata dalla precedente Fondazione ULAOP CRT, che negli anni ha lavorato sul tema dell’infanzia e della genitorialità in sinergia con il territorio torinese.


Il contesto sociale che spinge verso questa scelta è chiaro. Secondo i dati richiamati dalla stessa Fondazione, oltre il 22% dei bambini piemontesi vive in condizioni di povertà relativa, mentre quasi il 16% è esposto al rischio di esclusione sociale. Numeri che fotografano una fragilità crescente: famiglie con redditi insufficienti, precarietà abitativa, difficoltà educative e accesso diseguale alle opportunità culturali.


In un simile scenario, investire sui minori significa intervenire sul futuro della comunità. Le evidenze internazionali mostrano che il sostegno precoce all’infanzia produce effetti di lungo periodo: migliora i risultati scolastici, riduce dispersione e marginalità, favorisce salute e occupabilità futura. Per questo il Programma ULAOP punta non solo a “tamponare” l’emergenza, ma a rafforzare il capitale sociale delle famiglie.


Uno degli aspetti più rilevanti è la continuità con risultati già ottenuti. Negli anni precedenti, le iniziative collegate a ULAOP hanno generato oltre 280 progetti, con 12.400 presenze registrate nel solo 2025 nelle attività dedicate alle famiglie. Inoltre sono stati raggiunti 4.769 nuclei familiari e 6.627 bambini. Sul fronte degli aiuti concreti, la rete del Banco del Sorriso ha distribuito oltre 163.000 cambi di pannolini e più di 5.000 confezioni di materiale scolastico, coinvolgendo più di 60 enti partner.


Questi dati mostrano due elementi fondamentali. Primo: esiste un bisogno reale e misurabile. Secondo: il territorio ha già sviluppato competenze operative e collaborazioni che possono essere scalate. Il Programma ULAOP sembra quindi nascere su basi solide, evitando il rischio di progetti calati dall’alto o scollegati dalle esigenze locali.


La nuova iniziativa si articola in tre linee operative. La prima è “Kids 4 Future”, che amplia alle OGR Torino l’offerta di laboratori educativi gratuiti per bambini e famiglie. Si tratta di una scelta significativa: utilizzare uno dei principali hub culturali e di innovazione della città come spazio accessibile anche alle famiglie più fragili significa collegare welfare, cultura e inclusione.


La seconda linea è “Tangram. Legami che contano”, focalizzata sul sostegno alla genitorialità nei contesti di housing sociale. Il progetto coinvolge realtà come Cascina Fossata e quartieri come Borgo Vittoria, aree dove il tema abitativo si intreccia spesso con vulnerabilità economica e isolamento relazionale. Qui il sostegno alle famiglie non si limita all’assistenza, ma passa dalla costruzione di comunità di prossimità.


La terza direttrice è “Rete dei Sorrisi”, che amplia il modello del Banco del Sorriso e punta a rafforzare la distribuzione di beni essenziali e servizi su scala regionale. In tempi di inflazione persistente e costo della vita elevato, il sostegno materiale resta decisivo per molte famiglie: pannolini, kit scolastici, beni per la prima infanzia possono incidere concretamente sui bilanci domestici.


Il valore aggiunto del Programma ULAOP sta proprio nell’integrazione tra dimensione educativa, sociale e materiale. Spesso i sistemi di aiuto pubblici e privati operano per compartimenti separati: da una parte il sostegno economico, dall’altra i servizi educativi, altrove l’accompagnamento psicologico o relazionale. Qui invece emerge una logica ecosistemica, in cui i bisogni della famiglia vengono letti nel loro insieme.


La presidente della Fondazione CRT, Anna Maria Poggi, ha definito il sostegno alle famiglie fragili una delle sfide più rilevanti per il presente e il futuro delle comunità. È una lettura condivisibile: l’indebolimento delle reti familiari e la crescita delle disuguaglianze incidono sulla coesione sociale, sulla partecipazione civica e persino sulla competitività economica dei territori.


Resta naturalmente una domanda di fondo: un milione di euro basta? In termini assoluti, la cifra non è enorme rispetto alla vastità dei bisogni regionali. Tuttavia il punto non è solo la dimensione finanziaria, ma la capacità di attivare partenariati, generare modelli replicabili e orientare anche l’intervento pubblico. Le fondazioni bancarie, per natura, possono sperimentare con maggiore flessibilità rispetto alle amministrazioni pubbliche e fungere da laboratorio di innovazione sociale.


Per il Piemonte, e in particolare per Torino, il Programma ULAOP potrebbe diventare un benchmark nazionale se riuscirà a misurare impatti reali: minore povertà educativa, migliore accesso ai servizi, rafforzamento della genitorialità, crescita delle reti territoriali. La sfida decisiva sarà proprio la valutazione dei risultati, oggi indispensabile per distinguere i progetti efficaci da quelli puramente simbolici.


In conclusione, il lancio del Programma ULAOP rappresenta una notizia importante perché mette al centro un tema spesso sottovalutato: il benessere dell’infanzia dipende dalla solidità delle famiglie e delle comunità che le circondano. Se l’iniziativa saprà trasformare risorse economiche in opportunità concrete e durature, l’investimento della Fondazione CRT potrà produrre effetti ben oltre il milione annunciato, diventando un modello di welfare territoriale moderno, integrato e orientato al futuro.



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