Un fiume rosa invade Torino per la Just The Woman I Am - TORINO +

Post Top Ad

 


Post Top Ad

domenica 8 marzo 2026

Un fiume rosa invade Torino per la Just The Woman I Am

Foto: Politecnico di Torino 

 


Nel pomeriggio Torino si è colorata di rosa grazie a Just The Woman I Am, la corsa-camminata non competitiva di cinque chilometri aperta a tutti che ogni anno raccoglie fondi per sostenere la ricerca universitaria dedicata alla salute e alla lotta contro il cancro.


Arrivata alla tredicesima edizione e coincisa quest’anno con la Giornata Internazionale della Donna, la manifestazione ha stabilito nuovi record di partecipazione: quasi 35 mila iscritti e 551 gruppi provenienti da tutta Italia — tra cui Bologna, Camerino, Caserta, Napoli, Palermo, Parma, Pavia, Reggio Calabria, Roma, Trieste e Venezia — oltre che dall’estero, con presenze da Francia e Svizzera. Il gruppo più numeroso è stato Barcollo Ma Non Mollo con 903 partecipanti, seguito da Città di Giaveno con 602 e Comune di Savigliano con 585 iscritti. Già molto prima della partenza, le vie del centro erano affollate da una marea di persone: donne, uomini, bambini e persino cani che indossavano la maglietta rosa dell’evento.


 



Tra le novità di questa edizione c’è stato anche Just for Pet, un progetto pensato per valorizzare il rapporto tra esseri umani e animali. L’iniziativa punta a riconoscere il legame uomo-animale come una risorsa importante per il benessere psicofisico, promuovendo il ruolo che può avere nella qualità della vita, nella prevenzione e anche nel supporto terapeutico, in particolare nel contesto delle malattie oncologiche.

Tra i tanti gruppi presenti anche la parrocchia di San Benedetto, guidata da Francesco, conosciuto da tutti come “Ciccio”, 24 anni. Racconta di aver messo da parte la PlayStation per iniziare a organizzare incontri dedicati all’attività fisica con le signore della parrocchia, che oggi partecipano insieme a lui alla manifestazione.


Numerosa anche la Croce Verde Torino, con circa cinquanta partecipanti. Tra loro Roberto, 71 anni, che corre con lo slogan “Vai oltre”, il motto della sorella scomparsa lo scorso anno. Accanto a lui ci sono Giuseppe e Viola, che partecipano da diversi anni e si sono preparati anche con allenamenti. Raccontano che l’età conta poco, perché ciò che rende speciale l’evento è proprio la varietà delle persone che vi prendono parte.

Tra la folla si distinguono anche le Dragonflies Candia, un gruppo di donne operate al seno che praticano canoa solidale. Claudio, 59 anni, spiega che sono circa una ventina e che hanno deciso di affrontare insieme la malattia, paragonata a un drago spaventoso, sostenendosi a vicenda “pagaia dopo pagaia”.


Per molti partecipanti la corsa ha anche un significato personale. Morena è arrivata con la figlia Alice, Simone e la cagnolina Laika. Racconta che nel 2018 avevano preso parte all’evento per sostenere un’amica che stava affrontando la chemioterapia, mentre quest’anno è la prima volta con la bambina.

C’è anche chi partecipa per la prima volta, come Rosella e Teresa, 45 e 48 anni, con parrucche rosa fluo. Spiegano di essere presenti per celebrare la giornata e per ricordare quanto sia fondamentale la prevenzione del tumore al seno; una delle due lavora come infermiera.


La partecipazione è stata così ampia che correre è diventato quasi impossibile e l’evento si è trasformato in una grande camminata collettiva sotto un sole quasi primaverile.


L’iniziativa continua a promuovere valori importanti come l’adozione di stili di vita sani, la pratica dell’attività fisica, l’inclusione e la socialità, oltre alla sensibilizzazione sulla prevenzione delle patologie oncologiche. Il successo e la forte partecipazione dimostrano la solidità del progetto e rafforzano l’obiettivo di proseguire anche negli anni futuri, coinvolgendo sempre più persone su temi legati alla salute e al benessere collettivo.


Parallelamente alla corsa, in piazza Castello è stato allestito il Villaggio della prevenzione, dove sono stati offerti test gratuiti per HIV ed epatiti tramite una semplice puntura sul dito, con risultati disponibili in pochi minuti. L’iniziativa permette di individuare anche chi non è consapevole di essere infetto.

La manifestazione rappresenta quindi non solo un momento sportivo, ma anche un’occasione per unire ricerca scientifica, prevenzione e partecipazione civica. Migliaia di persone hanno preso parte all’evento, contribuendo a creare una grande energia collettiva a sostegno della ricerca universitaria sulla salute e sul cancro e dimostrando quanto l’incontro tra comunità e conoscenza scientifica possa avere un impatto concreto sulla società.






Post Top Ad