I colori, i profumi e le musiche del Festival dell’Oriente protagonisti a Torino anche il prossimo weekend. - TORINO +

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lunedì 9 marzo 2026

I colori, i profumi e le musiche del Festival dell’Oriente protagonisti a Torino anche il prossimo weekend.

di Elena Scandurra





 
La cultura orientale sta acquisendo sempre maggior spazio ed interesse e sin dai tempi di Marco Polo l'Oriente ha esercitato un fascino particolare nella mente e nel cuore del cittadino occidentale; inoltre le filosofie orientali e le pratiche olistiche sono sempre più scelte dai lavoratori come antidoto e medicina naturale contro lo stress crescente che si genera in particolare in ambito lavorativo.

È in questo quadro culturale che si inserisce il Festival dell’Oriente manifestazione che si svolge da anni all’interno degli spazi espositivi del Lingotto Fiere di Torino e che trasporta in un viaggio esperienziale i visitatori alla scoperta delle performance di artisti provenienti da Giappone, India, Vietnam, Filippine, Corea, Tibet, Thailandia, Mongolia, Cina, Sri Lanka e Indonesia. Non solo arte e costume ma anche un percorso tra i sapori d’oriente, i simboli, le pietre e i loro significati, gioielli d’ambra e argento tipici delle culture orientali; l’occidente è sempre più attratto dallo stile etnico.




La fiera ospita anche dimostrazioni, incontri, seminari ed esibizioni ed ai visitatori è data anche la possibilità di sperimentare discipline bionaturali come yoga, ayurveda, meditazione, reiki, shiatsu e massaggi, oltre a fiori di bach, theta healing, bio-musica, rebirthing, integrazione posturale e molte altre esperienze.

La possibilità di evadere dalla quotidianità ed immergersi nella cultura di popoli come il Giappone è un’occasione da non perdere; in piccolo, questa Fiera, ricorda l’enorme possibilità di conoscenza offerta anni fa da Expo Milano 2015, la cui area tematica fu Nutrire il pianeta… quell’albero della vita che è stato il simbolo dell’esposizione il cui significato è da sempre quello di celebrare un messaggio di crescita, di forza e legame tra presente e futuro.





L’albero e la sua connessione tra cielo e terra, induce a pensare anche alla tradizione come la radice che fortifica lo scorrere della linfa della conoscenza verso il domani.

Nella scia di quello che fece il pittore Paul Gaugain che si trasferì nella Polinesia francese per sfuggire alla civiltà europea… scegliere di impiegare del tempo libero per studiare e addentrarsi in civiltà diverse dalla nostra è la testimonianza che la cultura si nutre di conoscenza e di voglia di apertura all’altro per scoprire poi che può cambiare il segno o la forma ma le domande filosofiche che si pongono le persone “Da dove veniamo? Chi Siamo? Dove Andiamo?” sono sempre le stesse.










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