Elkann cede La Stampa: chi è Alberto Leonardis che diventa proprietario dello storico quotidiano torinese? - TORINO +

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mercoledì 4 marzo 2026

Elkann cede La Stampa: chi è Alberto Leonardis che diventa proprietario dello storico quotidiano torinese?

di Claudio Pasqua



Torino – Una svolta significativa nel panorama dell’editoria italiana. Il gruppo guidato dalla famiglia Elkann ha raggiunto un accordo per la cessione dello storico quotidiano torinese La Stampa al gruppo Sae (Società Editoriale Altamira). L’operazione segna un passaggio di proprietà destinato a ridisegnare gli equilibri del sistema mediatico nazionale e a inaugurare una nuova fase per una delle testate giornalistiche più prestigiose del Paese.

Fondata nel 1867 con il nome di Gazzetta Piemontese, La Stampa rappresenta da oltre un secolo e mezzo uno dei pilastri dell’informazione italiana. Nel corso della sua lunga storia il giornale ha attraversato guerre, trasformazioni politiche e rivoluzioni tecnologiche, consolidando una reputazione di autorevolezza e radicamento nel territorio piemontese ma con uno sguardo sempre rivolto alla dimensione nazionale e internazionale.

La decisione della famiglia Elkann di cedere la testata arriva in un momento di profonda trasformazione per il settore editoriale. Negli ultimi anni il gruppo Gedi, controllato dalla holding Exor, ha avviato una strategia di razionalizzazione e ridefinizione delle proprie attività nel campo dei media. La vendita di La Stampa rientra in questo percorso di riorganizzazione, che punta a concentrare le risorse su altri asset ritenuti più strategici.

Chi è Alberto Leonardis, il nuovo editore de La Stampa 

Nel 2026 l’editore italiano Alberto Leonardis è finito al centro dell’attenzione perché il suo gruppo editoriale SAE – Sapere Aude Editori ha firmato l’accordo per comprare il quotidiano storico La Stampa dal gruppo GEDI Gruppo Editoriale, controllato dalla holding Exor della famiglia Agnelli-Elkann.

L’operazione segna un passaggio simbolico: per oltre un secolo il giornale torinese era stato legato al mondo Fiat e alla famiglia Agnelli.


Chi è Alberto Leonardis

  • Nato nel 1966, imprenditore abruzzese.
  • Ha lavorato a lungo nella consulenza strategica e nella comunicazione aziendale.
  • Ha collaborato con grandi aziende come Telecom Italia, Microsoft Italia, Oracle, Siemens e Poste Italiane su strategie e relazioni istituzionali.

Nel tempo si è costruito la reputazione di “deal maker” dell’editoria, cioè uno che mette insieme investitori e progetti editoriali.

È stato anche coinvolto in varie realtà mediatiche, tra cui:

  • l’agenzia di stampa Dire
  • il giornale abruzzese Il Centro (di cui è stato presidente)
  • il periodico Corriere delle Comunicazioni.


La nascita del gruppo SAE

Il suo gruppo editoriale SAE (Sapere Aude Editori) nasce nel 2020.

Il primo grande passo è l’acquisto da GEDI di diversi quotidiani locali:

  • Il Tirreno
  • Gazzetta di Modena
  • Gazzetta di Reggio
  • La Nuova Ferrara

Poi nel 2022 arriva anche La Nuova Sardegna.

L’idea strategica era semplice:
partire dai giornali locali, costruire una rete editoriale e poi salire di livello.


L’acquisto de La Stampa

Nel 4 marzo 2026 SAE e GEDI hanno firmato il contratto preliminare per la cessione del quotidiano torinese.

L’accordo include:

  • il giornale La Stampa
  • le attività digitali
  • il centro stampa
  • la rete pubblicitaria locale
  • le strutture di supporto alla redazione.

L’acquisizione sarà fatta tramite una nuova società controllata da SAE, con l’ingresso di investitori del Nord-Ovest.

Il completamento è previsto entro il primo semestre del 2026, dopo le procedure sindacali e regolatorie. 


Secondo le prime informazioni diffuse, l’accordo prevede il passaggio della proprietà della testata al gruppo Sae, realtà editoriale che negli ultimi anni ha ampliato la propria presenza nel panorama dell’informazione locale e regionale italiana. Il gruppo è già noto per aver acquisito e rilanciato diverse testate storiche, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare il giornalismo territoriale e investire nell’innovazione digitale.

Il trasferimento di La Stampa al nuovo proprietario apre inevitabilmente interrogativi sul futuro della linea editoriale, dell’organizzazione della redazione e delle strategie di sviluppo del giornale. Fonti vicine all’operazione sottolineano tuttavia che il gruppo Sae avrebbe manifestato l’intenzione di preservare l’identità storica del quotidiano, valorizzandone il ruolo centrale nel dibattito pubblico italiano e mantenendo il forte legame con la città di Torino.

Proprio Torino osserva con attenzione questo passaggio. La Stampa non è soltanto un quotidiano nazionale, ma anche una delle istituzioni culturali della città. Nel corso dei decenni il giornale ha raccontato la trasformazione del capoluogo piemontese da capitale industriale dell’automobile a centro dinamico di innovazione, università e cultura. Per molti torinesi il quotidiano rappresenta una voce familiare, capace di interpretare le sfide e le evoluzioni del territorio.

Nel mondo giornalistico la notizia della cessione ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato c’è chi vede nell’ingresso di un nuovo editore un’opportunità per rilanciare la testata in un mercato sempre più competitivo e dominato dalle piattaforme digitali. Dall’altro lato emergono timori legati alla sostenibilità economica dell’editoria tradizionale e alla possibilità che nuovi assetti proprietari possano influenzare l’autonomia delle redazioni.

La crisi strutturale dei giornali cartacei rappresenta infatti uno dei nodi principali che attendono il nuovo proprietario. Negli ultimi due decenni l’intero settore ha dovuto fare i conti con il calo delle vendite in edicola, la riduzione della pubblicità e la crescente concorrenza dei media online. In questo contesto molte testate stanno sperimentando nuovi modelli di business basati su abbonamenti digitali, contenuti multimediali e maggiore integrazione tra carta e web.

Il gruppo Sae ha già annunciato l’intenzione di investire nello sviluppo digitale e nell’innovazione tecnologica della testata. L’obiettivo sarebbe quello di rafforzare la presenza online del quotidiano, ampliando l’offerta di contenuti e raggiungendo nuovi segmenti di pubblico, soprattutto tra i lettori più giovani.

Resta inoltre aperta la questione occupazionale. Nei passaggi di proprietà nel settore editoriale, giornalisti e lavoratori guardano con attenzione alle garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali e sulle condizioni di lavoro. I rappresentanti della redazione hanno espresso la volontà di avviare un confronto con il nuovo editore per comprendere nel dettaglio il piano industriale e le prospettive future del giornale.

Dal punto di vista simbolico, la cessione segna anche la fine di un lungo capitolo nella storia della famiglia Agnelli-Elkann nel mondo dell’informazione. Per decenni La Stampa è stata considerata una delle principali espressioni editoriali dell’universo industriale torinese legato alla Fiat. Il giornale ha raccontato da vicino la crescita dell’industria automobilistica italiana e le trasformazioni economiche del Paese, mantenendo allo stesso tempo un ruolo autonomo nel panorama mediatico.

Il nuovo corso sotto il gruppo Sae potrebbe dunque rappresentare una fase di rinnovamento per il quotidiano, chiamato a confrontarsi con le sfide dell’informazione contemporanea senza perdere la propria identità storica.

Molto dipenderà dalla capacità del nuovo editore di coniugare tradizione e innovazione. Da una parte c’è il patrimonio di credibilità costruito in oltre 150 anni di storia; dall’altra la necessità di adattarsi a un ecosistema mediatico sempre più rapido, digitale e globale.

Nei prossimi mesi diventeranno più chiari i dettagli dell’operazione e le strategie editoriali che accompagneranno il passaggio di proprietà. Nel frattempo, per lettori e osservatori del mondo dei media, il cambiamento segna un momento importante nella storia dell’editoria italiana.

Il destino de La Stampa, come quello di molti altri quotidiani storici europei, dipenderà dalla capacità di reinventarsi senza smarrire la propria voce. Ed è proprio questa sfida – mantenere la profondità del giornalismo tradizionale in un’epoca di informazione immediata – che definirà il futuro del giornale torinese.

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