Giornata Internazionale della Donna 2026 – Bussoleno celebra coraggio e libertà - TORINO +

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martedì 24 febbraio 2026

Giornata Internazionale della Donna 2026 – Bussoleno celebra coraggio e libertà

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, la Pro Loco di Bussoleno, in collaborazione con il Comune di Bussoleno e il Liceo “Norberto Rosa”, invita tutta la cittadinanza a un evento speciale dedicato ai valori del coraggio, della libertà e dell’impegno civile.





Di fronte alle sfide educative del nostro tempo, crediamo sia fondamentale sensibilizzare le nuove generazioni al rispetto, alla consapevolezza e al valore della vita. Per questo, su iniziativa del vicepresidente Nicola Giacco e della consigliera Angela Pangia, abbiamo scelto di rendere omaggio alle 21 donne elette all’Assemblea Costituente nel 1946, protagoniste della nascita della Repubblica e della nostra Costituzione.


Le Madri Costituenti

  • Adele Bei – Partito Comunista Italiano (PCI)
  • Bianca Bianchi – Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP)
  • Laura Bianchini – Democrazia Cristiana (DC)
  • Ottavia Penna Buscemi – Fronte dell’Uomo Qualunque
  • Elisabetta Conci – Democrazia Cristiana (DC)
  • Filomena Delli Castelli – Democrazia Cristiana (DC)
  • Maria Federici – Democrazia Cristiana (DC)
  • Angela Gotelli – Democrazia Cristiana (DC)
  • Angela Maria Guidi Cingolani – Democrazia Cristiana (DC)
  • Nilde Iotti – Partito Comunista Italiano (PCI)
  • Maria De Unterrichter Jervolino – Democrazia Cristiana (DC)
  • Lina Merlin – Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP)
  • Teresa Mattei – Partito Comunista Italiano (PCI)
  • Rita Montagnana – Partito Comunista Italiano (PCI)
  • Maria Nicotra – Democrazia Cristiana (DC)
  • Teresa Noce – Partito Comunista Italiano (PCI)
  • Nadia Gallico Spano – Partito Comunista Italiano (PCI)
  • Maria Maddalena Rossi – Partito Comunista Italiano (PCI)
  • Vittoria Titomanlio – Democrazia Cristiana (DC)
  • Adele Bei – Partito Comunista Italiano (PCI)
  • Angela Maria Guidi Cingolani – Democrazia Cristiana (DC)


Gli studenti del Liceo, guidati dai docenti e dalla Prof.ssa Dogliani, hanno interpretato i valori di queste straordinarie figure storiche attraverso opere artistiche realizzate per il bando “Costituenti, donne, soggetti di libertà”.


Venerdì 6 marzo 2026

Programma della giornata

 Ore 10:30 – Portici di Via Traforo
Inaugurazione ufficiale e presentazione delle opere artistiche degli studenti

 Ore 11:00 – Premiazione del concorso artistico

 Ore 11:30 – Piazzetta Italia
Piantumazione della mimosa, simbolo di rinascita, memoria e speranza

Un progetto che unisce arte, educazione civica e orientamento per accompagnare i giovani nella costruzione del futuro e nella riscoperta delle nostre radici civili.


Chi erano le Madri e i Padri Costituenti   

L’Assemblea Costituente eletta il 2 giugno 1946 era composta da 556 deputati provenienti da diversi partiti politici che rappresentavano quasi tutto il fronte democratico nato dopo la caduta del fascismo. La forza più grande fu la Democrazia Cristiana, che ottenne circa il 35,2% dei voti e 207 seggi, diventando il gruppo centrale dei lavori costituzionali. Il Partito Socialista Italiano raggiunse circa il 20,7% con 115 deputati, mentre il Partito Comunista Italiano ottenne circa il 18,9% con 104 seggi. Seguivano partiti più piccoli ma influenti: l’Unione Democratica Nazionale (area liberale e conservatrice) con circa il 6,8%, il Partito Repubblicano Italiano con circa il 4,4%, il Partito d’Azione con circa 1,5%, il Blocco Nazionale della Libertà e altri gruppi minori che insieme rappresentavano una quota ridotta ma significativa del pluralismo politico.

La Costituzione italiana nacque quindi dall’accordo tra culture politiche diverse — cattolica, socialista, comunista, liberale e repubblicana — che, pur avendo idee economiche e sociali differenti, erano unite dall’obiettivo comune di costruire uno Stato nuovo dopo la dittatura e la guerra. La presenza di nessuna forza dominante costrinse i partiti a collaborare e a trovare compromessi condivisi: da questa collaborazione nacque una Costituzione equilibrata, fondata sulla sovranità popolare, sulla tutela dei diritti individuali e sociali e sulla limitazione dei poteri dello Stato per evitare il ritorno di un regime autoritario.  

La costituzione è prima di tutto democratica

La Costituzione italiana è prima di tutto una Costituzione democratica, non semplicemente antifascista. Nasce certamente dopo la caduta del fascismo e in opposizione all’esperienza della dittatura di Benito Mussolini, ma il suo obiettivo principale non era solo negare il fascismo: era costruire uno Stato fondato sulla democrazia.

Dire che la Costituzione è democratica significa che il potere politico deriva dal popolo. L’articolo 1 stabilisce infatti che la sovranità appartiene ai cittadini, i quali esercitano il potere attraverso il voto, i partiti politici, il Parlamento e le istituzioni rappresentative. Nessuna persona o gruppo può concentrare tutto il potere, perché i poteri dello Stato sono divisi e si controllano reciprocamente. Questa organizzazione garantisce libertà politiche, pluralismo, opposizione politica legittima e tutela delle minoranze, elementi essenziali di una democrazia moderna.

I principi democratici sono inevitabilmente anche antifascisti perché il fascismo era fondato sull’opposto: partito unico, soppressione delle libertà, censura, eliminazione dell’opposizione e potere concentrato in un capo. Ogni principio democratico — libertà di espressione, elezioni libere, indipendenza della magistratura, diritti fondamentali — impedisce strutturalmente il ritorno di una dittatura. In questo senso la democrazia contiene già un rifiuto implicito del fascismo.

Tuttavia, antifascista non significa automaticamente democratico. Essere antifascisti significa opporsi al fascismo, ma storicamente esistono sistemi politici che hanno combattuto o rifiutato il fascismo senza essere democratici: regimi autoritari o totalitari di diverso orientamento ideologico potevano essere antifascisti pur limitando libertà politiche e pluralismo. Per questo i Padri Costituenti non vollero scrivere una Costituzione basata solo sull’antifascismo, che sarebbe stata una definizione negativa (“contro qualcosa”), ma su valori positivi e universali: dignità umana, partecipazione popolare, diritti inviolabili e Stato di diritto.

La Costituzione italiana quindi non è soltanto la negazione del fascismo; è la costruzione di un ordine politico fondato sulla libertà e sulla partecipazione democratica. L’antifascismo rappresenta il punto di partenza storico, mentre la democrazia è il principio permanente su cui si regge la Repubblica.





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