Starbucks: "Vuole una fetta di limone nel tè?" e ti aggiunge 1,50 euro nello scontrino - TORINO+

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giovedì 8 gennaio 2026

Starbucks: "Vuole una fetta di limone nel tè?" e ti aggiunge 1,50 euro nello scontrino

di Claudio Pasqua 

Una fetta di limone, 1 euro e 50 centesimi. Siamo a Torino, in centro, e l’episodio avvenuto in uno Starbucks cittadino racconta molto più di una semplice svista di cassa.




Racconta un modo di fare commercio che a molti torinesi sta iniziando a stare stretto: prezzi decisi altrove, logiche aziendali lontane dal buon senso locale, una standardizzazione che ignora la cultura del bar italiano, dove il tè è tè e il limone non è un bene di lusso.

Torino è una città di caffè storici, di bar di quartiere, di piccole caffetterie indipendenti dove il cliente non è una “transazione”, ma una persona. Dove se chiedi una fetta di limone, nessuno ti presenta il conto come se avessi ordinato caviale. Dove i prezzi sono chiari, spiegati, e soprattutto condivisi con il territorio.

E allora la domanda vera è: perché continuiamo a riempire locali di multinazionali straniere che drenano ricchezza fuori dal Paese, quando possiamo sostenere chi reinveste qui, paga tasse qui, assume qui e conosce davvero la città?

Ogni caffè bevuto sotto un’insegna globale è un euro che prende un volo intercontinentale. Ogni colazione fatta nel bar sotto casa è un euro che resta a Torino.

Non è una questione di chiusura, ma di scelta. Di dignità commerciale. Di identità.
Torino non ha bisogno di imitare modelli americani fatti di sovrapprezzi e “extra” a sorpresa. Ha già una cultura del bar che il mondo ci invidia.


Il rimborso

Starbucks a Repubblica ha spiegato che "da procedura standard, nei nostri tè non è previsto il limone, che dalle linee guida di Starbucks viene proposto e gustato in purezza. Per alcune bevande, come il 'Cool Lime Refresha' è prevista una fetta di lime. Probabilmente lo staff, per soddisfare una richiesta specifica del cliente, ha provveduto a proporre una fetta di lime e non di limone, che non utilizziamo, battendola in buona fede come se fosse un ingrediente della bevanda. A tal proposito abbiamo già informato tutta la rete sulla corretta procedura, ovvero non far pagare il lime in caso il cliente lo richieda per il tè. Cogliamo prontamente questa segnalazione per assicurarci che non succeda mai più in nessun altro nostro store, rimarcando alla nostra forza vendita le linee guida. Siamo ovviamente felici di poter rimborsare e offrire un tè alla persona che si era recata nello store"



 

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