di Claudio Pasqua
Sono entrati a Medicina grazie al nuovo semestre filtro, ma per circa 220 studenti italiani l’inizio del percorso universitario non sarà in Italia. La loro destinazione è Tirana, in Albania, dove è attivo un corso collegato all’Università di Roma Tor Vergata tramite un accordo internazionale.
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| Il Palazzo del Rettorato dell'Università degli Studi di Torino |
La possibilità di frequentare una sede estera rientra nelle regole del nuovo sistema di ammissione, che prevede un primo semestre selettivo con esami preliminari. L’obiettivo è aumentare i posti disponibili e offrire opportunità anche tramite collaborazioni con università straniere. Il corso di Tirana è un joint degree, sviluppato insieme all’Università Cattolica “Nostra Signora del Buon Consiglio”, con pieno riconoscimento accademico in Italia.
Il problema, segnalato da molti studenti e famiglie, riguarda la trasparenza nelle assegnazioni. Chi si è piazzato nelle posizioni più basse della graduatoria ha scoperto solo dopo l’assegnazione che avrebbe dovuto iniziare a studiare all’estero, con possibilità di scelta molto limitate.
A complicare la situazione c’era anche la questione economica: la retta prevista per la sede di Tirana superava i 9.000 euro annui, molto più alta rispetto ai contributi richiesti negli atenei pubblici italiani. La notizia aveva suscitato proteste e acceso il dibattito sul diritto allo studio.
Dopo il confronto tra il Ministero dell’Università e della Ricerca e l’Università Tor Vergata, la situazione è stata rettificata: gli studenti destinati a Tirana pagheranno le stesse tasse dei colleghi che studiano a Roma, calcolate in base all’ISEE. Inoltre, il primo semestre si svolgerà a Roma, prima del trasferimento in Albania.
Per Giovanni Firera, già Console Onorario dell’Albania in Piemonte e attualmente Responsabile della Camera nazionale dell'Artigianato di Tirana in Italia, questo accordo rappresenta la concreta realizzazione di parte dei progetti avviati nel 2008.
"Accolgo questo traguardo con grande soddisfazione - spiega Giovanni Firera - Questo accordo rappresenta la concreta realizzazione di progetti avviati nel 2008, anno in cui venne firmato un primo protocollo d’intesa tra l’Università di Tirana, in Albania e l'Università degli Studi di Torino”.
Il caso Tirana mette in evidenza le sfide del nuovo semestre filtro: se da un lato amplia le opportunità di accesso a Medicina, dall’altro richiede informazioni più chiare e trasparenti per studenti e famiglie, soprattutto quando si tratta di trasferimenti internazionali e costi elevati.
Per gli studenti piemontesi e torinesi che ogni anno tentano l’accesso alle facoltà mediche, la vicenda rappresenta un esempio di come il sistema stia cambiando e di quanto sia importante conoscere le regole fin dall’inizio.
