Il potere a tavola: quando il banchetto diventa linguaggio politico - TORINO+

Post Top Ad

 


Post Top Ad

lunedì 12 gennaio 2026

Il potere a tavola: quando il banchetto diventa linguaggio politico

a cura di Giovanni Firera, Direttore Editoriale 




In A tavola con i signori, Jean-Claude Maire Vigueur compie un’operazione storiografica raffinata e, insieme, sorprendentemente accessibile: restituisce al banchetto rinascimentale la sua natura più profonda, sottraendolo alla riduzione folclorica o puramente gastronomica e riconsegnandolo alla storia come luogo centrale del potere, della rappresentazione e della diplomazia. Il cibo, in queste pagine, non è mai semplice nutrimento, ma un codice simbolico complesso, un linguaggio politico che parla attraverso le portate, le coreografie, gli spazi e i gesti.

Il cuore del libro è l’Italia delle corti – dai Medici agli Este, passando per signorie e principati – osservata dal punto di vista di ciò che accade “a tavola”. Maire Vigueur mostra come il banchetto fosse una vera messa in scena del potere: ogni piatto raccontava un’alleanza, ogni disposizione degli ospiti indicava una gerarchia, ogni eccesso o sobrietà comunicava un messaggio preciso. Mangiare insieme non era un atto neutro, bensì una pratica politica, regolata da rituali minuziosi e carica di significati.

Uno dei meriti maggiori del volume è la capacità di intrecciare storia sociale, politica e culturale senza mai appesantire il racconto. Le descrizioni delle cucine sontuose, delle sale magnifiche e degli apparati scenografici non indulgono nel pittoresco, ma servono a illuminare il funzionamento del potere nelle sue forme più quotidiane e, proprio per questo, più efficaci. La tavola diventa così un palcoscenico dove si esercitano seduzione, controllo e magnificenza, ma anche un luogo di negoziazione sottile, in cui il consenso si costruisce attraverso l’esperienza sensoriale.

Maire Vigueur, storico di grande autorevolezza, adotta uno stile sobrio ed elegante, capace di parlare tanto allo specialista quanto al lettore colto. Il rigore delle fonti – cronache, trattati, testimonianze – si accompagna a una scrittura limpida, che evita il tecnicismo sterile e privilegia la narrazione intelligente. Ne emerge un affresco vivido del Rinascimento italiano, osservato da un’angolatura originale che arricchisce la comprensione di un’epoca spesso raccontata solo attraverso l’arte o la grande politica.

Il libro invita anche a una riflessione più ampia e attuale: il potere continua a passare attraverso i rituali, le occasioni conviviali, la messa in scena. Cambiano i contesti, ma non la logica profonda. In questo senso, A tavola con i signori non è soltanto un saggio storico, ma una chiave di lettura del presente, capace di mostrare come il linguaggio del cibo e della convivialità resti uno strumento privilegiato di relazione e di influenza.

Un volume colto, affascinante, mai compiaciuto, che conferma come la storia, quando è ben raccontata, sappia parlare anche al nostro tempo.





Post Top Ad