Alessandra Bassi è la prima donna nella storia a ricoprire l’incarico di presidente della Corte d’appello del Piemonte e della Valle d’Aosta, con sede a Torino. La magistrata si è insediata ieri nel corso della cerimonia ufficiale al Palazzo di Giustizia.

«Assumo questo incarico con un profondo senso di responsabilità: è un ufficio che nel tempo è stato guidato da magistrati di grande prestigio. Essere la prima donna a ricoprire questo ruolo è un segnale di maturità democratica delle istituzioni». Con queste parole Alessandra Bassi ha inaugurato il suo mandato alla guida della Corte d’appello del Piemonte e della Valle d’Aosta, con sede a Torino.
L’insediamento si è svolto ieri mattina alle 11, nell’aula Maxi 1 del Palazzo di Giustizia, al termine dell’iter di nomina approvato all’unanimità dal Consiglio superiore della magistratura. Bassi succede a Edoardo Barelli Innocenti, andato in pensione dopo aver presieduto il distretto giudiziario di Piemonte e Valle d’Aosta dal 4 ottobre 2018.
Una carriera tra Milano, Torino e Cassazione
Nata a Firenze, Bassi è entrata in magistratura all’inizio degli anni Novanta e arriva alla presidenza dopo un percorso professionale articolato. Dal 2021 è stata presidente della II sezione penale della Corte d’appello torinese; in precedenza ha svolto funzioni di giudice del dibattimento e del Tribunale del riesame a Milano, di giudice per le indagini preliminari a Torino e di consigliera presso la Corte Suprema di cassazione.
Accanto all’attività giudiziaria, ha maturato una solida esperienza nella formazione: ha insegnato diritto penale sostanziale e processuale nelle Scuole di Specializzazione per le Professioni Legali e alla Scuola Superiore della Magistratura, della quale è stata anche componente della struttura della formazione decentrata presso la Cassazione. È inoltre autrice di monografie e pubblicazioni in materia penalistica, sostanziale e processuale, e ha partecipato a commissioni ministeriali e gruppi di lavoro del CSM.
Le parole della procuratrice generale Lucia Musti
Alla cerimonia è intervenuta anche la procuratrice generale Lucia Musti, che ha rivolto un saluto alla nuova presidente sottolineandone il profilo complessivo e dichiarandosi soddisfatta di concludere il proprio percorso professionale in un distretto guidato da una presidente donna. Musti ha inoltre rimarcato come lei e Bassi siano tra le poche donne ai vertici di un distretto giudiziario di rilievo nazionale, spesso poco valorizzato nonostante il lavoro “concreto e silenzioso” di chi vi opera.
In sala anche Procura e avvocatura: “Spirito di squadra e dialogo costante”
Presenti in aula, tra gli altri, il procuratore capo Giovanni Bombardieri e i vertici dell’avvocatura torinese. Nel suo intervento, Bassi ha indicato le linee guida del mandato: il “senso di responsabilità” inteso come servizio alla collettività e la consapevolezza che dietro ogni provvedimento ci sono persone, vite e famiglie. Ha quindi annunciato la volontà di lavorare con spirito di squadra, mantenendo un confronto continuo con i collaboratori e con l’avvocatura.
Innovazione, processo telematico e uso prudente dell’IA
Tra i punti di attenzione, anche l’innovazione: dalla spinta sul processo penale telematico a un utilizzo dell’intelligenza artificiale improntato alla prudenza e alla consapevolezza. In chiusura, la presidente ha ricordato con particolare affetto l’esperienza alla guida della seconda sezione penale, descritta come un passaggio professionale di grande valore umano e tecnico, grazie alla qualità dei magistrati con cui ha lavorato e ai rapporti costruiti nel tempo.