Il Bicerin - Il buongiorno del mattino in chiave sabauda
Il 17 agosto 1945 usciva nel Regno Unito La fattoria degli animali, il capolavoro di George Orwell che riuscì nell’impresa di spiegare dittature, propaganda e degenerazione del potere senza annoiare nessuno.
Gli bastarono una fattoria e qualche maiale.
Del resto, i maiali avevano già una discreta carriera letteraria. Nell’Odissea, Circe trasformava in porci i compagni di Ulisse. Orwell, qualche millennio dopo, fece praticamente il contrario: prese dei maiali e li trasformò in uomini di potere.
E, bisogna ammetterlo, il risultato fu sorprendentemente credibile.
La storia comincia magnificamente. Gli animali si ribellano al padrone, conquistano la libertà e decidono che da quel momento saranno finalmente tutti uguali.
Un programma politico impeccabile.
Infatti dura pochissimo.
Ben presto i maiali prendono il comando, occupano la casa padronale, dormono nei letti, bevono whisky e cominciano a modificare le regole. Naturalmente sempre nell’interesse della collettività. Quando qualcuno governa per il vostro bene, conviene sempre controllare dov’è finita l’argenteria.
Il principio fondamentale era: “Tutti gli animali sono uguali.”
Poi arrivò una piccola correzione: alcuni erano “più uguali degli altri”.
Diciamo un aggiornamento dei termini e condizioni. Probabilmente gli altri animali avevano cliccato “Accetta” senza leggere.
Orwell pensava soprattutto allo stalinismo, ma ebbe la pessima educazione di scrivere qualcosa destinato a rimanere attuale molto più a lungo.
Sono passati più di ottant’anni, sono cambiate bandiere, ideologie, slogan e rivoluzioni.
I maiali, invece, godono ancora di un’invidiabile stabilità professionale.
______________________________Il bicerin: tre strati, come vuole la ricetta: uno sguardo lucido sull'attualità, una nota amara di realtà, un fondo caldo di umanità. Da leggere piano. Lo trovi al mattino su Torino.plus e anche su: Instagram e Facebook