Si dice che Albert Einstein da piccolo non parlasse. I genitori erano disperati, finché un giorno, a tavola, esclamò: «La minestra è fredda». La madre, sconvolta: «Ma allora sai parlare! Perché non hai mai detto niente prima?». E lui, serafico: «Perché fino a oggi andava tutto bene».
Ora arriva la scienza a dirci che ai neonati, oltre alle favole e a Mozart, possiamo proporre anche la matematica. L'idea è al centro del podcast "Infanzia che conta", una serie in cinque episodi realizzata dall'Associazione Culturale Pediatri Romagna con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena.
Psicologi, pediatri ed esperti spiegano che le prime competenze logico-matematiche non nascono tra i banchi di scuola, ma durante il gioco, le storie raccontate in famiglia e le esperienze quotidiane. L'obiettivo non è creare piccoli geni della matematica, ma aiutare i bambini a sviluppare curiosità e un rapporto sereno con i numeri, superando anche quegli stereotipi che ancora oggi vedono le materie scientifiche come un affare soprattutto da maschi.
Del resto il neonato è una creatura dalle capacità sorprendenti. Riconosce la voce della mamma, distingue i volti, sa individuare con precisione chirurgica il momento meno opportuno per piangere: quando i genitori si siedono finalmente a cena o decidono di andare a dormire.
Adesso scopriamo che possiede anche una naturale predisposizione ai numeri. In effetti qualche indizio c'era. Sa contare perfettamente i secondi che mancano a quando il papà entra sotto la doccia. È sempre in quel preciso istante che reclama assistenza urgente. E non sbaglia mai il calcolo delle poppate: se ne salti una, presenta immediatamente ricorso.
L'importante è non esagerare. Perché conosco certi genitori che, presi dall'entusiasmo, tra un anno iscriveranno il figlio al corso di algebra lineare, inglese madrelingua, violino, coding, robotica e yoga. Mancano solo il master in fisica quantistica e il corso accelerato per compilare il 730.
E se vostro figlio a due anni continua a guardarvi in silenzio con aria pensierosa, non preoccupatevi. Forse non è in ritardo. Sta semplicemente aspettando il momento giusto per dirvi che avete sbagliato il risultato della dichiarazione dei redditi.