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domenica 19 luglio 2026

Bogia Nen sotto il sole

Il Bicerin - Il buongiorno del mattino in chiave sabauda




Il Piemonte di questi giorni sembra un'unica grande sagra dell'identità: chi tira di spada, chi tira di fune, chi tira semplicemente a campare fino a sera con la divisa d'epoca addosso e trentacinque gradi all'ombra. Ma tant'è: se c'è una cosa che il piemontese non molla mai, è l'occasione di vestirsi da antenato e ricordare al mondo che qui, di battaglie vinte, se ne intende.


Mentre il resto del Piemonte discuteva se accendere l'aria condizionata fosse un tradimento delle tradizioni sabaude, la città di Susa ai piedi del Moncenisio - ha fatto una cosa molto più sensata: si è vestita da Mille Miglia dell'anno Mille e ha tirato fuori archi, lance e corde per la XXXVIII edizione del Torneo Storico dei Borghi.

Sei borghi — Franchi, Storico, Nobili, Nuovo, Traduerivi e Cappuccini — sfilano per tre giorni e alla fine si affrontano in tiro con l'arco, giostra del Saracino e tiro alla fune, che è poi lo sport che riassume perfettamente la diplomazia sabauda: tutti tirano dalla propria parte, nessuno molla, e alla fine qualcuno finisce comunque nel fango.

 

Il vero colpo di scena stavolta è stato il drappo del Palio 2026: dedicato alla contessa Adelaide, protagonista morale di tutta la faccenda, che porta la firma del Maestro Guglielmo Meltzeid, pittore piemontese che ha girato Parigi, New York e ha collezionato due Biennali di Venezia — insomma uno che di solito appende i quadri dove ci sono i flûte di champagne, non le torce dei borghi. Segno che anche l'arte contemporanea, ogni tanto, si concede una gita fuori porta medievale.


E se pensavate che il weekend segusino fosse l'unico capitolo di storia riscritta a colpi di costumi d'epoca, il Piemonte vi corregge educatamente: oggi, al Colle dell'Assietta, tra Val di Susa e Val Chisone, va in scena la 58ª edizione Battaglia dell'Assietta, che si celebra con la puntualità di un treno regionale — cioè sempre, ogni anno, alla stessa data, dal 1747. Centinaia di figuranti del Gruppo Storico Pietro Micca pronti a ripetere la disfatta dell'esercito francese di Luigi XV per mano dei granatieri sabaudi.


È qui che nasce il "Bogia Nen", dal celebre "nojautri i bogioma nen da sì" — noi non ci muoviamo da qui — pronunciato (si dice) dal Conte di Bricherasio quando gli offrirono la ritirata. Frase che i piemontesi hanno poi applicato con successo anche alle code alla Motorizzazione.




Il bicerin: tre strati, come vuole la ricetta: uno sguardo lucido sull'attualità, una nota amara di realtà, un fondo caldo di umanità. Da leggere piano. Lo trovi ogni mattina prima delle 7:00 e si può seguire anche su: Instagram e Facebook



 

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