Maturità 2026, cosa potrebbe uscire alla prima prova di italiano: tra Deledda, Repubblica e intelligenza artificiale - Torino Plus – News, eventi e approfondimenti su Torino

Post Top Ad

 


Post Top Ad

giovedì 11 giugno 2026

Maturità 2026, cosa potrebbe uscire alla prima prova di italiano: tra Deledda, Repubblica e intelligenza artificiale

 di Claudio Pasqua 



Ogni anno, quando si avvicina la Maturità, l’Italia si divide in due grandi categorie: chi finge di non credere al tototracce e chi lo consulta di nascosto come fosse l’oroscopo prima di un colloquio importante. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo. Prevedere con certezza le tracce della prima prova è impossibile, perché il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha spesso dimostrato una certa abilità nel sorprendere studenti, docenti e commentatori. Tuttavia alcune ricorrenze, alcuni anniversari e alcuni temi di attualità rendono il quadro della Maturità 2026 particolarmente interessante.


La prima prova scritta dell’Esame di Stato 2026 si terrà giovedì 18 giugno. Gli studenti avranno sei ore di tempo per scegliere una delle tracce proposte e svilupparla secondo una delle tre tipologie previste: analisi e interpretazione di un testo letterario italiano, analisi e produzione di un testo argomentativo, oppure riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su temi di attualità.


Il tototracce, dunque, non è una scienza. È piuttosto un esercizio di probabilità culturale: si incrociano anniversari, autori mai usciti o assenti da molto tempo, sensibilità del presente e temi che il mondo della scuola sta già discutendo. E nel 2026 il materiale non manca.


Tipologia A: Grazia Deledda è la grande favorita


Per l’analisi del testo letterario, il nome più forte è senza dubbio quello di Grazia Deledda. Nel 2026 ricorre infatti il centenario del conferimento del Premio Nobel per la Letteratura, ricevuto dalla scrittrice sarda nel 1926. Deledda è una figura perfetta per una traccia di Maturità: è una grande autrice italiana, è stata la prima e unica donna italiana a vincere il Nobel per la Letteratura, è legata a temi ancora attualissimi come il destino individuale, la condizione femminile, il rapporto tra ambiente, tradizione e libertà personale.


In più, non è un’autrice consumata dalle tracce ministeriali. Proprio questo la rende ancora più interessante. La scuola italiana studia molto Manzoni, Leopardi, Pascoli, Verga, Pirandello, Svevo e Montale; Deledda, invece, resta spesso in una zona laterale del programma, come se fosse una presenza importante ma non sempre centrale. Il centenario del Nobel potrebbe essere l’occasione perfetta per riportarla al centro.


Una possibile traccia potrebbe partire da un brano di Canne al vento, il suo romanzo più noto, oppure da un testo capace di mettere in evidenza il conflitto tra destino, colpa, famiglia e desiderio di emancipazione. Sarebbe una scelta letterariamente solida e anche simbolicamente potente: proporre una scrittrice donna, italiana, premio Nobel, in un anno in cui il tema della rappresentanza femminile continua a essere discusso in ogni ambito.


Subito dietro Deledda c’è Luigi Pirandello. Il 2026 segna i novant’anni dalla morte dello scrittore e i cento anni dalla pubblicazione di Uno, nessuno e centomila, romanzo che sembra scritto apposta per il nostro tempo, dominato da identità multiple, immagine pubblica, profili social e rappresentazioni di sé. Pirandello è un autore scolasticamente fortissimo: identità, maschera, crisi dell’io, relativismo, incomunicabilità. Tutti temi che uno studente può collegare facilmente anche al presente.


Non va escluso Gabriele D’Annunzio, assente da molti anni dalle tracce più importanti. È un autore complesso, divisivo, ricco di spunti: estetismo, culto della parola, rapporto tra arte e vita, nazionalismo, costruzione del personaggio pubblico. Tuttavia proprio la sua complessità politica e culturale lo rende meno “comodo” rispetto a Deledda o Pirandello.


Tra gli altri nomi possibili ci sono Eugenio Montale, sempre spendibile per una traccia sulla crisi dell’uomo moderno, Giovanni Pascoli, amatissimo dalla scuola e molto adatto all’analisi stilistica, Giovanni Verga, con il tema dei vinti e del progresso, e Filippo Tommaso Marinetti, di cui nel 2026 ricorrono i 150 anni dalla nascita. Marinetti sarebbe una scelta brillante, soprattutto per parlare di modernità, velocità, tecnologia, rottura con la tradizione. Ma forse proprio per questo più rischiosa: il Futurismo obbliga a maneggiare bene il rapporto tra avanguardia artistica, provocazione e ideologia.


Se si dovesse indicare una classifica di probabilità, Deledda appare oggi la candidata più forte. Pirandello viene subito dopo. Montale, Pascoli e Verga restano sempre possibili. Marinetti sarebbe la sorpresa colta.


Tipologia B: Repubblica, Costituzione e memoria storica


La tipologia B, dedicata all’analisi e produzione di un testo argomentativo, è spesso il terreno delle grandi ricorrenze civili. E il 2026 offre al Ministero un anniversario quasi impossibile da ignorare: gli 80 anni della Repubblica Italiana.


Il 2 giugno 1946 gli italiani scelsero tra monarchia e repubblica e, soprattutto, le donne votarono per la prima volta in una consultazione politica nazionale. È un anniversario enorme, perché tiene insieme democrazia, cittadinanza, suffragio universale, nascita della Repubblica e avvio della stagione costituente. Una traccia su questo tema permetterebbe agli studenti di ragionare non solo sul passato, ma anche sul presente: che cosa significa oggi essere cittadini? Quanto conosciamo davvero la Costituzione? La democrazia è solo una forma istituzionale o anche un’abitudine quotidiana?


Una traccia sugli 80 anni della Repubblica potrebbe partire da un testo storico, da un discorso istituzionale, da un brano sulla partecipazione femminile oppure da una riflessione sul valore del voto. Sarebbe una traccia molto ministeriale, nel senso migliore del termine: seria, civile, adatta a misurare la capacità di collegare storia, educazione civica e attualità.


Un altro tema molto plausibile è Chernobyl. Nel 2026 ricorrono i quarant’anni dal disastro nucleare del 26 aprile 1986. Qui la traccia potrebbe muoversi su più piani: il rapporto tra scienza e responsabilità, il rischio tecnologico, la trasparenza delle istituzioni, l’energia nucleare, l’ambiente, la paura collettiva. Chernobyl non è soltanto un evento storico: è diventato un simbolo del Novecento, una ferita nella fiducia cieca verso il progresso.


Interessante anche l’ipotesi San Francesco d’Assisi, di cui nel 2026 ricorrono gli 800 anni dalla morte. A prima vista potrebbe sembrare una traccia religiosa, ma in realtà San Francesco permette una riflessione molto ampia: il rapporto tra uomo e natura, la povertà, la pace, la fraternità, il linguaggio poetico del Cantico delle Creature, la cura del creato. In un’epoca segnata da crisi ambientale e conflitti, Francesco può diventare una figura sorprendentemente contemporanea.


Più delicata, ma non impossibile, una traccia sull’11 settembre 2001, a 25 anni dagli attentati. Sarebbe un tema storico e geopolitico di grande portata: terrorismo, sicurezza, libertà, guerre, Medio Oriente, rapporto tra Occidente e mondo islamico, trauma mediatico globale. Il rischio, però, è che molti studenti lo conoscano più per immagini e frammenti che per reale comprensione storica. Proprio per questo il Ministero potrebbe scegliere un documento molto guidato, capace di orientare la riflessione senza trasformarla in un tema generico sulla paura.


Tipologia C: intelligenza artificiale, giovani e mondo che cambia


Se la tipologia A guarda alla letteratura e la B alla capacità argomentativa su documenti, la tipologia C è il luogo dove l’attualità entra più direttamente nell’Esame di Stato. E qui il tema più forte per il 2026 è senza dubbio l’intelligenza artificiale.


L’IA è ormai entrata nella scuola, nel lavoro, nella comunicazione, nell’informazione e persino nel modo in cui gli studenti studiano. Sarebbe quasi sorprendente se non comparisse almeno indirettamente. Una traccia potrebbe chiedere di riflettere sul rapporto tra giovani e intelligenza artificiale: opportunità, rischi, dipendenza dagli strumenti digitali, capacità critica, creatività, plagio, nuove competenze. Oppure potrebbe concentrarsi su deepfake, disinformazione e crisi della fiducia nelle immagini e nelle notizie.


Il punto interessante non sarebbe chiedere agli studenti se l’IA sia “buona” o “cattiva”, domanda abbastanza inutile, ma se siamo culturalmente preparati a usarla. L’intelligenza artificiale non sostituisce automaticamente il pensiero umano, ma può indebolirlo se viene usata come scorciatoia permanente. Allo stesso tempo, può diventare un potente strumento di inclusione, ricerca, scrittura, traduzione e creatività. Il vero tema, dunque, non è la macchina: è l’educazione alla macchina.


Molto probabile anche una traccia sul disagio giovanile. Ansia, salute mentale, pressione scolastica, confronto continuo sui social, paura del futuro, solitudine e fragilità emotiva sono ormai temi centrali del dibattito pubblico. La Maturità, in fondo, è proprio il rito di passaggio tra adolescenza e vita adulta: proporre una riflessione sul benessere psicologico dei giovani avrebbe un forte valore simbolico.


Collegato a questo c’è il tema della crisi climatica e dell’eco-ansia. Le nuove generazioni sono cresciute sentendo parlare di emergenza ambientale, eventi estremi, transizione ecologica e responsabilità individuale. Una traccia potrebbe chiedere di riflettere non solo sulla crisi climatica in sé, ma sul modo in cui essa modifica l’immaginario dei giovani: futuro, lavoro, consumi, fiducia nella politica, rapporto con la scienza.


Resta poi sempre possibile una traccia su guerra e pace, anche alla luce dei conflitti in corso. Qui l’aggancio naturale sarebbe l’articolo 11 della Costituzione, con il celebre principio secondo cui l’Italia ripudia la guerra. Una traccia del genere permetterebbe di unire attualità, educazione civica, storia repubblicana e geopolitica. Sarebbe anche coerente con l’anniversario degli 80 anni della Repubblica.


Infine, non va escluso il tema delle migrazioni e dell’identità, ormai stabilmente presente nel dibattito europeo. È un argomento complesso, che può essere affrontato dal punto di vista demografico, culturale, economico, umanitario e politico. Proprio per la sua delicatezza, però, il Ministero potrebbe preferire una formulazione ampia, evitando una traccia troppo esposta alla polemica del momento.


Le tracce più plausibili


Volendo tirare le somme, la previsione più ragionevole è questa: per la tipologia A, Grazia Deledda è la candidata più forte, con Pirandello subito dietro. Per la tipologia B, l’ipotesi più solida è quella degli 80 anni della Repubblica Italiana, eventualmente collegati al voto alle donne, alla Costituzione e alla cittadinanza. Per la tipologia C, il tema più probabile è l’intelligenza artificiale, soprattutto nel rapporto con giovani, scuola, lavoro e informazione.


Naturalmente il Ministero potrebbe sorprendere tutti. Potrebbe scegliere un autore meno citato, un documento inatteso, una questione laterale ma significativa. È già accaduto. Il tototracce, del resto, funziona come il meteo di montagna: utile per orientarsi, pericoloso se lo si prende come una profezia.


Il consiglio migliore per gli studenti non è imparare a memoria dieci temi preconfezionati, ma preparare collegamenti intelligenti. Deledda può dialogare con la condizione femminile, Pirandello con l’identità digitale, Chernobyl con la responsabilità scientifica, San Francesco con l’ambiente, la Repubblica con la cittadinanza, l’IA con il futuro del lavoro e della conoscenza.


La prima prova non premia chi indovina l’argomento. Premia chi sa leggere, capire, argomentare e scrivere con ordine. Il vero segreto, quindi, non è sapere in anticipo che cosa uscirà. È arrivare al 18 giugno con una testa allenata, qualche idea forte e la capacità di non farsi prendere dal panico davanti al foglio bianco. Che, da sempre, resta la traccia più difficile.

---------------------------------

Fonti principali consultate: pagina ufficiale MIM sull’Esame 2026 e quadro della prima prova; Quirinale e Regione Sardegna sul centenario del Nobel a Grazia Deledda; Camera per gli 80 anni di Repubblica, Assemblea Costituente e primo voto delle donne; IAEA e ONU per Chernobyl; portale ufficiale delle celebrazioni francescane; Treccani e Ministero dell’Interno per l’11 settembre; principali portali scuola per il confronto sulle ipotesi di tototracce. 

Post Top Ad