Ovvero: come il più furbo d'Europa venne fregato da una vedovella francese.
- Il buongiorno del mattino in chiave sabauda
| Jeanne Baptiste d'Albert, contessa di Verrua, è stata una nobildonna francese e amante ufficiale di Vittorio Amedeo II di Savoia |
Torino è città magica: lo sappiamo, lo raccontiamo ai turisti con aria compunta e, diciamolo, ci abbiamo costruito sopra una piccola ma redditizia industria. Da secoli entriamo in una residenza sabauda, sentiamo un brivido lungo la schiena e, con quel tipico understatement subalpino, invece di dare la colpa agli spifferi preferiamo attribuirlo all’aldilà. Fa più scena. E costa meno di una manutenzione.
Poi arrivano gli scienziati guastafeste e smontano il mistero. E ci spiegano che quello che crediamo sia la presenza di un fantasma potrebbe semplicemente essere il rumore impercettibile di una tubatura che vibra. Alla MacEwan University, a Edmonton, i ricercatori hanno condotto uno studio. Hanno fatto ascoltare dei subwoofer che emettevano onde sonore a 18 hertz, una frequenza così bassa da non poter essere percepita dall’orecchio umano.
Il risultato è stato sorprendente: senza sapere perché, i partecipanti esposti a queste onde hanno mostrato livelli più alti di cortisolo (l’ormone dello stress), maggiore irritabilità, cattivo umore e la sensazione inquietante che ci fosse qualcosa di strano nell’ambiente.
Alla Reggia di Venaria il protagonista dell’aldilà sarebbe Vittorio Amedeo II, primo re sabaudo, nato nel 1666, detto il Volpone — per aver ingannato il Re di Francia e perfino il Papa. Al tramonto apparirebbe su un cavallo bianco evanescente, avvolto da un intenso profumo di bergamotto. La leggenda vuole che alcuni soldati, sorpresi a imbrattare la Chiesa di Sant'Uberto, abbiano smesso all’istante. Anche i vandali, davanti a un re defunto, sanno quando è il caso di non fare gli spiritosi.
Di questa straordinaria vicenda racconto ne Il Volpone e la Verrua, incluso nell’antologia Historica – Racconti dal Piemonte.
Morale della favola: quel raffinato profumo di bergamotto era, con ogni probabilità, per i ricercatori canadesi, la caldaia che vibra. Coincidenze? Io non credo.
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