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lunedì 4 maggio 2026

Il Diavolo veste Bezos

Il Bicerin di Claudio Pasqua
Il buongiorno del mattino in chiave sabauda 




A New York hanno appena consumato il Met Gala, che sarebbe — per chi avesse trascorso gli ultimi vent'anni a contemplare il Po dal Valentino — la sagra sul sagrato hollywoodiano dei gradini del Metropolitan Museum, primo lunedì di maggio, biglietto d'ingresso centomila dollari, tavolo da otto trecentocinquantamila.

Tema dell'edizione: Fashion is Art  (la moda è arte) formula che lascia margini interpretativi piuttosto generosi a chi voglia presentarsi vestito da lampadario. Sponsor principali: Jeff Bezos e signora, Lauren Sánchez. Dieci milioni di dollari, dicono. 


Il problema, perché un problema c'è sempre, è che mezzo gotha hollywoodiano ha educatamente disertato. Meryl Streep — che proprio in questi giorni esce nelle sale con Il Diavolo Veste Prada 2, pellicola la cui prima scena la mostra, beata ironia, mentre arriva al Met Gala — ha declinato l'invito a co-condurre la serata. Anche Zendaya, regina indiscussa delle ultime sette edizioni, si prende un anno sabbatico per "stanchezza" — e la stanchezza, in certi casi, è un'arte raffinata quanto la finanza creativa.


A non presentarsi è anche il neosindaco Zohran Mamdani, che rompe una tradizione consolidata da Bloomberg ad Adams. Motivo dichiarato: lavorare sulla affordability della città, ovvero l'arte di rendere New York accessibile a chi non spende centomila dollari per un antipasto.  


Nel frattempo, manifesti di boicottaggio sull'Upper East Side, bottiglie di liquido giallo deposte sui gradini del museo (sui dettagli passeremo, per dovere di cronaca e di buongusto), e OpenAI, Meta e Snapchat che compravano tavoli mentre Mark Zuckerberg confermava la presenza. 


Pare che i nuovi Savoia d’oltreoceano abbiano appena scoperto, sotto i riflettori e con un certo dispendio di mezzi, ciò che in queste latitudini si era già intuito ai tempi in cui la capitale fece le valigie: il prestigio non si acquista, men che meno a rate e in valuta straniera. O si eredita, o si coltiva con pazienza, oppure — soluzione di gran lunga più elegante — si lascia intendere di poterne fare serenamente a meno.


È, quest’ultima, la via più sabauda: sobria, allusiva e lievemente ironica. Nonché la più ardua da replicare, perché richiede un’arte sottile — quella di non sembrare mai, neppure per sbaglio, impegnati a sembrare qualcosa.


Il caffè è ancora caldo. Buon martedì.




Il bicerin: tre strati, come vuole la ricetta: uno sguardo lucido sull'attualità, una nota amara di realtà, un fondo caldo di umanità. Da leggere piano. Lo trovi ogni mattina prima delle 7:00 e si può seguire anche su: Instagram e Facebook




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