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martedì 28 aprile 2026

All'Ostu, il Piemonte è ancora di casa

In via Cristoforo Colombo, nel cuore della Crocetta, sopravvive un tempio della trattoria autentica: prodotti del territorio, una cantina da 7.000 bottiglie e un servizio che sa ancora raccontare.

A cura di Giovanni Firera




Ci sono luoghi che resistono al tempo non per ostinazione, ma per vocazione. La trattoria Ostu, in via Cristoforo Colombo 63, nel quartiere Crocetta di Torino, è uno di questi. Quarantacinque anni di storia alle spalle, trentacinque dei quali vissuti in prima persona da Alfio Minio, il patron che con semplicità e orgoglio custodisce una delle cucine più genuine e oneste della città.


Quello che colpisce, entrando all'Ostu, non è l'arredamento né l'insegna: è l'aria che si respira. Un'aria di autenticità, di cose fatte come si deve, senza scorciatoie. La sala è vissuta nel senso migliore del termine, le foto appese alle pareti raccontano decenni di frequentatori affezionati — attori, personaggi della Torino bene, gente comune — tutti accomunati dalla stessa attrazione: la cucina piemontese nella sua forma più pura.


Il menu dell'Ostu non è un libro di tendenze gastronomiche, è un atto di fedeltà. Si mangia ciò che la terra piemontese produce, nei modi in cui da sempre viene cucinato. Gli agnolotti al succo d'arrosto — preparati ancora a mano, con la sfoglia tirata come vuole la tradizione — sono un punto fermo, tanto a pranzo quanto alla carta della sera. La carne cruda, battuta al coltello e condita con parsimonia perché l'ingrediente parli da solo, è un altro must assoluto.

Poi ci sono i bolliti, i brasati, e il tartufo quando la stagione lo consente: ingredienti che arrivano da pochi chilometri, selezionati con la cura di chi conosce i propri fornitori da una vita. Non c'è spazio per l'improvvisazione né per il compromesso. Ogni piatto è il risultato di una scelta precisa: privilegiare la qualità della materia prima rispetto a qualsiasi effetto estetico o moda passeggera.

"Così era, così è e così sarà."



LA CANTINA: UN PATRIMONIO DA 7.000 BOTTIGLIE


Scendere nella cantina dell'Ostu è un'esperienza a sé. Sette mila bottiglie disposte con metodo e passione, in uno spazio che pochi ristoranti torinesi possono vantare. Il cuore della selezione è naturalmente piemontese: Barolo e Barbaresco dominano la scena, espressioni di Langhe provenienti da produttori storici e da piccole realtà artigianali, bottiglie di annate importanti custodite con la cura che meritano.

Non mancano incursioni in Sicilia e in Trentino, ma la bussola punta invariabilmente verso le colline di Langa. Il vino all'Ostu non è un accessorio della cena: è parte integrante del racconto gastronomico, un filo rosso — e talvolta rubino, granato, ambrato — che lega ogni portata alla sua terra d'origine. Anche Claudio Bisio, ospite affezionato, come Riccardo Scamarcio, aneddoti che si accumulano, stagione dopo stagione, a testimonianza di un luogo che sa farsi ricordare.




Minio ha costruito una doppia brigata di sala — una per il pranzo, una per la sera — composta in gran parte da studenti che affiancano i sette collaboratori fissi. Una scelta organizzativa che garantisce continuità ma soprattutto un servizio attento, capace di adattarsi ai ritmi diversi dei due momenti della giornata: il pranzo più veloce, pensato per gli uffici del quartiere, la sera più distesa e narrativa.

Ciò che distingue il personale dell'Ostu non è la formalità, ma la competenza gentile. I collaboratori conoscono i piatti, sanno spiegare come vengono preparati, da dove vengono gli ingredienti, quale vino abbinare. Non è raro che una cena si trasformi in una piccola lezione di cultura gastronomica piemontese, condotta con naturalezza e senza pedanteria. È questo il valore aggiunto di una trattoria che ha scelto le persone con la stessa cura con cui sceglie i propri prodotti.

45 ANNI DI ATTIVITÀ · DAL CUORE DI TORINO 


L'Ostu non insegue le classifiche né i riconoscimenti delle guide. La sua reputazione si costruisce un tavolo alla volta, un agnolotto alla volta, una bottiglia alla volta. In un'epoca in cui la ristorazione si reinventa continuamente alla ricerca di novità, questo locale della Crocetta sceglie deliberatamente la strada opposta: restare fedele a ciò che è sempre stato, con la consapevolezza tranquilla di chi sa di fare una cosa bella e la fa bene.

Torino ha molti ristoranti. Ne ha pochi come l’Ostu.

All'Ostu
Via Cristoforo Colombo 63
Zona Crocetta — Torino




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