| Erminio Macario |
C’è un modo semplice per capire se una persona è davvero del Piemonte: basta ascoltarla parlare 30 secondi. Tra intercalari, espressioni intraducibili e frasi che per il resto d’Italia suonano misteriose, il lessico piemontese – e in particolare quello torinese – è un piccolo patrimonio culturale fatto di ironia, pragmatismo e understatement. Non serve parlare fluentemente il dialetto: spesso basta infilare un “va bin”, un “cerea” o un “boja fauss” al momento giusto per essere riconosciuti all’istante. Molte di queste espressioni sono diffuse soprattutto a Torino, altre in tutta la regione, ma tutte raccontano lo stesso carattere: concreto, riservato, spiritoso e mai sopra le righe.
Ecco allora 30 modi di dire che fanno di te un vero piemontese.
1. Cerea
Più che un saluto, è un’istituzione. Si usa per dire ciao, buongiorno, arrivederci. È elegante, semplice e immediatamente riconoscibile.
2. Va bin
Traduzione letterale: va bene. Ma detto così ha tutto un altro suono: più morbido, più quotidiano, più piemontese.
3. Boja fauss!
L’esclamazione simbolo del Piemonte. Si usa per stupore, irritazione, sorpresa o esasperazione. Un jolly linguistico perfetto.
4. "Cum al'è?" oppure "Com a va?".
È un'espressione tipica usata per chiedere come stai, spesso abbreviata nel parlato quotidiano. Una risposta classica e molto usata è "Soma sì", che significa letteralmente "Siamo qui" (inteso come "siamo ancora qui", "si va avanti"). Oppure: Va bin: Va bene/tutto bene.
5. Hai voglia di…?
Non indica un desiderio, ma una richiesta. “Hai voglia di chiudere la finestra?” significa: per favore, chiudila.
6. Merenda Sinoira
7. Solo più
Una costruzione amatissima in Piemonte. “C’è solo più pane” significa che ne resta soltanto un po’.
8. Facciamo che andare
Perché dire “andiamo” quando puoi complicarlo con stile? Una perifrasi amatissima, lenta e teatrale.
9. Neh
Intercalare finale universale. Può significare vero?, capito?, dai!, ascolta. Dipende dal tono.
10. Piciu
Parola celebre e colorita per indicare uno sciocco, uno sprovveduto o chi ha fatto una sciocchezza. Spesso detta con affetto. Esempio: Bravo piciu!
11. Tagliare scuola
In molte zone d’Italia si bigia o si marina. A Torino si taglia. Oggi spesso si dice anche “balzare”.
12. Ciapapuer (o ciapa puer)
È un termine che significa letteralmente "acchiappapolvere". Viene utilizzato per definire soprammobili, suppellettili o oggetti inutili o superflui la cui unica funzione è quella di impolverarsi.
13. Trovare da dire
Espressione perfetta per indicare chi critica sempre qualcosa. “Ha sempre da trovare da dire.”
14. Fare una tampa
Fare una figuraccia memorabile. Termine irresistibile del lessico locale.
15. Soma bin ciapà!
Tradotto letteralmente in italiano significa “siamo messi bene”, ma in realtà vuol dire tutto il contrario: ironicamente, in realtà, è un modo per dire che le cose si sono messe male. Quando qualcuno ha il raffreddore e startutisce o tossisce in pubblico gli si dice: "A Sés bin ciapà"!
16. Pepia
Parola storica per descrivere una persona anziana e brontolona. Affettuosa solo in certi casi.
17. Cicles
In Piemonte le gomme da masticare spesso restano “cicles”, eco di antiche abitudini linguistiche.
18. Toret
Il celebre “toretto”, la fontanella verde di Torino con testa di toro. Se dici “ci vediamo al toret”, sei localissimo.
19. "Fuma c'anduma" (o Fuma ch'anduma)
Significa "facciamo che andiamo" o "dai, andiamo!". È un incitamento a muoversi, spostarsi o partire, spesso usato tra amici o per concludere qualcosa.
20. Ramblè
Vecchio termine per il tram. Suona già come una cartolina d’epoca torinese.
21. Parlapà!
“Non parlare, non mi dire!” Parlapà, termine che viene utilizzato per definire una espressione di stupore compiaciuto.
22. Gavte la nata!
23. "Sarà meij!"
24. Par paghè e mori j’è sempar temp
Per pagare e morire c’è sempre tempo. Ironia piemontese applicata ai doveri inevitabili.
25. Fé na figura da cicolaté!
Fare una "figura da cioccolataio", ovvero fare una pessima figura o comportarsi in modo ridicolo
26. "Pisa pi curt" (o pisa pi cuurt)
27. Le bele fomne a l’an sempre rason
Le belle donne hanno sempre ragione. Galanteria popolare in salsa piemontese.
28. Esageruma Nen
Letteralmente: "non esageriamo". Norberto Bobbio sosteneva a ragione che fosse il motto da scrivere sulla bandiera del Piemonte. Un piemontese doc non ostenta mai.
29. Cicinin
Un pochino / Un goccio. Detto quando qualcuno ti offre una tazza di caffé o di grappa.
È un termine ampiamente diffuso in Piemonte che significa stupido, scemo, bizzarro o stravagante. Descrive una persona poco intelligente, un po' folle o che compie azioni senza senso, spesso usato in modo scherzoso o leggermente offensivo, reso popolare a livello nazionale da Luciana Littizzetto
Dietro queste espressioni c’è molto più di un dialetto. C’è un modo di stare al mondo fatto di discrezione, sarcasmo elegante e concretezza. Il piemontese raramente alza la voce, ma sa colpire con una battuta perfetta. E se mentre leggi ti è venuto spontaneo dire “boja fauss, è vero”, allora la diagnosi è chiara: un po’ piemontese lo sei anche tu.