È ufficiale la vendita del gruppo Gedi: è stato raggiunto l’accordo tra Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, e il gruppo greco Antenna. La notizia emerge da una comunicazione interna firmata dal presidente di Gedi, Paolo Ceretti, diffusa ai giornalisti del gruppo e anticipata dal Sole 24 Ore.
Nel messaggio si comunica che è stata completata la cessione del 100% di Gedi ad Antenna e che il passaggio di proprietà è già operativo, dopo una trattativa lunga e complessa. Con questa operazione cambiano proprietario diverse realtà importanti del gruppo: il quotidiano la Repubblica, le emittenti Radio Deejay, Radio Capital e m2o, oltre a HuffPost Italia, National Geographic Italia, Limes e la concessionaria pubblicitaria Manzoni.
Secondo quanto dichiarato da Ceretti, l’ingresso nel gruppo Antenna dovrebbe aprire nuove opportunità per Gedi e per tutte le sue attività. La scelta dell’acquirente, spiega la comunicazione, è stata guidata dall’obiettivo di garantire uno sviluppo stabile nel tempo e accelerare la trasformazione digitale del gruppo. Antenna, infatti, è una realtà industriale con i media come attività principale e con una presenza internazionale articolata, che potrebbe consentire a Gedi di ampliare il raggio delle proprie operazioni e rafforzare la sostenibilità economica, mantenendo al tempo stesso l’indipendenza editoriale storica delle testate.
Nel frattempo, come previsto dagli accordi già firmati, nei prossimi mesi La Stampa uscirà dal perimetro di Gedi per entrare nel gruppo SAE, una società italiana in espansione che punta a valorizzare la storia del giornale e a rafforzare il legame con i lettori e il territorio, anche attraverso l’eventuale ingresso nel capitale di istituzioni e imprese del nord-ovest con quote di minoranza.
La comunicazione si conclude con i ringraziamenti del Consiglio di amministrazione, che si è dimesso in attesa che il nuovo proprietario, Antenna, nomini i nuovi amministratori.
Con la vendita al gruppo greco si conclude quindi una lunga fase caratterizzata da smentite, negoziazioni, preoccupazioni politiche e tensioni interne alle redazioni. La cessione di Repubblica rappresenta l’ultimo passaggio di un progressivo ridimensionamento del gruppo Gedi, già anticipato dall’accordo separato per La Stampa.
Per comprendere l’importanza dell’operazione occorre tornare al dicembre 2019, quando Exor acquistò da CIR il 43,78% di Gedi per 102,5 milioni di euro, lanciando poi un’opa e assumendo il controllo della società. L’obiettivo era creare un grande polo dell’informazione italiana, riunendo Repubblica, La Stampa, radio, piattaforme digitali e pubblicità sotto un’unica direzione. Sei anni dopo, però, il bilancio è diverso: Gedi resta un marchio rilevante nel panorama mediatico, ma per Exor è diventato un asset secondario rispetto ad altri investimenti, mentre il settore editoriale ha continuato a soffrire difficoltà strutturali.
I contatti con Antenna non sono recenti. Già nel dicembre 2025 Exor aveva confermato trattative in esclusiva con il gruppo greco, dopo mesi di indiscrezioni e manifestazioni di interesse da parte di altri potenziali acquirenti. Da quel momento la vicenda ha assunto anche una dimensione politica e sindacale. Il governo, attraverso il sottosegretario Alberto Barachini, aveva chiesto garanzie sul pluralismo e sui livelli occupazionali, mentre i comitati di redazione di Repubblica e La Stampa avevano espresso preoccupazioni sulla trasparenza della trattativa e sull’indipendenza editoriale.
Nel frattempo, i negoziati si sono protratti oltre la scadenza iniziale fissata a gennaio, con rinvii e ulteriori trattative, fino alla conclusione definitiva di marzo. Il gruppo Antenna, riconducibile alla famiglia Kyriakou e guidato da Theodore Kyriakou, è uno dei principali operatori mediatici in Grecia, e la sua acquisizione segna l’avvio di una nuova fase per Gedi.
Alla comunicazione interna è seguito anche un comunicato ufficiale dell’azienda, in cui si annuncia che, una volta completata l’operazione, Mirja Cartia d’Asero assumerà il ruolo di amministratore delegato del gruppo Gedi. Manager con esperienza nei settori dei media e della finanza, lavorerà insieme al management per sostenere la crescita e l’internazionalizzazione del gruppo.
Allo stesso tempo, Mario Orfeo continuerà a dirigere la Repubblica, ruolo che ricopre dal 2024, assicurando continuità editoriale e gestionale. Anche Linus resterà alla guida delle attività radiofoniche del gruppo, garantendo stabilità nelle principali aree operative.