Metropolitana Linea 2: lo studio olandese UNStudio si aggiudica il progetto di architettura e design - TORINO +

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venerdì 6 febbraio 2026

Metropolitana Linea 2: lo studio olandese UNStudio si aggiudica il progetto di architettura e design

Lo studio olandese si aggiudica il concorso internazionale per il progetto che ridisegnerà architettura e identità della Linea 2 della metropolitana di Torino.


La vittoria di UNStudio, guidato da Ben Van Berkel, al concorso internazionale di idee per la Linea 2 della metropolitana di Torino segna un passaggio cruciale nella trasformazione dell’infrastruttura in architettura urbana. Non si tratta semplicemente di progettare stazioni, ma di costruire un sistema coerente di spazi, materiali e segni capaci di dialogare con la città e con la sua storia, reinterpretandola in chiave contemporanea.


Accesso Metro da porticato Palazzo Carignano


In una competizione di altissimo profilo, che ha visto confrontarsi studi come Zaha Hadid Architects e Kengo Kuma, la proposta di UNStudio è stata premiata per la qualità architettonica complessiva, la chiarezza del linguaggio progettuale e l’attenzione al rapporto tra infrastruttura, spazio pubblico e percezione dell’utente. Sotto la presidenza di Dominique Perrault, la giuria ha riconosciuto nel progetto un equilibrio raro tra forza concettuale e concretezza costruttiva.


Un’identità architettonica unitaria e modulare

Il cuore del progetto risiede nella definizione di un’identità architettonica continua lungo l’intera linea. Le stazioni sono concepite come elementi modulari e flessibili, capaci di adattarsi ai diversi contesti – dal parco lineare dell’ex Trincerone ferroviario al tessuto denso del centro storico – senza perdere coerenza formale.


livello atrio


L’ispirazione ai portici torinesi non è un semplice richiamo iconografico, ma diventa un principio spaziale: sequenze ritmiche di arcate, strutture leggere e pensiline espandibili costruiscono percorsi protetti e riconoscibili, trasformando l’accesso alla metropolitana in un’esperienza urbana familiare. La stazione non è più un oggetto isolato, ma un frammento di città che prolunga lo spazio pubblico e ne rafforza la continuità.


Le stazioni fuori terra: padiglioni nel paesaggio

Nel tratto nord, lungo il nuovo parco lineare, le stazioni fuori terra sono pensate come padiglioni immersi nel verde. La scelta architettonica privilegia leggerezza, permeabilità e trasparenza: volumi laterali più tecnici ospitano le funzioni di servizio, mentre il padiglione centrale diventa uno spazio civico aperto, attraversabile, quasi una piazza coperta.


ingresso


Qui l’infrastruttura si fa architettura pubblica, capace di accogliere non solo i flussi dei passeggeri ma anche la vita quotidiana del quartiere. Il passaggio dall’arco al telaio strutturale racconta visivamente la transizione tra memoria storica e linguaggio contemporaneo, rendendo la stazione un segno riconoscibile nel paesaggio urbano.


Le stazioni interrate: luce, materia e orientamento

Nel sottosuolo, il progetto lavora sulla percezione e sull’esperienza sensoriale. L’accesso alle banchine diventa il momento in cui l’identità della stazione si rivela pienamente: superfici, colori e pattern sono calibrati in relazione al contesto culturale circostante, creando una narrazione spaziale che accompagna il viaggiatore.





La luce gioca un ruolo centrale. In corrispondenza delle scale e degli ascensori, elementi luminosi sospesi – reinterpretazione contemporanea dei lampadari storici – guidano il movimento e integrano illuminazione e comfort acustico. In banchina, l’illuminazione indiretta costruisce un’atmosfera calma e raccolta, riducendo lo stress visivo e migliorando la qualità dell’attesa.


Materiali come linguaggio architettonico

La scelta dei materiali è parte integrante del progetto architettonico. Alluminio, vetro e acciaio dialogano con ceramica, terrazzo e pietre locali come porfido e Luserna, componendo un lessico materico che unisce innovazione e tradizione. Ogni materiale è selezionato non solo per il suo valore estetico, ma per durabilità, manutenzione, prestazioni acustiche e sostenibilità.



Questa attenzione trasforma la metropolitana in un’infrastruttura longeva e responsabile, capace di mantenere nel tempo qualità spaziale e identità. La Linea 2 diventa così un progetto urbano a tutti gli effetti: non solo un sistema di trasporto, ma un dispositivo architettonico che contribuisce a ridefinire l’immagine contemporanea di Torino, ricucendo parti di città e costruendo nuove centralità riconoscibili.




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