L’amore a tavola: San Valentino da Moreno Di Piero - TORINO +

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giovedì 12 febbraio 2026

L’amore a tavola: San Valentino da Moreno Di Piero

di Piero Luigi Carcerano 

C’è un equivoco romantico che ci portiamo dietro da secoli: pensiamo che l’amore sia soprattutto parole. In realtà, l’amore è spesso una logistica perfetta e silenziosa: attenzione, ritmo, ascolto, cura. È un “ti ho visto” detto senza proclami.  E a San Valentino questa verità diventa quasi fisica, perché l’amore – per una sera almeno – passa dalla tavola, dal modo in cui ti siedi, dal tempo che finalmente rallenta, da un gesto che non chiede nulla in cambio. 

Moreno

Nel ristorante di Moreno Grossi, a Torino, succede una cosa rara: il cibo non è un’ostentazione, è un linguaggio. Non nasce per restare in posa, ma per sparire nel modo giusto: diventare corpo, memoria, racconto condiviso. Qui l’opera non è la foto del piatto, è l’esperienza. E l’esperienza, quando è fatta bene, non ti mette sotto esame: ti accompagna. In un’epoca in cui spesso la cucina pretende di essere decifrata – come un rebus con la salsa – Moreno va nella direzione opposta: i piatti sono leggibili e profondi, intensi senza essere criptici.  Non chiedono teoria. Chiedono disponibilità. E soprattutto rispettano il tempo di chi è seduto: che sia un anniversario, una prima uscita, una riconciliazione, una dichiarazione timida o un “proviamoci ancora”, la tavola torna a essere un luogo civile, dove due persone si parlano davvero. 

Il talento più singolare di Moreno non è solo la tecnica, alta e discreta, ma la capacità di leggere un tavolo. Capire se quella sera serve un piatto che rassicuri, che abbracci, o se si può osare un contrasto più netto, una leggerezza diversa dal previsto. 

La creatività, da lui, non comincia dal frigorifero: comincia dalla porta, quando gli ospiti entrano. È una regia gentile, mai spettacolare, che non cerca l’effetto speciale ma la precisione emotiva. Perché una coppia, in fondo, non ha bisogno di fuochi d’artificio: ha bisogno di un luogo dove abbassare le difese. A San Valentino, questo fa tutta la differenza. In un locale raccolto, dove ogni dettaglio lavora per farti sentire a tuo agio, la cena diventa una piccola tregua dal rumore del mondo. Il servizio ha la calma di chi sa stare al proprio posto; il ritmo è pensato; la sensazione è che ogni gesto sia rivolto a te, non a un format. 

E poi c’è quella frase che riassume la sua idea di ristorazione come cura: l’eredità che vorrebbe lasciare non è “si mangiava alla moda”, ma “lì ci si sentiva visti”. Se ci pensi, è una definizione quasi perfetta dell’amore. Perché l’amore non è solo scegliere qualcuno: è continuare a vederlo. San Valentino non è la sera perfetta. È la sera in cui provi a esserlo un po’ di più. E a volte basta una tavola che ascolta. Se vuoi regalarti – o regalare – una cena che non punta allo stupore, ma alla verità, Moreno Grossi ti aspetta nel suo ristorante in corso Raffaello: perché certe sere non si ricordano per quello che hai fotografato, ma per come ti sei sentito.

MORENO 
Corso Raffaello 5, 10125  - Torino 
www.morenoristorante.com



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