Il Giorno del Ricordo a Bussoleno: memoria, storia e identità nel racconto di Grazia Del Treppo - TORINO +

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sabato 28 febbraio 2026

Il Giorno del Ricordo a Bussoleno: memoria, storia e identità nel racconto di Grazia Del Treppo

di Claudio Pasqua

Nel cuore della Val di Susa, la comunità di Bussoleno ha vissuto un momento di intensa riflessione storica e civile in occasione del Giorno del Ricordo, la ricorrenza nazionale dedicata alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata.

L’Amministrazione Comunale di Bussoleno, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Valsusa e con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – Comitato di Torino e provincia, ha promosso presso Casa Aschieri la presentazione del libro Fogolèr di Grazia Del Treppo. L’iniziativa ha richiamato un pubblico numeroso e attento, trasformando l’incontro in un autentico momento di memoria condivisa.




Protagonista della serata è stata l’autrice Grazia Del Treppo, testimone diretta dell’esodo istriano, affiancata da Antonio Vatta, esule di Zara e Presidente del Comitato torinese e provinciale dell’ANVGD. Il dialogo è stato coordinato da Dario Prodan, divulgatore della cultura istriana e figlio di esuli, capace di guidare il pubblico attraverso una narrazione equilibrata tra storia, emozione e riflessione.





La serata è stata arricchita dalla presenza delle istituzioni regionali e locali: l’Assessore Regionale Enrico Bussalino, il Consigliere Regionale Alessandra Binzoni, il Sindaco di Bussoleno Antonella Zoggia, il Vicesindaco Emilia Guerra, gli Assessori Dario Giuseppe Rosso e Cinzia Tolotti e i Consiglieri di maggioranza Antonella Arianos, Cinzia Cevrero e Antonella Peirolo.

Hanno inoltre partecipato rappresentanti dell’Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna – Nucleo Val Susa, realtà del volontariato ETS e numerose associazioni sociali e culturali del territorio. La presenza corale delle istituzioni e della cittadinanza ha conferito all’evento un significato che è andato ben oltre la semplice presentazione letteraria.

Foibe ed esodo istriano: il contesto storico

Il Giorno del Ricordo nasce per mantenere viva la memoria delle violenze avvenute nelle regioni dell’Adriatico orientale alla fine della Seconda guerra mondiale. Dopo il conflitto, Istria, Fiume e Dalmazia passarono sotto il controllo della Jugoslavia guidata da Josip Broz Tito, dando origine a profondi cambiamenti politici e sociali.

In quel contesto maturarono persecuzioni, arresti e sparizioni che colpirono migliaia di persone. Le foibe, cavità naturali del Carso utilizzate come luoghi di esecuzione e occultamento dei corpi, divennero il simbolo più drammatico di quel periodo.

Parallelamente si sviluppò l’esodo giuliano-dalmata: centinaia di migliaia di italiani lasciarono le proprie case, spesso sotto pressione politica o per timore di repressioni. Intere comunità abbandonarono città e villaggi dove vivevano da generazioni, portando con sé solo pochi effetti personali e un patrimonio culturale destinato a sopravvivere lontano dalla terra d’origine.

È proprio dentro questo scenario storico che prende forma la testimonianza narrata da Grazia Del Treppo.


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La voce della memoria: il racconto di Grazia Del Treppo

Durante l’incontro, Grazia Del Treppo ha condiviso con il pubblico alcuni passaggi della propria esperienza personale. Il suo racconto riporta agli inizi degli anni Cinquanta, quando la famiglia Del Treppo fu costretta a lasciare Canfanaro, in Istria, nel febbraio del 1951.

Attraverso gli occhi di una bambina di nove anni, l’autrice descrive il momento della partenza come una frattura emotiva profonda. Il treno che attende alla stazione diventa simbolo dell’abbandono improvviso della propria casa, degli amici, della lingua quotidiana e della sicurezza familiare.

Nel racconto emergono arresti improvvisi, tensioni politiche, paura e incertezza. Ma accanto al dolore compare anche la forza della memoria domestica: il fogolèr, il focolare, diventa metafora della continuità familiare.

Il fuoco del focolare rappresenta ciò che resiste alla perdita: le tradizioni, i racconti tramandati, i profumi della cucina, le voci dei bambini. Con pazienza e sensibilità, Grazia Del Treppo ricompone le tessere di una vicenda collettiva che ha segnato la vita di migliaia di esuli istriani.


Casa Aschieri come simbolo del “fogolèr”

Il Sindaco Antonella Zoggia ha sottolineato il valore simbolico della scelta di Casa Aschieri come sede dell’evento. L’edificio storico, con la sua atmosfera raccolta, ha permesso di ricreare idealmente proprio quel focolare domestico evocato dal titolo del libro.

Secondo il primo cittadino, il fogolèr non rappresenta soltanto uno spazio fisico, ma il cuore emotivo della casa: luogo di affetti, di dialoghi familiari e di trasmissione silenziosa delle tradizioni.

La perdita della propria terra, ha evidenziato Zoggia, non viene raccontata nell’opera come un grido di rabbia, bensì come una ferita discreta che con il tempo si trasforma in capacità di ricostruzione. Gli esuli istriani, pur lontani dalla Dalmazia e dall’Istria, hanno saputo creare nuove relazioni e radicarsi nei territori che li hanno accolti.

Proprio questo messaggio di resilienza ha trovato eco nella comunità di Bussoleno, che ha accolto l’incontro come un’occasione di crescita culturale e civile.


Il ruolo della cultura secondo Antonella Arianos

La Consigliera alla Cultura Antonella Arianos ha evidenziato come iniziative di questo tipo rappresentino il significato più profondo dell’impegno culturale delle amministrazioni locali.




Secondo Arianos, la cultura diventa strumento di dialogo, verità e coesione sociale quando riesce a trasformare la memoria storica in patrimonio vivo della comunità. Il titolo stesso Fogolèr richiama il senso di appartenenza e identità condivisa, elementi fondamentali per comprendere la storia degli esuli giuliano-dalmati.

Attraverso testimonianze e racconti familiari, il libro restituisce dignità a una vicenda segnata dal dolore dell’esodo, ma anche dalla tenacia di chi ha custodito lingua e tradizioni lontano dalla propria terra.

Nel Giorno del Ricordo, ha sottolineato la consigliera, la presentazione non è stata soltanto un appuntamento letterario, ma un momento di consapevolezza collettiva capace di superare barriere ideologiche e generazionali.





Le testimonianze degli esuli e il dialogo con il pubblico

Uno degli aspetti più intensi della serata è stato il confronto diretto tra relatori e pubblico. Antonio Vatta ha portato la propria esperienza personale di esule da Zara, offrendo una prospettiva storica arricchita dal vissuto individuale.

Il coordinamento di Dario Prodan ha favorito un dialogo aperto, nel quale memoria privata e storia nazionale si sono intrecciate. I partecipanti hanno potuto ascoltare racconti che raramente trovano spazio nei manuali scolastici ma che rappresentano una parte essenziale della storia italiana del Novecento.

La presenza dell’Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna – Nucleo Val Susa, insieme alle associazioni del volontariato ETS e alle realtà culturali locali, ha contribuito a rafforzare il carattere comunitario dell’iniziativa.


Il Giorno del Ricordo come ponte tra passato e futuro

L’incontro di Bussoleno ha dimostrato come il Giorno del Ricordo possa trasformarsi in uno spazio di educazione civile. Molti giovani presenti hanno avuto l’opportunità di ascoltare testimonianze dirette sull’esodo istriano, comprendendo come eventi storici lontani continuino a influenzare l’identità contemporanea.

La memoria, emersa dagli interventi istituzionali e dalle parole dell’autrice, non è stata proposta come esercizio nostalgico, ma come responsabilità condivisa. Conoscere la storia significa riconoscere le sofferenze del passato per costruire un futuro fondato sul rispetto e sulla comprensione reciproca.


Un focolare acceso nella comunità

Al termine dell’incontro, Casa Aschieri è apparsa davvero come un grande fogolèr simbolico. Attorno a esso si sono riuniti amministratori, associazioni e cittadini per condividere una memoria che appartiene non solo agli istriani, ma all’intera storia italiana.

Le parole di Grazia Del Treppo hanno lasciato nel pubblico la consapevolezza che la memoria sopravvive quando viene raccontata e ascoltata. Bussoleno ha celebrato il Giorno del Ricordo trasformando una presentazione libraria in un momento di comunità autentica, capace di unire generazioni diverse attorno ai valori della storia, della cultura e dell’umanità.

Così il fuoco del fogolèr, simbolo della casa perduta ma anche della rinascita, continua a brillare: non soltanto nelle pagine di un libro, ma nella coscienza collettiva di una comunità che ha scelto di ricordare.




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