Da una analisi di Giovanni Firera sul Rapporto Censis, pubblicata su “Gravità Zero”
Torino cambia. Cambiano i quartieri, cambiano i volti, cambiano i modi di vivere gli spazi pubblici. E mentre la città corre verso nuove trasformazioni, cresce anche un sentimento sotterraneo, ma sempre più diffuso: la paura di non riconoscersi più.
È ciò che emerge chiaramente dall’analisi di Giovanni Firera sul nuovo Rapporto Censis, un documento che ha il valore di uno specchio: mostra un’Italia inquieta, e una Torino che non fa eccezione.
Torinesi preoccupati dalla diversità culturale: “Siamo noi che dobbiamo adattarci?”
Il dato nazionale – quasi 6 italiani su 10 che vedono la diversità culturale come una minaccia – a Torino assume sfumature particolari.
Nei quartieri più esposti ai cambiamenti demografici, come Barriera di Milano, San Salvario, Aurora e Madonna di Campagna, il tema non è astratto: è quotidiano.
Nuove lingue, nuove abitudini, nuove regole della convivenza creano un clima di pressione costante.
Molti residenti, raccontano i comitati di quartiere, vivono la trasformazione come un cambiamento troppo rapido, non mediato, difficile da gestire.
Famiglia e radici: i torinesi temono di perdere la propria identità
La famiglia rimane il perno emotivo dei cittadini.
Il 29,3% degli italiani si sente minacciato da modelli familiari troppo distanti, e a Torino questo dato si riflette in modo evidente soprattutto tra le fasce più anziane e nei quartieri storici.
La città è sempre stata un mosaico fatto di tradizioni forti: la domenica in famiglia, i cortili dove ci si conosce tutti, la rete di vicinato.
E molti torinesi hanno la sensazione che questo tessuto, lentamente, si stia sfilacciando.
Lo stesso vale per la religione, ancora percepita come un riferimento stabile soprattutto nelle periferie.
Sicurezza: Torino sente più che mai il bisogno di ordine
Le richieste di regole più dure fotografate dal Censis trovano eco immediata nelle cronache torinesi.
- Occupazioni abusive: dagli appartamenti Atc ai palazzi dismessi, la richiesta di “tolleranza zero” è molto forte.
- Furti sui mezzi pubblici: la linea 4, il 68 e le stazioni della metro sono tra i punti più segnalati dai cittadini.
- Microcriminalità diffusa: scippi, borseggi, vandalismi. Sono “reati minori”, ma pesano sulla percezione di sicurezza.
Non stupisce quindi che i torinesi si riconoscano nel dato nazionale del 63,4% che chiede pene più severe per i reati di tutti i giorni.
In città, più che altrove, la sicurezza è diventata la chiave emotiva del dibattito pubblico.
Immigrazione irregolare: cresce la chiusura, soprattutto nelle periferie
Il dato del 24,2% contrario persino al soccorso o all’assistenza degli irregolari trova riscontro nei luoghi dove l’impatto dell’immigrazione è più visibile.
In quartieri come Aurora, Borgo Vittoria, Lingotto e Mirafiori Sud, molti residenti denunciano da tempo la sensazione di essere stati lasciati soli ad affrontare problemi complessi:
dalle occupazioni ai mercati spontanei, dalle tensioni notturne ai gruppi irregolari nei cortili interni.
Il disagio nasce dalla percezione di una gestione istituzionale incerta e non sempre immediata.
Ma non è un popolo arrabbiato: è un popolo spaesato
L’analisi di Firera lo sottolinea: la durezza delle opinioni non racconta un’Italia ferita da rabbia. Racconta un’Italia – e una Torino – ferita dalla confusione, dalla stanchezza, dalla sensazione di perdere punti di orientamento.
Torino sta cambiando. Molto. A volte troppo velocemente.
E i torinesi, che hanno sempre vissuto la città come una casa solida, ordinata, prevedibile, oggi temono che quella casa sia diventata instabile.
La sfida per Torino: mantenere le radici mentre cambia la città
La vera questione è come tenere insieme tutto questo:
- identità e accoglienza
- sicurezza e diritti
- tradizione e innovazione
Torino è una città che ha saputo reinventarsi tante volte: dall’industria all’innovazione, dalle fabbriche alla cultura.
La sfida dei prossimi anni sarà riuscire a farlo di nuovo senza perdere l’anima che l’ha sempre contraddistinta.
Leggi l'approfondimento sui dati CENSIS a cura di Giovanni Firera
