Il Bicerin - Il buongiorno del mattino in chiave sabauda
Ci siamo. Arriva San Lorenzo, quella notte dell’anno in cui milioni di italiani escono sul balcone, alzano gli occhi al cielo e scoprono due cose: che le stelle cadenti esistono e che il lampione sotto casa è stato progettato personalmente da Belzebù.
Ma oggi, a Torino, non potevamo limitarci a guardare il cielo.
Perché il 10 agosto 1810 nasceva proprio a Torino Camillo Benso, conte di Cavour.
E il Bicerin non poteva certo dimenticarlo.
Se c’è un piemontese che nell’Ottocento ha espresso un desiderio decisamente ambizioso, quello è stato lui: fare l’Italia. Altro che vedere una Perseide e sperare di vincere al Superenalotto.
Cavour non aspettò nemmeno la stella cadente: si mise direttamente al lavoro.
Politica, diplomazia, economia, ferrovie, agricoltura, rapporti internazionali, alleanze. Mentre noi davanti a una meteora riusciamo a malapena a decidere quale desiderio esprimere prima che scompaia, lui contribuì a trasformare il piccolo Piemonte sabaudo nel motore politico dell’unificazione italiana.
E tutto questo senza WhatsApp, senza e-mail, senza PowerPoint e soprattutto senza poter scrivere: «Facciamo una call e ci allineiamo».
Cavour diventò presidente del Consiglio del Regno di Sardegna e fu poi, nel 1861, il primo presidente del Consiglio del Regno d’Italia.
Visse abbastanza per vedere realizzato gran parte del suo progetto, ma pochissimo per goderselo: morì il 6 giugno 1861, appena 85 giorni dopo la proclamazione del Regno d’Italia.
Insomma, fece l’Italia e non ebbe neppure il tempo di lamentarsene.
E proprio mentre ricordiamo Cavour, il cielo di agosto ci regala l’altro appuntamento della giornata.
Le chiamiamo da secoli “lacrime di San Lorenzo”, perché la tradizione cristiana le associò al martirio del santo, avvenuto il 10 agosto del 258. In realtà San Lorenzo, poveretto, non c’entra nulla: sono le Perseidi, minuscoli frammenti lasciati lungo la sua orbita dalla cometa Swift-Tuttle.
E soprattutto non sono stelle.
Se cadessero davvero le stelle, altro che esprimere desideri: bisognerebbe chiamare la Protezione Civile.
La tradizione vuole invece che, appena se ne vede una, si esprima un desiderio. Usanza antichissima: già Greci e Romani attribuivano significati particolari alle meteore. Evidentemente l’umanità ha sempre pensato che, quando qualcosa precipita dal cielo, sia il momento giusto per chiedere un favore.
Come ogni anno, San Lorenzo arriva con qualche giorno di anticipo sullo spettacolo: il momento migliore per osservare le Perseidi sarà nella notte tra il 12 e il 13 agosto, con un cielo particolarmente favorevole grazie alla Luna nuova.
Basta trovare un luogo buio, mettersi comodi e aspettare.
Poi arriva la meteora e scatta il rito più antico: esprimere un desiderio.
Salute, amore e felicità sono classici, ma forse conviene approfittarne per questioni più urgenti:
- ricevere dall’Agenzia delle Entrate una busta con scritto: «Tranquillo, volevamo solo salutarti»;
- mangiare una bagna càuda e avere l’alito di George Clooney;
- trovare un idraulico ad agosto che risponda al telefono;
- vedere un treno arrivare in anticipo e scoprire che è il proprio;
- perdere cinque chili continuando a mangiare agnolotti;
- andare all’IKEA per comprare una lampadina e uscire con una lampadina;
- trovare la coda più veloce al supermercato al primo tentativo;
- ottenere dodici mesi di silenzio telefonico dai call center;
- digitare la password e scoprire che funziona al primo colpo;
- arrivare al casello e scegliere, una volta nella vita, la corsia giusta;
- attraversare Torino trovando tutti i semafori verdi.
________
Il bicerin: tre strati, come vuole la ricetta: uno sguardo lucido sull'attualità, una nota amara di realtà, un fondo caldo di umanità. Da leggere piano. Lo trovi al mattino su Torino.plus e anche su: Instagram e Facebook
