L’11 agosto 1803 nasceva a Torino Carlo Ignazio Giulio, matematico, ingegnere, economista, senatore del Regno di Sardegna e soprattutto uno di quei piemontesi che probabilmente meriterebbero qualche riga in più nei libri di storia.
Perché se oggi in Italia abbiamo istituti tecnici e professionali, scuole dove oltre alla teoria si impara anche un mestiere, una piccola parte del merito è anche sua.
Giulio aveva capito una cosa apparentemente banale, ma rivoluzionaria nell’Ottocento: un Paese non cresce soltanto formando avvocati, medici e letterati. Servono anche tecnici, meccanici, artigiani specializzati, disegnatori e persone capaci di trasformare la scienza in industria.
A Torino promosse infatti l’istruzione tecnico-professionale, studiò le applicazioni della meccanica alle attività produttive e contribuì a diffondere in Piemonte una cultura scientifica legata concretamente al lavoro e allo sviluppo economico.
In altre parole, mentre altri discutevano di massimi sistemi, Giulio si chiedeva come insegnare ai piemontesi a costruirli, quei sistemi.
Morì giovanissimo, nel 1859, a soli 55 anni. Ma molte delle idee che sosteneva sarebbero diventate centrali nella Torino industriale dei decenni successivi.
Quindi, se vostro figlio frequenta un istituto tecnico e torna a casa parlando di meccanica, elettronica o informatica, ricordatevi anche di Carlo Ignazio Giulio.
E se torna con un quattro in matematica, invece, lasciamo stare Giulio.
Lì non può fare più niente nemmeno lui.
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